ob

adesione ai fondi sanitari integrativi

Secondo una indagine pubblicata dall’Istat, l’adesione ai fondi di assistenza sanitaria integrativa risulta molto maggiore nelle imprese medio grandi. Vediamo insieme questi dati. Intro. 

Lo scorso 9 Aprile l’Istat ha pubblicato il testo integrale della “Indagine conoscitiva in materia di fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale”, presentata alla XII Commissione (Affari sociali) Camera dei deputati, che puoi reperire cliccando qui.

L’Istat, nell’introduzione, ci tiene a sottolineare il mancato accesso ai dati dell’Anagrafe dei Fondi Sanitari, ma, ciò nonostante, l’indagine contiene informazioni molto utili per offrire un contributo informativo utile ai lavori della Commissione in materia di Fondi sanitari integrativi.

Approfondiamo insieme alcuni dati contenuti nel documento.

Welfare aziendale: la dimensione delle imprese fa la differenza

Nel capitolo I dell’indagine, denominato Welfare Aziendale, c’è un passaggio molto interessante, che riportiamo di seguito.

“L’Istat ha rilevato che nel 2016 circa una impresa ogni 10 (8,8%) tra quelle attive nel settore della manifattura, il 6,4% di quelle del commercio e il 5,8% nell’ambito degli altri servizi di mercato (ad esclusione del comparto finanziario e assicurativo), hanno adottato un’iniziativa di questo tipo. Esistono importanti differenze non solo settoriali ma soprattutto riconducibili alla dimensione di impresa. Sono, infatti, le imprese di dimensioni maggiori quelle che più frequentemente finanziano fondi o assicurazioni sanitarie integrative.”  

Come puoi leggere, una discriminante riscontrata dall’Istat nella sua analisi è rappresentata dalle dimensioni delle imprese.

L’adesione a Fondi di Assistenza sanitaria integrativa, infatti, risulta molto più elevata nelle aziende di dimensioni maggiori.

Continuando a leggere, si possono trovare altri dati più specifici.

“Si tratta di quasi la metà (45,6%) delle imprese con più di 250 dipendenti nella manifattura, contro il 17,6% di quelle tra i 50 e i 249 dipendenti e il 7,6% di quelle fino a 49 dipendenti. Queste coperture assicurative sono molto meno diffuse e con differenze meno marcate nelle imprese dei servizi dove quelle che finanziano fondi integrativi sono il 20% tra le imprese oltre i 250 addetti (18,4%), contro il 13,8% di quelle tra i 50 e i 249 dipendenti e il 5,1% di quelle fino a 49 dipendenti.”

Il dato fornito dall’Istat sottolinea una tendenza molto diffusa nel panorama produttivo italiano, ovvero la scarsa attenzione (in media) da parte delle piccole e micro imprese verso politiche di welfare aziendale attive.

Eppure, come abbiamo sottolineato noi in un precedente articolo proprio dedicato al welfare aziendale, uno dei benefit aziendali più sentiti dai lavoratori è proprio l’assistenza sanitaria integrativa.

Un trend confermato anche dall’esperienza del Fondo Asim

La maggiore adesione a Fondi di assistenza sanitaria integrativa da parte di aziende di dimensioni medio grandi è confermata anche dall’esperienza diretta del Fondo Asim.

Secondo l’ultimo rilevamento da noi effettuato, infatti, risultano iscritte al Fondo 3.166 imprese, con una percentuale di penetrazione pari al 15,4%. Gli iscritti al Fondo ASIM a dicembre 2018 sono 299 mila con una penetrazione sul totale dei lavoratori del settore pari al 47%.

Entrando nel merito della questione fin qui dibattuta, le prime 20 imprese iscritte ad ASIM per numero di dipendenti, ad oggi, costituiscono il 36,1% dei lavoratori iscritti e il 18,5% dei lavoratori del settore.

Queste prime 20 imprese per dimensione, hanno infatti, un numero medio di lavoratori iscritti pari 4.758.

Una conferma, seppur limitata alla nostra esperienza, della tendenza da parte delle imprese con pochi dipendenti a ignorare l’esistenza o l’importanza di un tale benefit per i lavoratori (tra l’altro, nel caso dei Fondi negoziali, violando un obbligo previsto dal CCNL di riferimento – quello multiservizi, per Asim).

Fondo ASIM

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.
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