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Welfare contrattuale cure

Stando ai dati presentati durante il Welfare Day, 7 italiani su 100 accedono a prestazioni mediche private grazie ad un Fondo Sanitario Integrativo previsto dal proprio contratto di lavoro. Approfondiamo insieme. Intro. 

Nel precedente articolo pubblicato sul nostro blog abbiamo preso spunto da alcuni dati presentati dal Dott. Vecchietti durante il Welfare Day, che palesavano le difficoltà da parte degli italiani di pagare le cure dentali.

Nella medesima presentazione sono riportati numerosi altri dati di grande interesse. In particolare, questo.

come pagano le cure private gli italiani

Il grafico riporta, in percentuale, le modalità utilizzate dagli italiani per far fronte al pagamento delle cure private, sempre più impattanti sul bilancio familiare.

Approfondiamo insieme, concentrandoci poi su un dato in particolare.

Gli italiani hanno difficoltà a sostenere le spese mediche private

Analizzando il grafico si nota subito una spaccatura netta.

Soltanto il 6,85% degli italiani riesce a sostenere le spese mediche private grazie al proprio reddito, mentre una fetta importante (il 43,77%) deve attingere ai risparmi accumulati nel tempo.

Un abbondante 40%, invece, non riesce a pagare le cure facendo ricorso alle proprie finanze personali, finendo col chiedere aiuto alla famiglia o optando per altre soluzioni.

Spaventa, e non poco, la percentuale di cittadini costretti a richiedere un prestito per pagare le spese mediche, pari al 27,14%, un dato avvilente per il Paese che si è potuto vantare per anni di avere uno dei migliori servizi sanitari nazionali al mondo.

Insomma, quello che emerge è uno scenario molto preoccupante, dove più dell’80% dei cittadini non è in grado di coprire le spese sanitarie private grazie alla propria capacità di spesa.

Questo dato è confermato anche dal seguente.

rinuncia alle cure per eta e reddito

La correlazione tra rinuncia alle cure e fascia di reddito è palese, in rapporto inversamente proporzionale.

In poche parole, all’aumentare del reddito diminuisce, sensibilmente, il tasso di rinuncia alle cure.

L’importanza del welfare contrattuale e dell’assistenza sanitaria integrativa

Abbiamo volutamente lasciato fuori dal discorso l’ultimo dato contenuto nel grafico riportato all’inizio dell’articolo, ovvero lo spicchietto della torta di colore fucsia.

Il 7,21% degli italiani paga le cure mediche private usufruendo del welfare contrattuale, nello specifico delle prestazioni offerte da un Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa.

7 persone su 100, lavoratori o familiari degli stessi, riesce ad accedere a prestazioni mediche grazie al piano sanitario previsto dal Fondo Sanitario messo al quale risulta iscritto.

Non stiamo qui a ricordare la diversa natura dei fondi sanitari – negoziali o aperti – quello che conta in questo caso è l’analisi di due elementi:

  1. La percentuale di aziende che introduce l’iscrizione ad un Fondo Sanitario da contratto ai propri lavoratori sta progressivamente aumentando. Purtroppo, e questo i dati lo confermano, questa buona pratica è più diffusa nelle imprese di media e grande dimensioni rispetto a quelle piccole o micro;
  2. L’assistenza sanitaria integrativa, un tempo associata prevalentemente alle cure dentali, sta assumendo un ruolo sempre più centrale, proprio per le evidenti difficoltà nelle quali versa il servizio sanitario nazionale. Questo, unito all’invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’aspettativa di vita, disegna uno scenario al cui interno l’adesione ad un Fondo Sanitario diventa fondamentale. 

Il Fondo ASIM, in particolare, vantando tra i propri iscritti più del 90% di operai di cui una percentuale superiore al 70% con in orario part time, può affermare in tutta consapevolezza di essere l’unica possibilità di accesso alla sanità privata/integrativa per molti di loro.

È importante diffondere la cultura del welfare contrattuale, e in particolare dell’adesione a Fondi Sanitari Integrativi, nel tessuto produttivo del nostro Paese, per migliorare la qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie.

Fondo ASIM

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.
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