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Tumori ossei: osteosarcomi e condrosarcomi

Tumori ossei osteosarcomi e condrosarcomi

Cosa sono i tumori ossei, e qual è la differenza tra osteosarcomi e condrosarcomi? Scopriamolo insieme in questo articolo. Intro. 

Il Piano sanitario del Fondo ASIM – il Fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore dei servizi di pulizia, servizi integrati/multiservizi prevede la copertura delle spese sostenute per “Interventi demolitivi per asportazione di tumori ossei”

I tumori ossei sono alquanto rari; secondo le stime riportate da Fondazione AIRC, infatti, colpiscono circa un individuo su 100.000, con una diffusione di 350 nuovi casi all’anno. 

A differenza dei tumori ossei, le metastasi ossee – ovvero la presenza di tumori alle ossa derivanti però da altri cancri, in particolare quelli al polmone e alla mammella – sono molto frequenti

Quando si pensa a un tumore si tende a immaginare sempre una condizione che colpisce organi e tessuti, raramente lo si associa alle ossa, che nell’immaginario comune sono elementi “senza vita”, ma si tratta di un errore. In effetti, come tutto il nostro corpo anche le ossa sono costituite da cellule vive, che purtroppo possono essere quindi colpite da un tumore

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cosa sono i tumori ossei e qual è la differenza tra osteosarcomi e condrosarcomi

Cosa sono i tumori ossei

Abbiamo spiegato che le ossa presenti nel nostro corpo, che svolgono una funzione di sostegno, sono costituite da cellule vive, esposte di conseguenza allo sviluppo di formazioni cancerose

I tumori ossei possono essere benigni o maligni, e si dividono in due gruppi: 

  1. tumori ossei primari: rientrano in questo gruppo i tumori che hanno origine nell’osso;
  2. tumori ossei metastatici: sono tumori che si diffondono alle ossa, quindi metastatizzano, da altre parti del corpo. In questo caso, si tratta sempre di tumori maligni.

I tumori ossei possono colpire sia i bambini sia gli adulti. Nel primo caso, la maggior parte dei tumori sono benigni e primari, ma alcuni tipi, come gli osteosarcomi, sono invece primari e maligni. I tumori metastatici nei bambini sono molto rari, e l’esempio più diffuso è il neuroblastoma. 

Negli adulti, invece, la maggior parte dei tumori ossei maligni è di tipo metastatico

Cosa sono i sarcomi

Come si può leggere sul sito issalute.it, i tumori ossei maligni appartengono a una categoria più vasta di tumori, i cosiddetti sarcomi.

Nel caso specifico dei tumori ossei, si parla di osteosarcoma o condrosarcoma a seconda delle cellule da cui originano. A questi due tipi di tumori si aggiunge un terzo, più raro, denominato Sarcoma di Ewing, che interessa più comunemente il bacino, le gambe o le braccia di bambini e giovani adulti.

Ma cos’è un sarcoma? Prendiamo in prestito la definizione fornita dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

“I sarcomi sono tumori dei tessuti connettivi, tessuti “di sostegno” dell’organismo.”

Cosa sono i tessuti connettivi? Si tratta di uno dei tipi di tessuti presenti nel nostro corpo, che svolge la funzione di sostenere, proteggere e dare struttura ad altri tessuti e organi del corpo. I tipi di tessuto connettivo includono tessuto osseo, cartilagineo, grasso, sanguigno e linfatico.

Quindi i tumori ossei si distinguono dai carcinomi, che colpiscono invece i tessuti epiteliali.

Vediamo, ora, la differenza tra osteosarcomi e condrosarcomi

Differenza tra osteosarcomi e condrosarcomi

Come illustrato, i tumori ossei maligni si dividono in due gruppi, a seconda del tipo di cellule coinvolto. Si parla, quindi, di osteosarcomi e condrosarcomi, ma in cosa differiscono tra loro? Approfondiamo. 

1. Cosa sono gli osteosarcomi?

Gli osteosarcomi sono tumori primari maligni, che colpiscono in prevalenza i bambini e i giovani adulti nella fascia di età 10-25 anni, ma possono manifestarsi anche in soggetti anziani, seppur molto raramente. 

L’osteosarcoma è un tipo di tumore osseo che si sviluppa nelle cellule che formano le ossa, i cosiddetti osteoblasti, e che colpisce più di frequente le ossa lunghe, in particolare gambe e braccia, ma può interessare potenzialmente qualsiasi osso. 

2. Cosa sono i condrosarcomi?

I condrosarcomi, invece, sono tumori formati da cellule cartilaginee maligne, e tendono a manifestarsi soprattutto negli anziani. Spesso si sviluppano nel bacino o nella scapola, ma possono interessare anch’essi qualsiasi osso del corpo. 

Quindi, mentre gli osteosarcomi colpiscono le cellule che formano le ossa, i condrosarcomi colpiscono invece la cartilagine

3. Grado di malignità del tumore

Un’altra differenza tra osteosarcoma e condrosarcoma è relativa al grado di malignità del tumore. Mentre il primo presenta, in circa l’80% dei casi, un alto grado di malignità, e tende a metastatizzare con una certa velocità, il secondo è quasi sempre a crescita lenta o a basso grado di malignità, quindi è più raro che si formino delle metastasi. 

Il grado di malignità delinea anche il tipo di trattamento da eseguire

4. Trattamento del tumore

Nei condrosarcomi a basso grado di malignità si procede, in genere, al raschiamento, ovvero a un intervento chirurgico durante il quale si rimuove il tumore dall’osso colpito

Purtroppo, questo tipo di tumore, di qualsiasi grado di malignità, non risponde alla chemioterapia né alla radioterapia

Gli osteosarcomi, invece, essendo quasi sempre molto aggressivi e presentano una velocità di diffusione molto più elevata, rendono necessario il ricorso alla chemioterapia, che si affianca alla chirurgia

In passato, l’arto colpito doveva essere spesso amputato, mentre oggi, grazie allo sviluppo delle tecniche di chirurgia, è possibile salvarlo e ricostruirlo.

Quali sono i sintomi principali dei tumori ossei

In presenza di un tumore osseo i sintomi tendono a essere più o meno gli stessi, a prescindere dalla tipologia di sarcoma. 

I principali sintomi sono i seguenti: 

  1. dolore osseo;
  2. gonfiore vicino alla zona interessata;
  3. presenza di un nodulo nelle braccia, nelle gambe, nel torace o nella pelvi;
  4. osso indebolito, con conseguente frattura;
  5. fatica;
  6. perdita di peso involontaria;
  7. febbre. 

Se i sintomi sono persistenti o ricorrenti, è importante rivolgersi subito a un medico specialista per eseguire test ed esami diagnostici al fine di individuare la natura del problema. 

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