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100 giorni di sanità del Governo Conte Bis.

Lo scorso 14 dicembre 2019 si è svolta la Conferenza stampa per i primi cento giorni di governo in materia di salute. Ecco cosa è stato fatto. Intro. 

Durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto sui primi 100 giorni di governo nella Sanità, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato quanto segue: 

“Da qui al 2023 mi piacerebbe lanciare un patto sulla Salute e sforare o sfiorare i dieci miliardi di investimenti sulla Salute”

Un obiettivo ambizioso, ripreso anche dal Ministro della Salute in carica, o almeno una promessa di inversione di tendenza, visto che negli ultimi anni si è investito poco e male nella Sanità pubblica. 

In attesa di vedere cosa accadrà nei prossimi anni, soffermiamoci un attimo su cosa è stato fatto nei primi 100 giorni di governo per la Sanità italiana

2 Miliardi sul Fondo Sanitario Nazionale per il 2020

Nell’ottobre del 2019 sono stati confermati 2 miliardi di aumento dello stanziamento per il 2020 nel Fondo Sanitario Nazionale, passando così da € 114.474.000.000 del 2019 ai € 116.474.000.000 del 2020. 

Si tratta di un aumento dell’1,8% rispetto al 2019, anno in cui l’incremento delle risorse rispetto al precedente anno è stato di meno di 1 miliardo. 

Si prevede, inoltre, l’immissione di ulteriori 1,5 miliardi per il 2021

2 Miliardi per l’edilizia sanitaria

L’articolo 9 della Legge di bilancio 2020-2022 prevede l’immissione di 2 miliardi di euro da destinare all’edilizia e alle strutture sanitarie

Queste risorse dovranno, quindi, essere investire per:

  • ammodernamento dei luoghi di cura;
  • acquisto di nuovi macchinari;
  • sviluppo e implementazione di infrastrutture telematiche. 

Abolizione del Superticket a partire dal 1 settembre 2020

In un precedente articolo pubblicato sul nostro blog avevamo anticipato le intenzioni, da parte del Ministero della Salute e del Governo in carica, di abolire il superticket entro il 2020

Questa decisione è stata confermata con l’articolo 54 della Legge di bilancio 2020-2022. 

A partire dal 1 settembre 2020, infatti, verrà abolito il Superticket. 

Più risorse per il personale sanitario

Il problema della carenza di personale sanitario nelle strutture pubbliche – aggravato dall’aumento di pensionamenti anticipati in seguito all’entrata in vigore di Quota 100 –  è ben noto, e ha raggiunto proporzioni davvero gravi. 

Per questo motivo, grazie all’approvazione di due emendamenti al decreto fiscale – precisamente gli emendamenti 45.13 e 45.15, a firma Carnevali e Boldi – si è stabilito che può aumentare il tetto di spesa per il personale, fissato entro il valore della spesa sostenuta nell’anno 2018. 

Per il 2020 sono stati stanziati 2 miliardi, pari ad un incremento del 15% rispetto al 2019. 

Stabilizzazione precari e ricercatori

Connesso al tema del personale sanitario c’è quello annoso dei precari e dei ricercatori, in attesa da anni di essere stabilizzati. 

Con gli articoli 55 duodecies e 55 ter della Legge di bilancio 2020-2022 si è messa a bilancio la stabilizzazione di circa 32.000 tra medici e infermieri e 1.600 ricercatori

Non si tratta, quindi, di personale in aggiunta a quello già attualmente operativo nelle strutture, ma un traguardo comunque molto importante per questi soggetti che potranno finalmente vedere la propria posizione lavorativa stabilizzarsi. 

Rinnovo dei contratti e sblocco assunzioni

Lo scorso 19 dicembre 2019 Aran e i sindacati rappresentativi hanno sottoscritto il contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2016-2018, per i circa 130.000 dirigenti medici, veterinari, sanitari e delle professioni sanitarie confluiti nella nuova Area dirigenziale della Sanità.

La firma del contratto è giunta al termine di una complessa trattativa che ha visto impegnate le parti per un lungo periodo.

Qui trovi il documento integrale da consultare. 

Inoltre, si va verso lo sblocco del contratto sanità privata, che riguarda circa 100.000 persone in attesa da più di 10 anni

Si attende l’esito delle prossime riunioni sindacali per verificare l’avanzamento della trattativa in tal senso. 

Infine, è stato autorizzato lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei del comparto sanità, che dovrebbe rendere più facile immettere medici, infermieri, professionisti nel Servizio Sanitario Nazionale. 

Più risorse per medici di famiglia e pediatri di libera scelta

Anche i medici di famiglia – compresi i pediatri di libera scelta – hanno beneficiato di un’azione di governo in questi primi 100 giorni di attività. 

Nello specifico, sono stati stanziati circa 235 milioni di euro per acquisto di strumentazione di diagnostica di primo livello negli oltre 50.000 studi di medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

50,6 milioni per la farmacia dei servizi

L’articolo 55 noves della Legge di Bilancio 2020-2022 prevede lo stanziamento di circa 50 milioni di euro (50,6 per l’esattezza) da destinare alle farmacie presenti sul territorio nazionale. 

L’obiettivo? 

Ampliare in tutta Italia la sperimentazione della farmacia dei servizi, ovvero la possibilità di richiedere direttamente in farmacia le seguenti prestazioni:

  • prenotazione esami e visite specialistiche;
  • esami per la glicemia, colesterolo, trigliceridi, test di gravidanza, test menopausa, test tumore colon retto, pressione, spirometria;
  • percorso di accesso personalizzato ai farmaci con controllo dell’aderenza.

Finalmente operativo il Registro nazionale DAT

Ne abbiamo parlato in un precedente articolo del blog, spiegando che, grazie alla firma al decreto sulla banca dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), si è resa finalmente operativa la legge sul Testamento Biologico.

Si tratta di un passaggio fondamentale, atteso quasi due anni. 

Conclusioni

Volendo sintetizzare al massimo l’azione sulla sanità nei primi 100 giorni di governo potremmo dire che si è puntato su 2 perni essenziali

  • più risorse per il SSN;
  • più personale nelle strutture sanitarie. 

Dopo anni di blocco delle assunzioni, riduzione dei finanziamenti e disagi diffusi, sembra che il 2020 possa rappresentare il primo passo per un’inversione di tendenza che il SSN necessita con urgenza, per evitare il rischio di collasso da più parti paventato. 

È evidente, quindi, che queste iniziative siano da considerare come segnali incoraggianti di una rinnovata attenzione al finanziamento del SSN

È altrettanto evidente che, come rilevato dal 15° Rapporto Sanità presentato recentemente da Crea Sanità, questo segnale, seppur significativo, non solo non solo non sarà bastevole per gli effettivi bisogni sociosanitari del Paese, ma non riuscirà neanche a fermare l’aumento del gap che nell’ultimo decennio si è determinato tra l’Italia ed il resto dei paesi dell’Europa (ante 1995) nella spesa sanitaria pubblica. 

Questo sia in termini di rapporto tra spesa pubblica e totale spesa sanitaria che in termini di percentuale sul PIL.

Photo Credit: Ministero della Salute

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