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Smettere di fumare

Smettere di fumare è un processo lento, da ripartire in vari step, perché non sempre si riesce a superare la dipendenza facilmente. Ecco qualche consiglio. Intro. 

Smettere di fumare è una scelta coraggiosa e saggia, anche se ancor più saggio sarebbe non iniziare mai, in modo da evitare non solo le conseguenze dannose all’organismo, ma anche la dipendenza che ne deriva.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno in Italia muoiono circa 85.000 persone per cause attribuibili al fumo. A questo dato bisogna aggiungere tutte le patologie connesse al fumo, che rappresentano una spesa per il sistema sanitario nazionale o per la copertura sanitaria integrativa.

Riuscire a spegnere l’ultima sigaretta, però, non è affatto semplice, ma non bisogna compiere l’errore di pensare che non si possa riuscire in questa impresa senza il supporto di qualcuno.

In merito si può leggere sul sito del Ministero della Salute che

“smettere di fumare da soli è possibile. I più recenti dati ISTAT indicano, infatti, che il 90% degli ex fumatori ha smesso senza bisogno di aiuto”.

Abitudini dei fumatori in Italia

In Italia esistono 11,7 milioni di fumatori, pari al 22,3% della popolazione con un’età maggiore ai 15 anni, questo vuol dire che questo numero è destinato a salire se si controllasse anche chi ha meno di 15 anni.

Secondo gli studi effettuati, infatti, il 12,2% dei fumatori inizia a fumare prima dei 15 anni, e l’80% entro i 20 anni.

Questo dato ci fa capire che la prevenzione dovrebbe iniziare in età precoce, onde evitare il primo contatto con il fumo negli adolescenti.

In questo periodo della vita, in effetti, si tende a voler sperimentare, e si è molto più soggetti all’influenza degli altri.

Non è un caso che più della metà dei fumatori dichiara di aver iniziato influenzati da amici e compagni di scuola.

Purtroppo, i fumatori italiani sono in larghissima parte etichettabili come “fumatori medi” (45,9% nel 2017) e “fumatori pesanti” (28,5% nel 2017), consumando dalle 10 a più di 20 sigarette al giorno.

Smettere di fumare: quanti sono gli ex fumatori in Italia?

Smettere di fumare è possibile, e a confermarlo sono i dati di cui disponiamo al momento. Secondo gli ultimi dati rilevati da OSSFAD nell’indagine DOXA-ISS 2017, gli ex fumatori in Italia sono 6,6 milioni (4,2 milioni uomini e 2,4 milioni donne), un risultato che va di pari passo con il trend delle vendite di sigarette e di tabacco nel nostro Paese.

Dal 2005 al 2017, infatti, si è registrato un calo drastico delle vendite, con un netto -23%.

Rispetto al passato, quindi, si fuma molto meno in Italia, e questo è dovuto in parte all’aumento del prezzo delle sigarette registrato negli ultimi anni, alla diffusione delle sigarette elettroniche e ad una maggiore consapevolezza dei danni causati dal fumo.

Smettere di fumare: dipendenza fisica e psicologica

Smettere di fumare non è una decisione impulsiva, presa sul momento e messa in pratica.

La nicotina contenuta nelle sigarette crea dipendenza, questo vuol dire che il corpo di un fumatore, essendo abituato ad assorbire questa sostanza, ne avvertirà l’assenza, generando una sensazione di vera e propria astinenza.

Ma il fumo non è dannoso solo a causa delle sostanze contenute nelle sigarette e nel tabacco, ma anche da un punto di vista psicologico.

Ogni fumatore, infatti, assume delle abitudini e una gestualità difficili da abbandonare, e questo rende molto più complesso smettere di fumare.

Smettere di fumare fa aumentare di peso?

Smettere di fumare provoca, quasi sempre, un aumento di peso nel fumatore, ragione che spesso spinge alcune persone ad iniziare a fumare e scoraggia altri a smettere, per paura di ingrassare.

Ma è vero che il fumo fa dimagrire?

In parte è vero, perché la nicotina è un anoressizzante, una sostanza capace, cioè, di inviare al cervello una sensazione di sazietà, che, smettendo di fumare, cesserebbe di esistere.

In realtà, l’aumento di peso direttamente connesso allo smettere di fumare si aggira nell’ordine di 1-2 kg, e può essere contrastato facendo attività fisica o cambiando le proprie abitudini alimentari quel tanto che basta per riequilibrare il tutto.

Aumenti di peso maggiori, spesso anche molto consistenti, in chi smette di fumare, quindi, non sono riconducibili tout-court all’assenza di nicotina nell’organismo, ma alla sostituzione di un gesto con un altro.

Invece di fumare, infatti, molti ex fumatori iniziano a “occupare il tempo” e a distrarsi mangiando caramelle, gomme, snack, che ovviamente fanno ingrassare.

Per approfondire l’argomento ti consigliamo di consultare questo articolo pubblicato sul sito della Fondazione Veronesi.

Come smettere di fumare: i consigli del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità

Smettere di fumare è un processo lento, da ripartire in vari step, perché non sempre si riesce a superare la dipendenza semplicemente prendendo la decisione di non fumare più.

Il Ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore della Sanità, ha redatto una guida pratica per smettere di fumare, che puoi consultare qui.

Vediamo insieme alcuni consigli pratici suggeriti nella guida.

Auto-osservazione

La prima cosa da fare è analizzare le proprie abitudini da fumatore, per capire quali sono le condizioni quando si sente lo stimolo di accendere una sigaretta.

Spesso i fumatori accendono una sigaretta in modo inconsapevole, oppure lo fanno quando sono annoiati, oppure nervosi, o in particolari contesti sociali, ed è importante capire cosa li porta a fumare per sostituire questo gesto con una abitudine più sana.

Diario del fumatore

Diretta conseguenza della auto-osservazione c’è la redazione di un diario del fumatore.

In questo diario bisogna annotare tutte le sigarette fumate durante il giorno, indicando l’orario, il proprio umore e l’attività svolta in quel preciso momento.

Riduzione del numero di sigarette

Smettere di fumare in modo drastico è molto difficile, lo è meno ridurre gradualmente il numero di sigarette fumate ogni giorno.

Analizzando il proprio comportamento e tenendo traccia di tutte le sigarette fumate, si può più facilmente individuare quando e come evitare di accenderne una, sostituendo quel gesto e quello stimolo con un altro.

Superare il momento più duro

Quando si decide di smettere di fumare il momento più difficile da un punto di vista psicologico equivale ai primi 3-4 giorni mentre, dal punto di vista fisico, ovvero legato ai sintomi dell’astinenza da nicotina, si può protrarre per una settimana o un mese, a seconda dei casi.

Riducendo progressivamente il numero di sigarette fumate ogni giorno e introducendo delle nuove abitudini, questo momento potrà essere gestito più facilmente.

Smettere definitivamente

Smettere di fumare vuol dire, letteralmente, non fumare mai più nemmeno una sigaretta, altrimenti si rischia di ricominciare, magari in un momento di particolare stress, oppure di illudersi e non liberarsi mai di questa dipendenza.

Smettere di fumare: quali sono i benefici

Smettere di fumare comporta numerosi benefici e vantaggi dal punto di vista psico-fisico, ma non solo.

I principali vantaggi per la salute sono i seguenti:

  • Migliora la circolazione del sangue;
  • Migliora la pressione arteriosa;
  • La pelle risulta più luminosa e idratata;
  • Migliorano le funzionalità respiratorie;
  • Si riduce sensibilmente il rischio di malattie cardiovascolari;
  • Si riduce al minimo il rischio di contrarre un tumore, in particolare al polmone, alla gola, alla vescica, all’intestino, al seno e al colon;
  • Si elimina una dipendenza, che comportava gestualità e atteggiamenti da essa influenzati;

Un altro vantaggio da non sottovalutare è quello economico. I fumatori in media spendono ogni anno circa € 1.700,00, una somma che potrebbe essere investita in modi più opportuni.

A tutto questo bisogna aggiungere il contesto sociale nel quale un fumatore si trova a vivere, molto cambiato rispetto a qualche anno fa.

Oggi i fumatori vengono emarginati, non potendo più fumare nei luoghi pubblici. Inoltre, lo status symbol dell’uomo o della donna che risulterebbe più affascinante grazie alla sigaretta è ormai deprecato.

Ma soprattutto, smettere di fumare può salvarti la vita e migliorare quella di chi ti sta intorno.

Fondo ASIM

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.
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