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diabete mellito di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 è molto diffuso in Italia e nel resto del mondo, e rappresenta una vera emergenza sanitaria e sociale. Approfondiamo insieme. Intro. 

Il diabete mellito di tipo 2 è una patologia molto diffusa nel nostro Paese – così come nel resto del mondo – ma poco compresa.

In effetti, il pensiero comune porta spesso a sottovalutare gli effetti che la presenza di questo problema può comportare.

Non è un caso, infatti, che l’OMS lo abbiamo annoverato tra le grandi emergenze del nostro tempo, da affrontare nel modo più efficace possibile.

In cosa consiste il diabete mellito di tipo 2

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, in Italia sono circa 3 milioni le persone affette da diabete mellito di tipo 2, alle quali andrebbe aggiunto un altro milione di soggetti che presentano la patologia ma non ne sono a conoscenza. 

Si tratta del 90% dei casi di diabete diagnosticati in Italia, quindi la forma più diffusa in assoluto.

Ma in cosa consiste questo diabete mellito di tipo 2, spesso indicato con l’acronimo DMT2?

Prendiamo in prestito la definizione fornita dal Ministero della Salute all’interno del Piano sulla malattia diabetica:

“È causato da un deficit relativo di secrezione insulinica, che in genere progredisce nel tempo ma non porta mai a una carenza assoluta di ormone e che si instaura spesso su una condizione, più o meno severa, di insulino-resistenza su base multifattoriale.”

Si tratta, lo ammettiamo, di una spiegazione alquanto complessa, proviamo quindi a renderla un po’ più semplice. 

Il ruolo dell’insulina nel diabete mellito di tipo 2

In poche parole, il diabete mellito di tipo 2 è provocato da una scarsa produzione di insulina da parte del pancreas. 

L’insulina ha un ruolo fondamentale, perché impedisce che gli zuccheri finiscano nel sangue invece di essere immagazzinati nelle cellule e utilizzati come fonte energetica per il nostro corpo.

Ne consegue che una produzione ridotta di questo ormone provoca un aumento della percentuale di glicemia nel sangue, causando danni a vari organi.

Con il termine insulino-resistenza, invece, si indica una ridotta sensibilità da parte delle cellule all’azione dell’insulina, rendendola meno efficace e provocando, quindi, l’insorgere del diabete mellito di tipo 2.  

Prevalenza del diabete mellito di tipo 2 in Italia

Il diabete mellito di tipo 2 colpisce quasi esclusivamente soggetti adulti, con percentuali maggiori a partire dai 65 anni di età.

prevalenza diabete mellito di tipo 2 maschi femmine

L’incidenza è maggiore negli uomini rispetto alle donne, fatta eccezione per alcune fasce di età.

Dal punto di vista geografico, il diabete mellito di tipo 2 è distribuito quasi omogeneamente, con picchi nelle regioni del Sud Italia. 

diffusione su base regionale del diabete mellito di tipo 2

Diversi studi hanno evidenziato un rapporto tra una maggiore prevalenza del diabete mellito di tipo 2, uno scarso livello di istruzione e maggiori difficoltà economiche. 

Questo triste scenario è stato individuato anche in altri studi, che hanno mostrato come le persone meno istruite tendono, in media, a vivere meno.

Qual è la differenza tra il diabete mellito di tipo 2 e quello di tipo 1

Quando si sente parlare di diabete mellito di tipo 2 si tende a chiedersi in cosa consista, invece, il diabete di tipo 1, e in cosa differiscono i due.

Per rendere chiara la differenza tra queste due tipologie di diabete, il Ministero ha fornito una tabella, che riportiamo di seguito.

differenza tra diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2

Che cosa ci dice questa tabella?

  • la prevalenza del diabete di tipo 1 è molto ridotta, pari a circa lo 0,5% della popolazione italiana;
  • i sintomi del DMT1 sono sempre presenti e molto evidenti, mentre nel DMT2 spesso sono assenti o molto lievi;
  • mentre il DMT2 si presenta in larga misura in presenza di un eccesso ponderale, il DMT1 colpisce persone con un peso nella norma;
  • il DMT1 colpisce quasi sempre soggetti giovani, al di sotto dei 30 anni, e più in particolare bambini, mentre il diabete mellito di tipo 2 è più diffuso nella popolazione adulta, come abbiamo visto nelle tabelle precedenti;
  • il DMT1 richiede la somministrazione necessaria dell’insulina da subito, mentre il DMT2 offre una più ampia varietà di terapie possibili, a partire dalla dieta fino all’assunzione di farmaci specifici.

Volendo semplificare, il diabete mellito di tipo 2 colpisce persone adulte, quasi sempre in sovrappeso o obese, e richiede terapie farmacologiche unite ad una dieta equilibrata e, laddove possibile, una corretta e adeguata attività fisica o, in ogni caso, il contrasto alla sedentarietà.

Il DMT1, invece, colpisce soggetti molto giovani, quasi sempre bambini, normopeso, a causa di disfunzioni pancreatiche e mancata produzione di insulina.

Purtroppo, in questi casi il ricorso alle iniezioni di insulina risulta necessario.

Diabete mellito di tipo 2: cause, sintomi e complicanze

Come abbiamo già spiegato all’inizio del nostro articolo, la comparsa del diabete mellito di tipo 2 è provocata da una ridotta produzione di insulina da parte del pancreas.

A questo vanno aggiunti alcuni fattori di rischio che possono favorire la comparsa di questa patologia:

In un passaggio abbiamo spiegato che i sintomi della comparsa del DMT2 sono spesso lievi e non avvertiti o, in alcuni casi, confusi con altre problematiche.

Un esempio molto diffuso è il bisogno di urinare molto spesso, soprattutto di notte, associato a disfunzioni prostatiche – alquanto normali nei soggetti maschili over 50 – piuttosto che al diabete.

Ecco alcuni sintomi ai quali prestare attenzione, perché potrebbero indicare la presenza del diabete mellito di tipo2: 

  • Sensazione di stanchezza;
  • Frequente bisogno di urinare anche nelle ore notturne;
  • Sete inusuale;
  • Perdita di peso improvvisa e immotivata;
  • Difficoltà visive, con visione offuscata;
  • Lenta guarigione delle ferite.

Il diabete mellito di tipo 2 non è una patologia da trattare con superficialità, limitandosi a evitare di mangiare la brioche al mattino o di aggiungere lo zucchero al caffè, perché le conseguenze possono essere molto gravi.

Le principali complicanze derivanti dal DMT2 sono le seguenti: 

  • Retinopatia;
  • Nefropatia;
  • Neuropatia;
  • Aterosclerosi;
  • Cecità;
  • Insufficienza renale cronica;
  • Maggiore rischio di malattie cardiovascolari;
  • Aumento considerevole del rischio di amputazione degli arti inferiori.

Si consiglia di rivolgersi a un medico specializzato, effettuare i test di screening previsti e seguire una corretta terapia, oltre ad adottare uno stile di vita più sano.

Diabete mellito di tipo 2: costi sanitari e sociali

Il diabete mellito di tipo 2, per diffusione e previsioni di crescita nel prossimo futuro, rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria e sociale, con conseguenti costi ingenti sia per la sanità pubblica che per la tenuta socio-economica del Paese.

Il Ministero della Salute individua, infatti, tre categorie di costi connessi direttamente o indirettamente alla prevalenza e alla diffusione del DMT2 in Italia.

Li indichiamo di seguito.

  • Costi diretti: includono tutti i costi relativi direttamente alle prestazioni sanitarie erogate dal Servizio Sanitario. Possono essere a basso costo (es. prestazioni di cure primarie extraospedaliere), a medio costo (es. farmaci, device) e ad alto costo (es. trattamenti eseguiti all’interno di strutture ospedaliere).
  • Costi indiretti: sono riferibili alla perdita di produttività, causata da disabilità temporanea o permanente, pensionamento anticipato, perdita di giorni di lavoro, mortalità prematura.
  • Costi intangibili: frutto dell’alterazione della qualità di vita imputabili in modo diretto o indiretto alla malattia, come depressione, ansia, discriminazioni sul lavoro o nelle relazioni interpersonali.

In un Paese il cui SSN versa in condizioni critiche, con un invecchiamento generale della popolazione in aumento e un tessuto socio-economico alquanto precario, il diabete mellito di tipo 2 rappresenta una vera emergenza da affrontare in modo efficace, lavorando su progetti di educazione e prevenzione e allargando le maglie di intervento del cosiddetto secondo pilastro socio-sanitario.

Fondo ASIM

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.
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