Sedentarietà

La sedentarietà causa problemi di varia natura, compromettendo il nostro benessere psico-fisico, e favorendo l’insorgere di malattie non trasmissibili, in particolare disturbi metabolici come diabete, ipertensione, colesterolo.

Vita sedentaria, inattività, alimentazione scorretta, scarsa scolarizzazione, sono tutti disagi interconnessi tra loro, e rappresentano un problema per il Servizio Sanitario Nazionale, che vede l’aumento di prestazioni per il trattamento di malattie cardiovascolari, e non solo.

Dopo aver analizzato il problema, coadiuvati dai dati a nostra disposizione, ti indicheremo alcune consigli pratici per cambiare stile di vita e sconfiggere la sedentarietà.

Cosa ci raccontano i dati ISTAT sulla sedentarietà

Secondo il rapporto BES 2017 realizzato dall’ISTAT, dedicato al Benessere Equo e Sostenibile in Italia, si legge quanto segue:

“Nel 2016, continua a ridursi, sebbene lentamente, la quota di persone di 14 anni e più che non pratica alcuna attività fisica: la percentuale standardizzata di sedentari si stima pari al 39,4% (era 40,2% nel 2015 e 41,8% nel 2013). Il calo riguarda prevalentemente le donne, che nel 2016 registrano il valore più basso degli ultimi 12 anni (42,7%). I livelli di sedentarietà si confermano comunque elevati: negli ultimi 12 anni la percentuale di sedentari è scesa solo di 3,2 punti percentuali tra le donne e di 1,7 punti tra gli uomini.”

La distribuzione di uno stile di vita sedentario nella nostra penisola registra una propensione maggiore nelle Regioni del Sud, come si evidenzia in questo grafico.

sedentarietà distribuzione italia

Il problema della sedentarietà è legato, a doppio nodo, a quello dell’obesità e dell’eccesso di peso, anch’esso causa di numerosi disturbi clinici.

Stando alle rilevazioni dell’ISTAT, appare evidente una correlazione tra la propensione a uno stile di vita sedentario e un livello di istruzione più basso, in particolare, ancora, nel Mezzogiorno d’Italia.

Si tratta di dati molto interessanti, che ci mostrano un quadro abbastanza preoccupante, sia dal punto di vista sanitario che sociale.

Rischi di una vita sedentaria

Il problema della sedentarietà rappresenta una emergenza nazionale, che coinvolge circa ⅓ della popolazione.

Sul sito del Ministero della Salute è riportato un elenco di rischi connessi ad una vita sedentaria:

  • diabete di tipo 2;
  • disturbi cardiocircolatori (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca);
  • insufficienza venosa;
  • sovrappeso e obesità;
  • osteoporosi, artrite;
  • ipertensione arteriosa;
  • aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue;
  • alcuni tumori.

Per invertire la tendenza, è necessario cambiare stile di vita.

Come?

Vediamo insieme alcuni step da compiere per sconfiggere la sedentarietà e favorire il benessere del nostro corpo.

Ridurre la sedentarietà facendo attività fisica

Come puoi immaginare, il primo step per ridurre la sedentarietà è fare attività fisica.

Secondo il Rapporto Coop 2017, “nel 2016 è stato raggiunto il livello di partecipazione a pratiche sportive più elevato mai registrato in Italia”.

Circa un italiano su quattro (25%) dichiara di praticare sport con continuità nel tempo libero, mentre chi si limita a fare attività fisica solo saltuariamente rappresenta circa il 35%.

In sintesi, più della metà della popolazione pratica sport, in modo più o meno intenso.

Si tratta di un dato importante, che conferma tra l’altro quanto visto in precedenza, ovvero che a vivere una vita sedentaria è un terzo della popolazione.

Sia chiaro, non si può passare dal divano alle olimpiadi, è necessario procedere in modo graduale, per evitare di affaticare in modo eccessivo il nostro corpo, che non è per niente abituato al movimento, e di scoraggiarci, dopo alcuni tentativi falliti.

Ripetiamolo, stiamo parlando di evitare uno stile di vita sedentario, non è importante, in questo caso, fare attività fisica per raggiungere obiettivi di peso o altri di carattere sportivo/agonistico.

30-40 minuti di passeggiata al giorno, tutti i giorni, rappresentano già un grande passo in avanti rispetto a una vita vissuta da seduti.

Inoltre, può diventare un’ottima soluzione per migliorare anche la vita sociale, perché si può passeggiare nel paesino o nel proprio quartiere, e scambiare due chiacchiere con amici e conoscenti.

Running, ciclismo, calcio, tennis, pallavolo, nuoto, le opzioni sono davvero molte, il nostro consiglio è di selezionare quella più affine alla propria indole e ai propri interessi.

La vera sfida, per una persona sedentaria, è trasformare l’attività fisica in una nuova abitudine, tale da sostituire quelle precedenti, nocive per il suo organismo.

Cambiare abitudini alimentari per ridurre gli effetti della sedentarietà

Negli ultimi anni l’approccio degli italiani al cibo è cambiato, questa volta in meglio, complice una maggiore attenzione al biologico e ai cibi freschi.

Questa tendenza è confermata dai dati riportati nel Rapporto Coop menzionato prima, che indicano un aumento dei consumi di frutta e verdura e una riduzione dei dolciumi, carne, latticini, e delle bevande gassate.  

consumi alimentari italiani

Uno degli effetti della sedentarietà è l’eccesso di peso, frutto anche di abitudini alimentari scorrette.

Per fortuna, la dieta mediterranea tipica dell’alimentazione italiana rende meno traumatico il passaggio dal consumo di cibi raffinati ed elaborati a quelli freschi e di stagione.

Ridurre cibi grassi, bevande zuccherate, pane e dolciumi è già un ottimo modo per migliorare la propria alimentazione, preferendo frutta e verdure fresche a carne, soprattutto quella rossa, e pasta.

Per approfondire, ti consigliamo di leggere il nostro articolo dedicato all’alimentazione sana.

Aumentare la consapevolezza dei rischi connessi alla sedentarietà

I dati riportati all’inizio dell’articolo hanno evidenziato una correlazione tra sedentarietà e scarsa scolarizzazione.

Questo, purtroppo, è un dato sociale prima che sanitario, e andrebbe affrontato con l’ausilio delle istituzioni.

Attivare programmi di educazione all’alimentazione sana, all’importanza dell’attività fisica, a partire dalle scuole primarie, è fondamentale per la salute dei cittadini, in particolare quelli meno istruiti, che non riescono ad accedere a informazioni adeguate in modo autonomo.

Aumentare la consapevolezza dei rischi connessi alla sedentarietà può favorire un miglioramento delle abitudini di vita, riducendo l’insorgenza delle patologie prima indicate operando così la più efficace delle prevenzioni.

La prevenzione e la diagnosi precoce sono tra gli aspetti su cui il Fondo ASIM si sta impegnando in modo importante.
Augusto Monachesi 
Responsabile del Fondo Asim

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.