pensione anticipata

In cosa consiste l’APE, acronimo di anticipo pensionistico? Chi può richiederla e come funziona? Vediamolo insieme. Intro.  

La pensione è un traguardo per i lavoratori, che attendono spesso con ansia di raggiungere l’anzianità di servizio e l’età minima per poterla richiedere. In alcuni casi, però, per esigenze personali o semplicemente per scelta, si può sentire la necessità di richiedere la pensione anticipata.

L’APE, acronimo che indica l’anticipo pensionistico, è una agevolazione offerta dallo Stato a determinate categorie di lavoratori dipendenti iscritti alla gestione ordinaria e ai lavoratori autonomi iscritti alla gestione speciale e alla gestione separata.

Sono esclusi i professionisti iscritti a casse professionali.

Come funziona la pensione anticipata, chi può richiederla e in che modo?

Vediamolo insieme.

Pensione anticipata (APE): una novità del 2017

La legge di bilancio 2017 ha previsto l’introduzione di una indennità a carico dello stato, erogata attraverso l’INPS, per i soggetti che hanno compiuto 63 anni ma non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione nel nostro Paese.

Come si legge nel testo di sintesi pubblicato sul sito del Governo:

A decorrere dal primo maggio 2017, in via sperimentale fino a 31 dicembre 2018, è istituito l’anticipo pensionistico (APE), che consente di lasciare il lavoro anticipatamente ai soggetti con almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi e che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi.

Si tratta, quindi, di una novità introdotta dal Governo, in via sperimentale, ma i risultati registrati sono stati subito molto promettenti.

In un articolo del 17 luglio – due giorni dopo la data di scadenza per effettuare le domande di pensione anticipata all’INPS – il Sole24Ore ha riportato i dati molto positivi che l’iniziativa ha prodotto.

Sono state 66.409 le domande di pensione anticipata pervenute all’INPS, relativamente all’APE Sociale (o social) e all’APE Volontaria. Si tratta del 10% in più rispetto alle attese, anche se, ovviamente, non è detto che tutte le domande verranno accettate.

Pensione anticipata (APE): APE Volontaria, APE Sociale e APE Aziendale

Quando si parla di pensione anticipata è necessario fare una distinzione tra tre tipologie:

  • APE Volontaria;
  • APE Sociale;
  • APE Aziendale.

Vediamo in cosa consistono queste tre opzioni di pensione anticipata.

APE Volontaria

La pensione anticipata volontaria, o APE volontaria, si configura come un prestito, che viene concesso al lavoratore che ha i requisiti richiesti e che intende anticipare la pensione.

In questo caso interviene un soggetto finanziatore, che, attraverso la sottoscrizione di una polizza assicurativa, effettua un prestito all’interessato per consentire di richiedere la pensione anticipata.

Essendo un prestito, queste somme vanno restituite, a partire dal momento in cui si raggiunge la pensione di vecchiaia, per i successivi venti anni, in forma rateale.

APE Sociale (o social)

L’APE sociale è un progetto in via sperimentale, che prevede l’anticipo pensionistico per determinate categorie di lavoratori in difficoltà, come i disoccupati, gli invalidi, i cassintegrati, chi effettua un lavoro usurante, oppure chi deve accudire un familiare disabile, invalido o comunque non autosufficiente.

Essendo prevista solo per una ristretta cerchia di soggetti, l’APE Sociale richiede requisiti differenti rispetto all’APE Volontaria.

Mentre, infatti, per quest’ultima sono sufficienti 63 anni di età e 20 anni di contributi, per l’APE Sociale bisogna avere:

  • Disoccupati, Invalidi e Caregivers: 63 anni di età e 30 anni di contributi;
  • Lavori gravosi: 63 anni di età e 36 anni di contributi.

Questi soggetti riceveranno un assegno mensile, calcolato in base alla pensione di vecchiaia che matureranno negli anni successivi, fino a un massimo di 1.500,00 € per tre anni e 7 mesi.

Al termine di questo periodo, matureranno la pensione ma, a differenza dell’APE volontaria, non dovranno restituire il prestito al soggetto finanziatore.   

APE Aziendale

L’APE aziendale è un istituto che opera a “braccetto” con l’APE Volontaria. In cosa consiste?

Il lavoratore che intende richiedere l’APE Volontaria e il datore di lavoro posso raggiungere un accordo in base al quale quest’ultimo aumenterà il montante contributivo del dipendente, versando contributi più elevati per i 3 anni che lo separano dalla pensione.

Questa soluzione è quella che si può definire un win-win:

  • è positiva per il lavoratore, che si troverà con una pensione più elevata, con una differenza rispetto a quella iniziale capace di coprire il prestito da restituire;
  • è positiva per il datore di lavoro che, in questo modo, potrà gestire meglio il ricambio generazionale, con l’utilizzo della pensione anticipata senza richiedere ammortizzatori sociali, sostenere costi elevatissimi.

Come vedi, oltre alla possibilità di attivare un fondo pensione individuale, oppure usufruire di un fondo di assistenza sanitaria integrativa previsto in busta paga, lo Stato offre ora una soluzione per determinate categorie di soggetti che necessitano di andare in pensione anticipata.

Si tratta, lo ripetiamo, di un progetto sperimentale, ma si spera che possa essere confermato in futuro.

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.