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Asma: definizione, cause, sintomi, terapie

Asma definizione, cause, sintomi, terapie

Secondo i dati ad oggi disponibili, l’asma colpisce circa 150 milioni di persone in tutto il mondo. Scopriamo di più su questa malattia cronica. Intro. 

L’asma emerge come una sfida significativa a livello globale, imponendo un considerevole peso sia sul piano sociale che economico per i sistemi sanitari. 

Come riporta il sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, esistono stime differenti rispetto alla situazione epidemiologica relativa all’asma

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), infatti, sarebbero tra i 100 e i 150 milioni di individui in tutto il mondo a vivere con questa condizione respiratoria, mentre le morti legate all’asma ammontano a circa 180 mila ogni anno

Stando, invece, alle informazioni della Global Initiative for Asthma (GINA), sarebbero addirittura 300 milioni le persone nel mondo che convivono con l’asma, di cui circa 30 milioni solo in Europa.

Venendo all’Italia, infine, si stima che ogni anno circa 9 milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie derivanti dalla presenza di pollini nell’aria, e 4 milioni di essi ricorrono a cure.

Questa panoramica globale sottolinea l’ampia portata dell’asma come problema di salute pubblica e sottolinea l’urgenza di affrontare questa condizione in modo completo ed efficace.

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cos’è l’asma, come viene classificata, quali sono le cause, i sintomi e le possibili terapie.

Cos’è l’asma?

L’asma è una malattia cronica delle vie respiratorie caratterizzata da infiammazione e restringimento dei bronchi, ovvero i tubi che trasportano l’aria nei polmoni. 

Nei soggetti asmatici, le vie aeree diventano più sensibili a vari stimoli, come allergeni, fumo, inquinanti atmosferici, esercizio fisico o infezioni respiratorie.

L’asma può variare in gravità da lieve a grave, e può influenzare la qualità di vita dei pazienti. 

Come vedremo più nel dettaglio, il trattamento dell’asma coinvolge spesso l’uso di farmaci antinfiammatori per ridurre l’infiammazione delle vie aeree e broncodilatatori per dilatare i bronchi e facilitare la respirazione. Inoltre, è importante per chi ne soffre evitare i fattori scatenanti noti, e lavorare in collaborazione con un medico per gestire la condizione in modo efficace.

Fenotipi dell’asma

Secondo quanto indicato nel documento Global Strategy for Asthma Management and Prevention, redatto dalla GINA – Global Initiative for Asthma, l’asma si divide nei seguenti fenotipi:

  • Asma allergica: è il fenotipo più facilmente riconoscibile, che spesso inizia in età pediatrica ed è associato a una storia personale e/o familiare di malattie allergiche come eczemi, rinite allergica o allergie alimentari o farmacologiche. L’esame del muco indotto di questi pazienti prima del trattamento spesso mostra un’infiammazione delle vie aeree eosinofile. I pazienti con questo fenotipo di asma di solito rispondono bene al trattamento con corticosteroidi inalatori.
  • Asma non allergica: alcuni pazienti hanno un’asma non associata a allergie. Il profilo cellulare del muco di questi pazienti può essere neutrofilico, eosinofilo o contenere solo poche cellule infiammatorie. I pazienti con asma non allergica mostrano spesso una risposta minore a breve termine ai corticosteroidi inalatori.
  • Asma dell’età adulta (insorgenza tardiva): alcuni adulti, soprattutto donne, presentano per la prima volta l’asma in età adulta. Questi pazienti tendono a non essere allergici e spesso richiedono dosi più elevate di corticosteroidi inalatori o sono relativamente refrattari al trattamento con gli stessi. L’asma occupazionale – ossia asma dovuta a esposizioni a sostanze irritanti e tossiche sul luogo di lavoro – dovrebbe essere esclusa nei pazienti con asma dell’età adulta.
  • Asma con persistente limitazione del flusso d’aria: alcuni pazienti con asma di lunga data sviluppano una limitazione del flusso d’aria persistente o non completamente reversibile. Si ritiene che ciò sia dovuto alla rimodellazione delle pareti delle vie aeree.
  • Asma con obesità: alcuni pazienti obesi con asma presentano sintomi respiratori prominenti e poca infiammazione delle vie aeree eosinofile.

Ad ogni differente fenotipo corrisponde una terapia, per questo è fondamentale rivolgersi a un medico specialista nei disturbi respiratori per giungere a una diagnosi corretta e seguire un percorso adeguato alle reali esigenze del paziente.

Classificazione di gravità dell’asma

La classificazione di gravità dell’asma è un sistema utilizzato per valutare la severità della malattia in un paziente e guidare il trattamento appropriato, basato sulla frequenza dei sintomi, la funzione polmonare e la necessità di farmaci

Una delle scale più comuni utilizzate per classificare l’asma è la Classificazione di Gravità elaborata dalla summenzionata GINA (Global Initiative for Asthma), che prevede la seguente suddivisione:

  • asma intermittente: 
    • sintomi meno di due volte a settimana;
    • risvegli notturni meno di due volte al mese;
    • funzione polmonare normale tra gli episodi;
  • asma lieve persistente: 
    • sintomi più di due volte a settimana, ma meno di una volta al giorno;
    • risvegli notturni più di due volte al mese;
    • riduzione lieve della funzione polmonare. 
  • asma moderata persistente: 
    • sintomi ogni giorno;
    • risvegli notturni più di una volta a settimana, ma non ogni notte;
    • riduzione moderata della funzione polmonare.
  • asma grave persistente: 
    • sintomi continui durante il giorno;
    • risvegli notturni ogni notte;
    • importante riduzione della funzione polmonare.

La classificazione aiuta i medici a stabilire il piano di trattamento più adeguato

Qual è la differenza tra asma bronchiale e asma allergica?

Abbiamo visto che esistono diversi fenotipi di asma, e una classificazione del disturbo in base a parametri specifici. Detto questo, nel linguaggio comune, quando si parla di asma, si tende a fare una distinzione tra asma bronchiale e asma allergica, soprattutto in età pediatrica. 

Questi disturbi possono sovrapporsi, ma non sono la stessa cosa. Vediamo le differenze tra i due.

Asma Bronchiale

Con asma bronchiale si indica, di fatto, l’asma, ovvero la malattia cronica delle vie respiratorie illustrata prima, caratterizzata dall’infiammazione e dal restringimento dei bronchi. Può essere scatenata da vari fattori, tra cui allergeni, irritanti ambientali, infezioni respiratorie, stress, esercizio fisico e altri stimoli.

Questa forma di asma coinvolge una risposta eccessiva e anomala del sistema immunitario e delle vie aeree a determinati stimoli, che porta a sintomi come dispnea, tosse e sibilanza.

Il trattamento spesso coinvolge l’uso di farmaci antinfiammatori (corticosteroidi inalatori) e broncodilatatori per migliorare la respirazione.

Asma Allergica

L’asma allergica è un tipo specifico di asma, in cui gli allergeni sono i principali scatenanti della risposta asmatica.

Come indicato prima, gli allergeni comuni includono pollini, acari della polvere, peli di animali, muffe e altre sostanze che possono provocare reazioni allergiche.

La risposta asmatica, in questo caso, è mediata principalmente da una reazione allergica, spesso attraverso la produzione di immunoglobuline E (IgE) e l’attivazione delle cellule infiammatorie come gli eosinofili.

Il trattamento dell’asma allergica può includere l’identificazione e l’evitamento degli allergeni, oltre all’uso di farmaci antiallergici e antinfiammatori.

In sintesi, mentre l’asma bronchiale è una condizione generale caratterizzata da infiammazione e restringimento delle vie aeree, l’asma allergica è un sottotipo in cui le reazioni allergiche giocano un ruolo significativo come fattore scatenante. Tuttavia, è possibile che una persona con asma bronchiale possa anche avere componenti allergiche nei fattori scatenanti dei sintomi.

Cause e fattori scatenanti dell’asma

L’asma è una malattia complessa e multifattoriale, e le sue cause possono variare da persona a persona. Tuttavia, ci sono diversi fattori comuni che possono contribuire allo sviluppo e all’aggravamento dell’asma. 

Ecco alcuni dei principali:

  • Fattori genetici: l’ereditarietà gioca un ruolo importante nello sviluppo dell’asma. Se uno o entrambi i genitori hanno avuto l’asma o altre condizioni allergiche, c’è un aumento del rischio per il figlio di svilupparla.
  • Allergeni: gli allergeni sono sostanze che possono scatenare reazioni allergiche nelle persone sensibili. Tra gli allergeni comuni che possono causare asma ci sono pollini, acari della polvere, peli di animali, muffe e alimenti.
  • Irritanti ambientali: l’esposizione a irritanti ambientali come fumo di tabacco, inquinamento atmosferico, vapori chimici, polvere e odori forti può contribuire allo sviluppo e all’aggravamento della condizione.
  • Infezioni respiratorie: infezioni virali respiratorie, in particolare durante l’infanzia, possono aumentare il rischio di sviluppare l’asma. Inoltre, le infezioni possono scatenare esacerbazioni asmatiche.
  • Esposizione occupazionale: alcune persone possono sviluppare questo disturbo a causa dell’esposizione a sostanze irritanti o allergeni sul luogo di lavoro, come polveri industriali, vapori chimici o agenti biologici.
  • Attività fisica: l’esercizio fisico può essere un fattore scatenante, soprattutto nell’asma da sforzo. Tuttavia, effettuare attività fisica con regolarità può anche contribuire a mantenere i polmoni sani.
  • Reflusso gastroesofageo: il reflusso di acido dallo stomaco nelle vie respiratorie può provocare o aggravare l’asma in alcune persone.
  • Condizioni atmosferiche: i cambiamenti di temperatura, l’umidità e l’inquinamento atmosferico possono influenzare la gravità dei sintomi asmatici.
  • Stress emotivo: lo stress e le emozioni intense possono contribuire all’insorgenza o all’aggravamento dei sintomi asmatici.

Ricordiamo, in ogni caso, che l’asma è una condizione eterogenea, e le cause possono variare notevolmente da individuo a individuo

Un medico specializzato può aiutare a determinare i fattori scatenanti e sviluppare un piano di gestione personalizzato.

Quali sono i sintomi dell’asma?

Come si manifesta l’asma? Quali sono i sintomi iniziali e quelli persistenti? Premettendo che i sintomi possono variare in gravità da persona a persona e cambiare nel corso del tempo, i più comuni sono i seguenti:

  • dispnea (mancanza di respiro): è una sensazione di difficoltà respiratoria o mancanza d’aria, spesso accompagnata da respiro veloce;
  • tosse: la tosse può essere secca e persistente. In alcuni casi, può essere più pronunciata di notte o al mattino;
  • respiro sibilante: si tratta di un suono acuto durante la respirazione, causato dal restringimento delle vie aeree, udibile durante l’espirazione o l’inspirazione;
  • senso di oppressione toracica: alcune persone con asma possono sperimentare una sensazione di pesantezza o oppressione nel petto;
  • risvegli notturni: gli episodi asmatici possono causare risvegli notturni, contribuendo a disturbi del sonno;
  • affaticamento: la difficoltà respiratoria può causare affaticamento e debolezza.

I sintomi dell’asma possono variare anche in base ai fattori scatenanti e alla gravità della malattia, essere lievi e occasionali, oppure gravi al punto da richiedere interventi immediati. Gli episodi asmatici possono essere scatenati da allergeni, infezioni respiratorie, esercizio fisico o esposizione a irritanti ambientali.

Come si esegue la diagnosi?

La diagnosi di asma coinvolge una valutazione completa dei sintomi, della storia clinica, degli esami fisici e di alcuni test di funzione polmonare

Ecco come si procede, in genere.

  • Anamnesi e colloquio medico: il medico raccoglie informazioni dettagliate sulla storia medica del paziente, inclusi sintomi respiratori, eventuali fattori scatenanti, la presenza di allergie, la storia familiare di asma o altre malattie respiratorie.
  • Esame fisico: può includere l’ascolto dei polmoni con uno stetoscopio per rilevare eventuali suoni anomali durante la respirazione e l’ispezione della cavità orale per rilevare segni di allergie o polipi nasali.
  • Test di funzione polmonare: il test di spirometria è uno degli strumenti principali per la diagnosi di asma. Durante questo test, il paziente inspira profondamente e poi espira rapidamente attraverso un dispositivo chiamato spirometro. Questo misura la quantità di aria che può essere espulsa dai polmoni e la velocità dell’espulsione. I risultati possono indicare una ridotta capacità polmonare tipica dell’asma.
  • Test di provocazione bronchiale: in alcuni casi, il medico può somministrare una sostanza che provoca temporaneo restringimento delle vie aeree, misurando la risposta polmonare. Questo test può essere utilizzato per valutare la reattività delle vie aeree.
  • Esami di laboratorio e allergologici: esami del sangue e test allergologici possono essere eseguiti per escludere altre condizioni che possono mimare i sintomi dell’asma o identificare allergeni specifici.

La diagnosi di asma è spesso basata su una combinazione di questi fattori. È importante comunicare apertamente con il medico, descrivere accuratamente i sintomi e partecipare attivamente durante il processo di diagnosi. Una volta diagnosticato, il medico può sviluppare un piano di trattamento personalizzato per gestire l’asma in modo efficace.

Come si cura l’asma?

Il trattamento dell’asma coinvolge spesso una combinazione di farmaci e strategie di gestione dello stile di vita, ed è personalizzato in base alla gravità dei sintomi, ai fattori scatenanti specifici e alle esigenze individuali del paziente. 

Sarà il medico a stabilire come procedere, ma in linea generale le opzioni terapeutiche sono le seguenti:

  • farmaci antinfiammatori (corticosteroidi inalatori): riducono l’infiammazione delle vie aeree, abbassando la sensibilità alle sostanze irritanti e prevenendo gli attacchi asmatici. Sono spesso prescritti per l’uso a lungo termine;
  • broncodilatatori: aiutano a dilatare i bronchi, facilitando la respirazione. Possono essere a breve o lunga durata d’azione. I broncodilatatori a breve durata d’azione vengono utilizzati per il sollievo rapido durante gli attacchi, mentre quelli a lunga durata d’azione sono parte del trattamento di controllo;
  • farmaci antileucotrienici: bloccano gli effetti di alcune sostanze chimiche che contribuiscono all’infiammazione delle vie aeree;
  • immunoterapia allergenica: in alcuni casi di asma allergica grave, l’immunoterapia allergenica può essere raccomandata. Questa terapia coinvolge l’esposizione controllata agli allergeni per ridurre la sensibilità;
  • terapia di soccorso: è importante avere a disposizione un farmaco di soccorso (solitamente un broncodilatatore a breve durata d’azione) per il sollievo immediato durante gli attacchi asmatici;
  • gestione degli allergeni: identificare e gestire gli allergeni specifici che scatenano gli attacchi asmatici può contribuire significativamente al controllo della condizione;
  • modifiche dello stile di vita: mantenere uno stile di vita e un peso corporeo sano, evitare il fumo di tabacco, e gestire lo stress possono contribuire a migliorare il controllo dell’asma;
  • monitoraggio regolare: un monitoraggio regolare dei sintomi e della funzione polmonare, con l’uso di un saturimetro, può aiutare a identificare precocemente i cambiamenti nella condizione e adattare il piano di trattamento di conseguenza.

È essenziale che le persone con asma lavorino in collaborazione con il proprio medico per sviluppare e regolare un piano di trattamento efficace. L’obiettivo è mantenere l’asma sotto controllo, ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi e migliorare la qualità della vita del paziente.

Cosa fare in caso di crisi asmatica?

Una delle più grandi paure per chi soffre di asma, o per i genitori e i familiari dei pazienti, consiste negli attacchi di asma, o crisi asmatiche

In caso di emergenza asmatica, è necessario tranquillizzare il paziente, aiutarlo ad assumere i farmaci di soccorso, fargli assumere una posizione comoda e attendere che la crisi finisca. Laddove non dovessero esserci miglioramenti, bisogna chiamare subito i soccorsi.

È fondamentale che le persone con asma abbiano un piano di gestione delle crisi redatto dal proprio medico e che comprendano come utilizzare correttamente i farmaci di soccorso. 

Chi soffre d’asma può fare sport?

Sì, molte persone con asma possono partecipare a diverse attività sportive e fisiche. L’esercizio fisico può essere benefico per la salute generale e per la gestione dell’asma. Tuttavia, è importante che le persone affette da questo disturbo siano consapevoli dei propri limiti e prendano alcune precauzioni per evitare o gestire gli episodi asmatici durante l’attività fisica. 

Ecco alcuni consigli:

  • consultare il medico: prima di iniziare un nuovo programma di esercizi, è consigliabile consultare il proprio medico, che può valutare la gravità dell’asma e fornire consigli personalizzati sulla partecipazione all’attività fisica;
  • scegliere attività adatte: alcune attività fisiche, come il nuoto, la camminata, il ciclismo o lo yoga, possono essere più adatte rispetto ad altre attività più intense. La scelta di un’attività fisica adatta alle proprie condizioni è essenziale;
  • riscaldamento e raffreddamento: effettuare un adeguato riscaldamento prima dell’esercizio e un raffreddamento dopo può aiutare a prevenire la comparsa di sintomi asmatici;
  • usare farmaci di soccorso: portare sempre con sé il proprio broncodilatatore (farmaco di soccorso) durante l’esercizio è consigliabile, così da poterlo utilizzare se si verificano sintomi asmatici;
  • evitare l’esercizio in condizioni estreme: evitare di fare esercizio in ambienti molto freddi o caldi e umidi può contribuire a prevenire la comparsa di sintomi asmatici;
  • monitorare i sintomi: prestare attenzione ai sintomi asmatici durante e dopo l’esercizio. Se si verificano sintomi come dispnea, tosse o sibilanza, è importante interrompere l’attività e consultare un medico.

Con la gestione adeguata e il monitoraggio dei sintomi, molte persone con asma possono godere dei benefici dell’attività fisica senza compromettere la propria salute respiratoria. Un piano di gestione personalizzato in collaborazione con il medico può essere essenziale per garantire un approccio sicuro e benefico all’esercizio fisico. 

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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