lavoratori precoci

La legge di bilancio 2017 – ovvero la legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ha introdotto, all’articolo 1 comma 199, la pensione anticipata per lavoratori precoci.

“[…]è ridotto a 41 anni per i lavoratori di cui all’articolo 1, commi 12 e 13, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che hanno almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del diciannovesimo anno di età'[…]”

Nel solito burocratese al quale ci ha abituato il legislatore italiano, questo comma ci dice semplicemente che i lavoratori che hanno maturato un periodo di lavoro effettivo di 12 mesi dai 18 ai 19 anni di età, possono accedere ad una forma di pensionamento anticipato.

Le modalità di accesso a questo beneficio pensionistico sono un po’ complesse, ma in questo articolo cercheremo di renderle quanto più chiare è possibile.

Chi sono i lavoratori precoci

I lavoratori precoci sono tutti quegli individui che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei diciannove anni di età.

Prima della Riforma Fornero del 2012, questi lavoratori avrebbero maturato l’età per la pensione con 40 anni di contributi, quindi prima del compimento dei 60 anni di età.

In seguito all’entrata in vigore della riforma, è previsto che raggiungano 42 anni e 10 mesi di contributi nel caso siano uomini, 41 anni e 10 mesi nel caso siano donne.

Lavoratori precoci: quota 41

Dopo anni di contrattazioni sindacali e politiche, si è introdotta nel nostro sistema la cosiddetta quota 41, che consente ai lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica e senza penalizzazioni.

Possono accedere alla quota 41 solo alcune categorie di lavoratori, ovvero i lavoratori precoci, che devono, però, essere in possesso di determinati requisiti.

Vediamo quali.

Lavoratori precoci: requisiti richiesti

L’articolo 1, comma 199 – alle lettere a), b), c) e d) – indica quali sono i requisiti richiesti dal legislatore per accedere alla pensione anticipata in quanto lavoratore precoce.

Te li riportiamo di seguito:

  • Si trova in stato di disoccupazione, per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del contratto di lavoro, e non ricevono il sussidio da almeno tre mesi;
  • assiste, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado disabile o non autosufficiente;
  • gli è stata riconosciuta una invalidità civile per una riduzione delle capacità lavorative pari almeno al 74%;
  • svolge, da almeno 6 anni, un lavoro usurante.

Come puoi vedere, non basta aver iniziato a lavorare a 18 anni con regolare contribuzione.

La quota 41 che consente il pensionamento anticipato ai lavoratori precoci si applica solo in favore di chi si trova in condizione più svantaggiate.

Lavoratori precoci: come richiedere la pensione anticipata

I lavoratori precoci, che hanno i requisiti indicati poc’anzi, possono effettuare la domanda per accedere al beneficio pensionistico all’INPS, entro il 1 marzo 2018, e così per gli anni a seguire – per l’anno 2017, invece, la scadenza era del 15 luglio.

È importante sottolineare che questa misura prevista dalla legge di Bilancio è subordinata all’esaurimento dei fondi disponibili, pari a 360 milioni di euro per il 2017, 550 milioni di euro per il 2018, 570 milioni di euro per il 2019 e 590 milioni di euro dal 2020.

Per questa ragione, le domande pervenute dopo la scadenza verranno comunque esaminate, laddove dovesse esserci ancora una parte residuale dei fondi stanziati.

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.