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Le linee guida AIFA sull’uso degli antivirali per COVID-19

Le linee guida AIFA sull'uso degli antivirali per COVID-19

Oltre ai vaccini, la scienza medica ha reso disponibili anche alcuni farmaci antivirali specifici per contrastare la malattia da COVID-19. Ecco come vanno usati. Intro. 

A due anni dall’inizio della pandemia di COVID-19 la scienza medica e farmacologica ci ha permesso di disporre di strumenti per contrastare la malattia e i suoi effetti più gravi.  

Oltre ai vaccini, ormai somministrati da più di un anno nel nostro Paese, nel corso degli ultimi mesi sono stati approvati dagli enti preposti (FDA, EMA, AIFA, ecc.) alcuni farmaci specifici contro la malattia causata dall’infezione da Sars-CoV-2, degli antivirali per COVID-19

In effetti, in questo lungo periodo di tempo, in assenza di prodotti sviluppati proprio per questa patologia, la comunità medica ha dovuto optare per farmaci già esistenti, che hanno dimostrato una certa efficacia nel trattare i sintomi della COVID-19. 

L’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha redatto – e periodicamente aggiornato sulla scorta delle nuove evidenze scientifiche e dei nuovi prodotti disponibili (l’ultimo aggiornamento è del 9 febbraio 2022) – un documento contenente le Raccomandazioni sui farmaci per la gestione domiciliare di COVID-19.

Vediamo cosa raccomanda l’AIFA. 

Quali sono i farmaci disponibili per COVID-19

Come già accennato, in questi due anni la comunità medica ha dovuto agire con quanto già disponibile, utilizzando quindi farmaci noti e ampiamente impiegati nella pratica clinica e nelle cure domiciliari. 

A questi farmaci si sono aggiunti, poi, nel corso dei mesi, gli anticorpi monoclonali, i vaccini e, infine, tre antivirali, approvati e resi disponibili in tempi molto recenti (fine 2021).

Ad oggi, il documento AIFA elenca i seguenti farmaci disponibili per la gestione domiciliare di COVID-19.

Farmaci Sintomatici: terapia sintomatica

Paracetamolo o FANS possono essere utilizzati in caso di febbre o dolori articolari o muscolari (a meno che non esista chiara controindicazione all’uso). 

Altri farmaci sintomatici potranno essere utilizzati su giudizio clinico.

Antivirali

Recentemente sono stati resi disponibili tre antivirali per il trattamento di soggetti adulti con COVID-19 che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono a maggior rischio di  progressione verso forme severe di COVID-19:

  • remdesivir;
  • nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid®);
  • molnupiravir.

Approfondiremo il discorso di questi antivirali nel prosieguo dell’articolo, qui

Anticorpi Monoclonali 

Questa soluzione può essere impiegata solo a determinate condizioni e su una specifica fetta di popolazione rispondente ad alcuni requisiti, tra cui: 

  • età superiore ai 12 anni (e peso superiore ai 40 kg);
  • essere positivi al SARS-CoV-2, di recente insorgenza (comunque  da non oltre 7 giorni); 
  • non essere ospedalizzati per COVID-19; 
  • non essere in ossigenoterapia per COVID-19;
  • presentare sintomi di grado lieve-moderato;
  • essere soggetti ad alto rischio di COVID-19 severa. 

Al momento gli anticorpi monoclonali disponibili in Italia sono:

  1. associazione Casirivimab/Imdevimab; 
  2. associazione Bamlanivimab/Etesevimabe; 
  3. Sotrovimab.

Corticosteroidi

L’uso dei corticosteroidi è raccomandato in ambito ospedaliero, per pazienti COVID-19 ospedalizzati, ma come riporta l’AIFA il loro impiego nella terapia domiciliare può essere considerato alle seguenti condizioni: 

  • pazienti che presentano fattori di rischio di progressione di malattia verso forme severe; 
  • in presenza di un peggioramento dei parametri pulsossimetrici che richieda l’ossigenoterapia e qualora non sia possibile nell’immediato il ricovero per sovraccarico delle strutture ospedaliere.

“È importante […] ricordare che in molti soggetti con malattie croniche  l’utilizzo del cortisone può determinare importanti eventi avversi che  rischiano di complicare il decorso della malattia virale.”  

Eparine

L’uso delle eparine – solitamente le eparine a basso peso molecolare – è raccomandato dalle principali linee guida nella profilassi degli eventi trombo-embolici nel paziente con infezione respiratoria acuta e ridotta mobilità

La somministrazione del farmaco è raccomandata per l’intero periodo dell’immobilità, ma non lo è, invece, l’uso routinario nei soggetti non  ospedalizzati e non allettati a causa dell’episodio infettivo. 

Le raccomandazioni AIFA sull’uso degli antivirali per COVID-19

Come accennato, oggi la comunità medica ha a disposizione tre ulteriori armi per contrastare la malattia da COVID-19, tre antivirali specificatamente sviluppati per questa patologia. 

Ci riferiamo ai seguenti farmaci antivirali, già menzionati prima: 

  1. remdesivir;
  2. nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid®);
  3. molnupiravir.

Vediamo più nel dettaglio come vanno impiegati questi prodotti nella terapia domiciliare anti COVID-19

Innanzitutto, dobbiamo specificare che questi antivirali possono essere somministrati solo a determinati condizioni: 

  • il paziente non deve essere ospedalizzato a causa di COVID-19;
  • il paziente deve presentare una forma di grado lieve-moderato e almeno uno fra i seguenti fattori di rischio associati all’evoluzione in malattia severa:
    • patologia oncologica/oncoematologica in fase attiva;
    • insufficienza renale cronica;
    • broncopneumopatia severa;
    • immunodeficienza primaria o acquisita;
    • obesità (Body Mass Index, BMI ≥30);
    • malattia cardiovascolare grave (scompenso cardiaco,  malattia coronarica, cardiomiopatia);
    • diabete mellito non compensato.

Ogni antivirale ha, com’è facile intuire, modalità di somministrazione specifiche. Ecco cosa raccomanda l’AIFA. 

1. remdesivir

Il trattamento deve essere iniziato il prima possibile dopo la diagnosi di COVID-19 ed entro 7 giorni dalla comparsa dei sintomi.

Il dosaggio raccomandato negli adulti è il seguente: 

  • giorno 1: singola dose di carico di remdesivir 200 mg somministrata tramite infusione endovenosa;
  • dal giorno 2 in poi: 100 mg somministrati una volta al giorno  tramite infusione endovenosa.

La durata totale del trattamento deve essere di 3 giorni.

2. Paxlovid® (nirmatrelvir-ritonavir)

A differenza del precedente, il Paxlovid® (nirmatrelvir-ritonavir) è un  farmaco antivirale orale, quindi non prevede la somministrazione per endovenosa. 

Il medicinale contiene due principi attivi, nirmatrelvir e ritonavir, presenti in due compresse distinte:

  • nirmatrelvir agisce riducendo la capacità del SARS-CoV-2 di  replicarsi nell’organismo;
  • ritonavir (farmaco già da tempo utilizzato nel trattamento dell’infezione da HIV) non ha attività antivirale ma funziona da  booster farmacologico prolungando l’azione di nirmatrelvir.

Paxlovid® deve essere somministrato il prima possibile dopo la diagnosi di COVID-19, non oltre 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi.  

Il trattamento consiste nell’assunzione di due compresse di nirmatrelvir e una compressa di ritonavir, due volte al giorno, per 5 giorni.

3. molnupiravir

Come specifica il documento AIFA, questo farmaco antivirale non è ancora stato autorizzato da EMA, ma è stato reso disponibile ai sensi del’Art.5.2 del DL 219/2006 (Decreto Ministeriale del 26 novembre 2021).

Molnupiravir deve essere somministrato il prima possibile dopo la   conferma di diagnosi di COVID-19, non oltre 5 giorni dall’insorgenza  dei sintomi

La dose raccomandata di molnupiravir è di 800mg (quattro capsule da 200mg) da assumere per via orale ogni 12 ore per 5 giorni.

Le donne e gli uomini potenzialmente fertili devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace per tutta la durata del trattamento e, rispettivamente, per almeno 4 giorni e 3 mesi dopo la fine del trattamento.

Quali sono i farmaci non raccomandati per il trattamento COVID-19

Il documento AIFA riporta anche un elenco di farmaci che non sono raccomandati per il trattamento della malattia da COVID-19 a domicilio

I farmaci non raccomandati sono i seguenti: 

  • antibiotici: l’utilizzo di un antibiotico, da solo o associato ad altri  farmaci, con particolare riferimento all’idrossiclorochina, non modifica il decorso clinico della malattia. L’uso di un antibiotico  può essere considerato solo quando si sospetta la presenza di  una sovrapposizione batterica, in rapporto al quadro clinico  generale del paziente;
  • idrossiclorochina: l’utilizzo di clorochina o idrossiclorochina non è  raccomandato né allo scopo di prevenire né allo scopo di curare l’infezione. Gli studi condotti hanno dimostrato la sua inefficacia a fronte di un aumento degli eventi avversi;
  • Lopinavir / ritonavir Darunavir / ritonavir o cobicistat: l’utilizzo di questi farmaci non è raccomandato né allo scopo di prevenire né allo scopo di curare l’infezione. Come per l’idrossiclorochina, gli studi hanno dimostrato la sua inefficacia. 

Sarà il medico a stabilire la terapia domiciliare anti COVID-19 più adeguata alle esigenze del singolo paziente

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.