rinuncia alle cure dentali

I dati presentati dal Dott. Marco Vecchietti in occasione del Welfare Day sottolineano le difficoltà degli italiani nel sostenere le spese per le cure dentali. Approfondiamo insieme. Intro. 

Durante il Welfare Day, svoltosi a Roma lo scorso 13 giugno, abbiamo trovato ricca di dati interessanti la presentazione del Dott. Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RBM Assicurazione Salute.

In particolare, la presentazione di Vecchietti riporta un grafico che ha catturato la nostra attenzione.

Questo.

rinuncia alle cure per prestazioni sanitarie 2019

Abbiamo già affrontato, in un precedente articolo, il grave fenomeno della rinuncia alle cure, e questo grafico ci consente di fare qualche considerazione aggiuntiva in merito.

Gli italiani rinunciano alle cure dentali

All’interno del bilancio di una famiglia media italiana, la salute dentale rappresenta un capitolo di spesa molto consistente, in alcuni casi quasi insostenibile.

In effetti, il SSN non offre una copertura soddisfacente in termini di cure odontoiatriche, rendendo praticamente impossibile evitare il ricorso ad un dentista privato.

Il fatto stesso che le risorse impiegate dai fondi sanitari per erogare questa categoria di prestazioni siano considerate dalla normativa quelle “integrative al SSN”, ne è una conferma.

Il risultato, evidenziato dai dati, è l’elevata percentuale di cittadini che rinunciano o rimandano le cure dentali, principalmente per motivi economici.

Il 23% degli italiani, infatti, rinuncia alle cure odontoiatriche. Tradotto in termini più comprensibili, si tratta di una persona su 4 che non può permettersi di andare dal dentista.

Stiamo parlando di un fenomeno molto preoccupante, perché dalle cure odontoiatriche non dipende solo la salute dentale, ma il benessere generale dell’individuo.

Sono molteplici, infatti, le patologie collegate a problemi di natura dentale, e rimandare o rinunciare alle cure odontoiatriche non fa altro che innescare un circolo vizioso molto pericoloso.

L’odontoiatria è la principale spesa sanitaria privata degli italiani

La presentazione del Dott. Vecchietti continua riportando un ulteriore grafico, relativo alla Spesa Sanitaria Privata Totale, divisa per Tipologia.

spesa sanitaria privata totale per macroprestazione

L’odontoiatria – in quanto prestazione ambulatoriale tra le meno erogate dal SSN – rappresenta la principale spesa sanitaria effettuata dal cittadino verso i privati, se si esclude quella destinata all’acquisto di farmaci (26%).

Il 22% delle spese destinate dai cittadini alla sanità privata riguarda le cure odontoiatriche, per un totale di oltre 23 milioni di prestazioni.

In media, un cittadino italiano spende circa € 600 all’anno per cure dentali, molto di più di altre prestazioni.

paniere della spesa privata pro capite

Il ruolo dei Fondi Sanitari Integrativi

La tutela della salute è un diritto fondamentale per ogni individuo. L’assistenza sanitaria integrativa concorre quale elemento importante per assicurare anche ai più deboli l’esigibilità di questo diritto.

È ormai evidente lo stato di difficoltà nel quale versa il SSN, così come lo è la sempre maggiore richiesta di prestazioni sanitarie da parte di una popolazione che invecchia sempre di più.

La possibilità di usufruire delle prestazioni coperte dal piano sanitario del Fondo rappresenta, soprattutto per i redditi più bassi, un ottimo strumento integrativo, per evitare la rinuncia o il rinvio di cure. 

I dati presentati durante il Welfare Day sembrano confermare questa tesi. 

sanita integrativa rimborso della spesa intermediata

Dei circa € 600,00 spesi dai cittadini per le cure odontoiatriche su base annuale, infatti, l’intermediazione di un Fondo Integrativo consente il rimborso di più del 50%.

sanita integrativa livelli assistenziali ammontare rimborsato per tipologia di cura

Anche i dati ASIM testimoniano che più di un quinto delle prestazioni erogate ai propri iscritti sono relative a cure odontoiatriche.

Conclusioni

La presentazione del Dott. Vecchietti non fa altro che confermare quanto spiegato in numerosi articoli qui sul nostro blog: la sanità integrativa non è un vezzo per pochi eletti, ma una necessità per i cittadini e i lavoratori italiani. 

Per questa ragione, è importante lavorare nella direzione di una maggiore integrazione, salvaguardando la salute degli italiani e alleggerendo il SSN, al limite del collasso.

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.
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