Indicatori di benessere equo e sostenibile

In cosa consistono gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES)? Quali sono, come vengono calcolati e perché sono così importanti? Scopriamolo insieme. Intro. 

Da molti anni si discute della appropriatezza del metodo di calcolo del benessere di un Paese, tradizionalmente valutato prendendo ad esame il valore del PIL (Prodotto interno lordo).

Si tratta, come sai, di un indicatore che misura il valore dei beni e servizi prodotti in un determinato Paese, nello specifico nostro in Italia.

Essendo un indicatore di natura prettamente economica, il PIL non tiene conto di tantissimi fattori che contribuiscono al benessere di un Paese e della sua popolazione.

Per questa ragione, da qualche anno sono stati introdotti i cosiddetti indicatori di benessere equo e sostenibile (BES), inseriti ogni anno (dal 2013 in poi) all’interno di un rapporto elaborato dalla commissione bilancio della Camera dei Deputati.

Vediamo insieme cosa sono questi indicatori di benessere equo e sostenibile.

Indicatori di benessere equo e sostenibile: di cosa si tratta

Come accennato, gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) rappresentano uno strumento da affiancare a quelli di natura economica, ad esempio il PIL, per restituire una visione d’insieme più completa delle reali condizioni in cui versa la popolazione italiana.

Questo strumento è stato promosso ed elaborato dall’Istat in collaborazione con il CNEL.

Sul sito dell’Istat, nella sezione dedicata ai BES, si può leggere quanto segue:

“L’Istat, insieme ai rappresentanti delle parti sociali e della società civile, ha sviluppato un approccio multidimensionale per misurare il “Benessere equo e sostenibile” (Bes) con l’obiettivo di integrare le informazioni fornite dagli indicatori sulle attività economiche con le fondamentali dimensioni del benessere, corredate da misure relative alle diseguaglianze e alla sostenibilità”.

Divenuto in pochi anni un documento centrale nell’analisi economica e sociale del nostro Paese, il BES è entrato – con la legge 163/2016 che ha riformato la legge di bilancio – per la prima volta a far parte del DEF, il documento di economia e finanza.

I 12 indicatori di benessere equo e sostenibile

Per elaborare un rapporto di analisi del benessere equo e sostenibile, sono stati individuati ben 129 indicatori, raggruppati nelle 12 categorie, sulla base di quei segmenti considerati più importanti.

Quali sono questi 12 macro indicatori? Eccoli:

  1. Salute
  2. Istruzione e formazione
  3. Lavoro e conciliazione tempi di vita
  4. Benessere economico
  5. Relazioni sociali
  6. Politica e istituzioni
  7. Sicurezza
  8. Benessere soggettivo
  9. Paesaggio e patrimonio culturale
  10. Ambiente
  11. Innovazione, ricerca e creatività
  12. Qualità dei servizi.

Come è evidente, con questo strumento si supera l’idea che a indicare lo stato di benessere di un Paese sia il suo livello di produzione e tenuta economica.

Sono molti altri, infatti, i fattori da tenere in considerazione, dallo stato di salute della popolazione al livello di istruzione, dalle relazioni sociali alla sicurezza, dal lavoro al tempo libero.

Relazione sugli Indicatori di benessere equo e sostenibile 2019

A partire dal 2017 viene presentata una relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile elaborata dal Ministero di Economia e Finanza.

L’obiettivo è quello di analizzare la situazione presente, confrontarla con quella dell’anno precedente e sviluppare delle politiche mirate al miglioramento degli indicatori selezionati.

Questi ultimi differiscono leggermente da quelli indicati dall’Istat, e si presentano così:

INDICATORI BES

DEFINIZIONI

Reddito medio disponibile aggiustato pro capite Rapporto tra il reddito lordo disponibile delle famiglie aggiustato (vale a dire inclusivo del valore dei servizi in natura forniti dalle istituzioni pubbliche e senza fini di lucro) e il numero totale di persone residenti in Italia.
Indice di disuguaglianza del reddito disponibile Rapporto fra il reddito equivalente totale ricevuto dal 20% della popolazione con il più alto reddito e quello ricevuto dal 20% della popolazione con il più basso reddito.
Indice di povertà assoluta Percentuale di persone appartenenti a famiglie con una spesa complessiva per consumi inferiore al valore soglia di povertà assoluta, sul totale delle persone residenti.
Speranza di vita in buona salute alla nascita Numero medio di anni che un bambino nato nell’anno di riferimento può aspettarsi di vivere in buona salute, nell’ipotesi che i rischi di malattia e morte alle diverse età osservati in quello stesso anno rimangano costanti nel tempo.
Eccesso di peso Proporzione standardizzata di persone di 18 anni e più in sovrappeso o obese sul totale delle persone di 18 anni e più.
Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione Percentuale della popolazione in età 18-24 anni con al più il diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media), che non è in possesso di qualifiche professionali regionali ottenute in corsi con durata di almeno 2 anni e non frequenta né corsi di istruzione né altre attività formative.
Tasso di mancata partecipazione al lavoro Rapporto tra la somma di disoccupati e inattivi “disponibili” (persone che non hanno cercato lavoro nelle ultime 4 settimane ma sono disponibili a lavorare), e la somma di forze lavoro (insieme di occupati e disoccupati) e inattivi “disponibili”, riferito alla popolazione tra 15 e 74 anni.
Rapporto tra tasso di occupazione delle donne 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli Rapporto tra il tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con almeno un figlio in età prescolare (0-5 anni) e il tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni senza figli, per 100.
Indice di criminalità predatoria Numero di vittime di furti in abitazione, borseggi e rapine per 1.000 abitanti.
Indice di efficienza della giustizia civile Durata media effettiva in giorni dei procedimenti di cognizione civile ordinaria definiti dei tribunali
Emissioni di C02 e altri gas clima alteranti Tonnellate di C02 equivalente emesse su base annua da attività agricole, urbane e industriali, per abitante.
Indice di abusivismo edilizio Numero di costruzioni abusive per 100 costruzioni autorizzate dai Comuni.

Per ogni indicatore il Governo segnala delle iniziative da attuare per andare a migliorare la situazione attuale.

Relativamente a soli 4 indicatori – Reddito medio disponibile aggiustato pro capite, Indice di disuguaglianza del reddito disponibile, Tasso di mancata partecipazione al lavoro, Emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti pro capite – la relazione contiene anche i dati relativi all’ultimo triennio e le previsioni fino al 2021.

Ovviamente, queste stime si basano su iniziative politiche, economiche e sociali che si intendono attivare, quindi sono da prendere con le pinze, ma ci consentono comunque di avere uno sguardo più ampio sullo stato di benessere del nostro Paese.

Concentriamoci un attimo sul segmento che ci riguarda più da vicino, ovvero la Salute.

Indicatori di benessere equo e sostenibile: la salute degli italiani

La categoria Salute contiene numerosi indicatori individuati dall’Istat e dalle varie realtà coinvolte nello sviluppo di questo strumento,7.

Infatti, in quest’ultima sono inseriti solo due indicatori:

  • speranza di vita in buona salute alla nascita;
  • eccesso di peso.

Vediamo, invece, quali sono quelli previsti dal BES:

  1. Speranza di vita alla nascita;
  2. Speranza di vita in buona salute alla nascita;
  3. Indice di stato fisico (Pcs);
  4. Indice di stato psicologico (Mcs);
  5. Tasso di mortalità infantile;
  6. Tasso standardizzato di mortalità per accidenti di trasporto;
  7. Tasso standardizzato di mortalità per tumore;
  8. Tasso standardizzato di mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso;
  9. Speranza di vita senza limitazioni nelle attività a 65 anni;
  10. Eccesso di peso;
  11. Fumo;
  12. Alcol;
  13. Sedentarietà;
  14. Alimentazione.

Nella relazione del MEF, come già specificato, trovano spazio solo due di questi 14 indicatori, e le misure previste e annunciate sono le seguenti:

  • Riduzione tempi d’attesa ed edilizia sanitaria, attraverso lo stanziamento di 4 miliardi di euro per la costruzione e l’ammodernamento, anche tecnologico, delle strutture;
  • L’incremento delle borse di studio per i medici di medicina generale e quello dei contratti di formazione specialistica;
  • Uscita anticipata per pensionamento del personale sanitario;
  • Aumento della dotazione organica del Ministero della Salute e nuove assunzioni;
  • Bonus Sport, con interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici.

Purtroppo, non ci sono interventi di carattere strutturale, di cui la sanità italiana avrebbe veramente bisogno.

Questo rende ancora più importante il ruolo del secondo pilastro socio sanitario e, spesso, determinante quello che il Fondo ASIM fa per i suoi lavoratori iscritti.

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.