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Urografia con mezzo di contrasto: quando farla

Urografia con mezzo di contrasto quando farla

A determinate condizioni, l’urologo potrebbe prescrivere un esame chiamato urografia con mezzo di contrasto. Scopriamo di più. Intro. 

Il Fondo ASIM prevede il pagamento delle spese per numerose prestazioni di alta specializzazione, come l’urografia con mezzo di contrasto, un esame prescritto dai medici per indagare patologie che coinvolgono l’apparato escretore, quindi reni, ureteri, vescica e uretra. 

Si tratta, come vedremo più nel dettaglio, di un test di imaging eseguito tramite la somministrazione di un mezzo di contrasto; per questo motivo richiede una preparazione specifica e presenta maggiori controindicazioni di una normale radiografia.

Rispetto al passato questo esame è molto meno diffuso, grazie alle evoluzioni tecnologiche delle ecografie, delle TAC e della risonanza magnetica. 

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cos’è una urografia con mezzo di contrasto, quando eseguirla e come prepararsi all’esame

Cos’è una urografia con mezzo di contrasto

Come accennato, l’urografia (o urografia endovenosa con contrasto) è un test di imaging dell’apparato escretore, eseguito previa somministrazione di un farmaco altrimenti noto come “mezzo di contrasto”, che consente di visualizzare le vie escretrici in modo più nitido rispetto a una radiografia tradizionale. 

Grazie a questo esame, quindi, il medico può acquisire immagini della vescica, dei reni e degli ureteri, ovvero i tubicini che collegano i reni alla vescica, al fine di indagare eventuali malattie del tratto urinario, come presenza del sangue nelle urine, calcoli renali o vescicali e cancro nel tratto urinario.

Le immagini possono essere acquisite in due modalità, tramite una radiografia con mezzo di contrasto, oppure utilizzando una scansione eseguita tramite tomografia computerizzata (urografia TC) o risonanza magnetica (urografia RM)

Queste ultime opzioni – che prevedono entrambi, lo ricordiamo, la somministrazione del mezzo di contrasto – sono tecniche di imaging più accurate per la diagnosi delle malattie delle vie urinarie rispetto alla urografia endovenosa, di solito prescritta quando non è possibile effettuare una TAC o una risonanza, nei pazienti pediatrici o in casi particolari. 

In effetti, l’urografia con mezzo di contrasto non è in grado di mostrare una crescita cellulare anormale (es. tumori) piccola o in superficie, né consente di rilevare le cellule tumorali che si sono diffuse ai linfonodi o agli organi vicini.

Come si esegue l’esame

Prima di sottoporsi all’esame, tramite radiografia, TAC o risonanza magnetica, al paziente viene somministrato per via endovenosa un mezzo di contrasto, di solito nel braccio, e si attende circa un’ora affinché il liquido raggiunga i reni

Quando questo avviene, il mezzo di contrasto passa nel tratto urinario, rendendo più visibili gli ureteri e la vescica, dopodiché si procede all’acquisizione delle immagini

La scansione dura circa 10 minuti e non è invasiva, in quanto non prevede l’inserimento di alcuno strumento nel corpo del paziente. 

Quando sottoporsi a questo esame?

Abbiamo spiegato che l’urografia con mezzo di contrasto è un esame finalizzato allo studio delle vie escretrici, che il medico può prescrivere per determinare se funzionano correttamente e per cercare eventuali segni di malattia che potrebbero influire sul sistema urinario, in particolare in presenza di sintomi che potrebbero essere correlati a patologie specifiche.

Nello specifico, l’esame consente di diagnosticare: 

Sarà il medico, un urologo o un andrologo, a valutare se e quando prescrivere questo esame al proprio paziente

Rischi e complicanze

Nonostante sia un esame mini-invasivo e per nulla doloroso, a causa della somministrazione del mezzo di contrasto l’urografia può presentare alcuni rischi e complicanze, principalmente di tipo allergico. 

Il farmaco, infatti, potrebbe causare una reazione allergica anche grave, per questo è necessario sottoporsi a un controllo medico prima dell’esame per segnalare la presenza di eventuali allergie note, in particolare allo iodio, emerse tramite prove allergiche

Le reazioni che potrebbero essere sperimentare dal paziente sono le seguenti: 

  • sensazione di calore o rossore;
  • nausea;
  • prurito;
  • orticaria;
  • dolore vicino al sito di iniezione.

L’esame radiologico è inoltre sconsigliato alle donne in gravidanza, a chi ha sperimentato reazioni allergiche al mezzo di contrasto in precedenti occasione, a chi sta assumendo determinati farmaci (da valutare con il medico la loro temporanea sospensione), chi soffre di asma, diabete, insufficienza renale, malattie cardiache o ha subito un trapianto di organo

Cosa fare prima della urografia con mezzo di contrasto

Nei giorni che precedono l’esecuzione dell’esame il medico o il centro diagnostico presso il quale verrà svolto fornirà indicazioni precise sulla preparazione necessaria, che in genere comprende:

  • abolizione di alcuni alimenti, in particolare frutta, verdura, latticini, legumi, pane, pasta e riso;
  • l’assunzione di un lassativo;
  • idratarsi correttamente, bevendo acqua, tè e tisane;
  • mangiare leggero il giorno prima dell’esame.  

La preparazione può variare in base al tipo di urografia prescritta. Ad esempio, in caso di risonanza magnetica, è necessario rimuovere:

  • gioielli, orologi, carte di credito e apparecchi acustici, che possono essere tutti danneggiati;
  • spille, forcine, cerniere metalliche e oggetti metallici simili, che possono distorcere le immagini; 
  • impianto dentale rimovibile;
  • penne, coltellini tascabili e occhiali;
  • piercing al corpo;
  • telefoni cellulari, orologi elettronici e dispositivi di localizzazione.

Per approfondire, invitiamo a consultare l’articolo Risonanza magnetica: cos’è e come funziona

Verranno fornite istruzioni specifiche al paziente al momento della prenotazione dell’esame.

ATTENZIONE:
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