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Come riconoscere una sindrome da distress respiratorio

Come riconoscere una sindrome da distress respiratorio

In cosa consiste la sindrome da distress respiratorio, quali sono le cause e come si manifesta? Scopriamolo insieme. Intro. 

Una delle condizioni più diffuse nell’ambito delle patologie polmonari restrittive è la cosiddetta sindrome da distress respiratorio

Si tratta, come vedremo più nel dettaglio, di un tipo di insufficienza respiratoria, quindi polmonare, causata da un accumulo di liquido nei polmoni e da una conseguente riduzione dell’apporto di ossigeno.  

Rappresenta un’emergenza medica che richiede l’ospedalizzazione del paziente, quasi sempre in terapia intensiva, in quanto necessita di ventilazione meccanica

Questa patologia può colpire i neonati, con maggiore frequenza in quelli nati prematuri (prima della 28a settimana) – in questo caso si parla di sindrome da distress respiratorio neonatale – ma la sua manifestazione più diffusa è quella registrata negli adulti, in particolare in chi presenta già una condizione pregressa, con un’insorgenza immediata, per questo definita sindrome da distress respiratorio acuta, spesso indicata con l’acronimo inglese ARDS (Acute Respiratory Distress Syndrome)

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cos’è e come riconoscere una sindrome da distress respiratorio

Cos’è la sindrome da distress respiratorio

La sindrome da distress respiratorio consiste in una condizione patologica caratterizzata da una insufficienza respiratoria molto grave, da affrontare con urgenza all’insorgere dei primi sintomi. 

Di solito è una complicazione di una grave condizione di salute preesistente, ma potrebbe colpire anche soggetti con funzionalità polmonare nella norma, seppur in modo più raro e in seguito a un evento scatenante, oppure, come accennato, i neonati con parto pretermine

Per questo motivo si tende a distinguere tra sindrome da distress respiratorio neonatale e sindrome da distress respiratoria dell’adulto

Sindrome da distress respiratorio neonatale

Abbiamo visto che la sindrome da distress respiratorio può colpire anche i neonati, nella maggior parte dei casi quelli nati con parto pretermine, ovvero eseguito prima della 28a settimana di gravidanza

In effetti, in questi bambini gli organi non si sono ancora formati del tutto, e la funzionalità polmonare potrebbe non essere sufficiente ad ossigenare in modo adeguato il sangue. 

Nello specifico, a provocare questa patologia è la mancanza di un surfattante polmonare di un neonato prematuro, la cui produzione non avviene prima del terzo trimestre.

Cosa vuol dire? Semplificando, il surfattante polmonare è un tensioattivo, ovvero una sostanza schiumosa che mantiene i polmoni completamente espansi in modo che i neonati possano respirare aria una volta nati. Senza di esso, i polmoni collassano e il neonato deve compiere uno sforzo enorme per riuscire a respirare, riducendo i livelli di ossigeno nel sangue.

La maggior parte dei neonati con distress respiratorio sopravvive; tuttavia, questi bambini potrebbero aver bisogno di cure mediche extra dopo essere tornati a casa o sperimentare varie complicazioni, incluso lo sviluppo di un’altra condizione polmonare chiamata displasia broncopolmonare.

Sindrome da distress respiratorio acuta ARDS

La sindrome da distress respiratorio acuta (o ARDS) – in passato denominata sindrome da distress respiratorio dell’adulto per distinguerla da quella neonatale – può manifestarsi con un’intensità lieve, moderata o grave, ma in genere ha un’insorgenza immediata, da qui l’uso del termine “acuta”.  

Ma cosa succede in caso di ARDS? 

Come accennato, questa condizione si verifica quando il liquido si accumula nelle minuscole sacche d’aria elastiche presenti nei polmoni, chiamate alveoli. 

Cosa significa? Questo liquido impedisce ai polmoni di riempirsi di aria a sufficienza, di conseguenza meno ossigeno raggiunge il flusso sanguigno, con effetti molto gravi sul nostro organismo.

La sindrome da distress respiratorio acuta si verifica in genere in persone che sono già gravemente malate o che hanno lesioni significative, e si manifesta inizialmente con una grave mancanza di respiro, di solito entro poche ore o pochi giorni dopo la lesione o l’infezione scatenante. 

Molte persone che sviluppano ARDS non sopravvivono, con il rischio che aumenta con l’età e la gravità della malattia, tuttavia con un intervento tempestivo e un trattamento adeguato (ossigenazione supplementare o ventilazione meccanica) circa il 60-70% dei pazienti riescono a superare la crisi, in alcuni casi recuperando completamente la funzionalità polmonare, in altri subendo dei danni permanenti ai polmoni.

Quali sono le cause della ARDS?

Come spiegato, la sindrome da distress respiratorio acuta colpisce più di frequente pazienti già affetti da condizioni gravi; di fatto, qualsiasi malattia o condizione in grado di danneggiare i polmoni può causare ARDS, ma nella maggior parte dei casi l’insufficienza respiratoria si presenta come conseguenza di una grave infezione o di una polmonite

Altre cause possibili sono le seguenti: 

  • inalazione di contenuto gastrico acido nei polmoni;
  • ustioni;
  • alcune complicanze della gravidanza, come embolia amniotica, preeclampsia, diabete gestazionale, infezione dei tessuti uterini prima, ma anche durante o dopo un aborto spontaneo;
  • trauma toracico;
  • intervento di bypass aorto-coronarico;
  • annegamento;
  • pancreatite, ovvero una infiammazione del pancreas;
  • inalazione di grandi quantità di fumo o di gas tossici;
  • lesione polmonare dovuta all’inalazione di elevate concentrazioni di ossigeno;
  • traumi potenzialmente fatali o gravi;
  • dosi eccessive di certe sostanze, quali eroina, metadone, propossifene o acido acetilsalicilico (la comune Aspirina);
  • polmonite, compresa quella provocata dal COVID-19;
  • ipotensione prolungata o grave;
  • embolia polmonare;
  • ictus o crisi convulsive;
  • trasfusioni di oltre 15 unità di sangue in un breve periodo di tempo.

Chi soffre di patologie polmonari già note, oppure è colpito da una delle presenti condizioni, è potenzialmente a rischio di insufficienza polmonare acuta e grave

Quali sono i sintomi da riconoscere?

Per capire se si tratta di una sindrome da distress respiratorio acuta è opportuno prestare molta attenzione alle primissime manifestazioni di questa forma di insufficienza respiratoria, che possono variare di intensità, a seconda della causa e della gravità, nonché della presenza di malattie cardiache o polmonari sottostanti. 

Com’è facile intuire, il modo più evidente per riconoscere una sindrome da distress respiratorio è una grave mancanza di respiro (dispnea) denunciata dal soggetto, ma nei casi più lievi ed evidenti potrebbe manifestarsi con altri sintomi, come: 

  • respirazione affannosa e insolitamente rapida;
  • bassa pressione sanguigna;
  • confusione ed estrema stanchezza;
  • sensazione di svenimento imminente. 

È importante ricordare la natura improvvisa di questa condizione, non a caso definita acuta. Infatti, nella maggior parte dei casi questi sintomi si verificano entro 24-48 ore dal trauma o dalla malattia originale, ma a volte può richiedere anche 4-5 giorni. 
Si raccomanda di portare immediatamente il paziente al pronto soccorso o di chiamare un’ambulanza, perché si tratta di un’emergenza medica da affrontare con urgenza al fine di ridurre i rischi di complicanze o di morte.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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