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Indennità di malattiaCos’è l’indennità di malattia? Quali categorie professionali possono beneficiarne? Come si richiede? Quanto dura e a quanto ammonta? Scopriamolo insieme. Intro.

Con il termine indennità di malattia si indica la retribuzione che il lavoratore riceve in busta paga in caso di assenza giustificata sul lavoro, nel caso specifico per problemi di salute.

In effetti, anche se il lavoratore si assenta dal luogo di lavoro, risultando, di fatto, non attivo per un certo periodo di tempo, questo non vuol dire che non debba ricevere un sostegno.

Ecco perché l’ordinamento giuridico italiano ha introdotto questa indennità di malattia, per consentire ai lavoratori di non dover vivere un disagio economico unito a quello medico.

Cerchiamo di capire meglio come funziona l’indennità di malattia, chi può usufruirne e in che modo.

Indennità di malattia: a chi spetta

Purtroppo non tutti possono accedere all’indennità di malattia, per ragioni che di solito sono legate alla tipologia di contratto di lavoro (CCNL) stipulato o al piano previdenziale previsto.

Sul sito dell’INPS è riportato un elenco, nel quale sono indicati i lavoratori che possono e non possono richiedere l’indennità di malattia.

Eccolo.

Spetta a:

  • operai settore industria;
  • operai ed impiegati settore terziario e servizi;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • apprendisti;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori marittimi;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2 comma 26. Legge 335/95.

Non spetta a:

  • collaboratori familiari (COLF e Badanti);
  • impiegati dell’industria;
  • quadri (industria e artigianato);
  • dirigenti;
  • portieri;
  • lavoratori autonomi.

Stabilito chi può o non può accedere all’indennità di malattia, cerchiamo di capire anche a quanto ammonta e come viene erogata.

Indennità di malattia: chi la eroga e a quanto ammonta

Come detto in precedenza, l’indennità di malattia viene erogata nonostante il lavoratore non possa offrire i propri servizi all’azienda per la quale lavora, perché deve essere garantita una retribuzione minima.

Questo non significa, però, che l’indennità equivale al 100% della giornata di lavoro prevista dalla busta paga del lavoratore.

L’indennità di malattia è dovuta dall’INPS – ma versata come anticipo dall’azienda in busta paga – a partire dal 4° giorno consecutivo di malattia.

L’importo varia a seconda della categoria professionale e del periodo di malattia previsto dal certificato medico.

Vediamo come.

Lavoratori dipendenti

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, l’indennità di malattia equivale al 50% della retribuzione giornaliera, per il periodo che intercorre tra il 4° e il 20° giorno di malattia. Dal 21° giorno al 180°, è pari al 66,66%.

Lavoratori dipendenti di pubblici esercizi e laboratori di pasticceria

Per i dipendenti di esercizi pubblici, quindi attività aperte al pubblico, e per chi opera in laboratori di pasticceria, l’indennità è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per tutto il periodo di malattia previsto.

Disoccupati

Anche chi usufruisce di assegno di disoccupazione ha diritto ad una indennità di malattia, che è pari ai ⅔ della percentuale prevista per i lavoratori dipendenti.

Per le altre categorie professionali e per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata, ti invitiamo a consultare la scheda dedicata sul sito dell’INPS e a consultare un Patronato.

Indennità di malattia: come richiederla

Ti sei ammalato, e non puoi presentarti sul luogo di lavoro. Cosa devi fare? A chi devi comunicare la tua assenza per malattia? A chi devi richiedere l’indennità?

La prima cosa da fare è informare il tuo datore di lavoro dell’assenza per malattia, che è l’unico coinvolto, anche dal punto di vista burocratico, per i primi tre giorni.

La comunicazione all’INPS va effettuata solo a partire dal 4° giorno consecutivo di malattia. In questo caso, hai bisogno di un certificato medico che attesti il tuo stato di malattia, e inviare la domanda all’ente previdenziale.

La domanda può essere inviata per via telematica – devi effettuare la registrazione al portale dell’INPS e accedere con il PIN fornito – oppure per raccomandata con ricevuta di ritorno A/R.

Il medico curante potrebbe effettuare la comunicazione per via telematica, inviando il certificato di malattia all’INPS che provvederà, sempre telematicamente, ad informare il datore di lavoro.

È molto importante inserire all’interno della domanda, oltre al certificato medico, anche i dati anagrafici del lavoratore, e l’indirizzo del domicilio effettivo, necessario per la reperibilità e le visite fiscali.

Cos’è la visita fiscale? Scopriamolo insieme.

Indennità di malattia: visita fiscale

Il lavoratore in malattia ha l’obbligo di reperibilità, all’indirizzo di domicilio fornito all’INPS, che potrà inviare un medico per la cosiddetta visita fiscale.

Si tratta di un controllo di routine, corretto e comprensibile, per evitare che i lavoratori dichiarino il falso, gravando sulla fiscalità generale.

Se il medico fiscale si reca presso il domicilio del lavoratore, effettua il controllo, e attesta lo stato di malattia, tutto viene confermato senza nessun problema.

Ma cosa accade nel caso in cui il lavoratore fosse irrintracciabile?

Beh, in questo caso il medico fiscale darà comunicazione all’INPS dell’assenza del lavoratore, che potrà dimostrarne le ragioni. Ad esempio, era andato ad effettuare dei controlli medici.

Se il lavoratore non dovesse portare evidenze che giustifichino la sua assenza al domicilio indicato, allora l’INPS prenderà dei provvedimenti, che prevedono la riduzione o la sospensione dell’indennità di malattia.

  1. In caso di assenza ad una prima visita, è prevista la sospensione dell’indennità per un massimo di 10 giorni;
  2. In caso di seconda assenza, è prevista la riduzione del 50% dell’indennità per tutto il periodo restante;
  3. Sospensione totale in caso di terza assenza.

Le visite fiscali possono essere effettuate solo in alcune fasce orarie:

  • 9.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00 per i dipendenti pubblici;
  • 10.00 – 12.00 e 17.00 – 19.00 per i dipendenti privati.

Indennità giornaliera Fondo ASIM: cos’è e perché conviene

Abbiamo visto che l’indennità di malattia non è riconosciuta a tutti i lavoratori, ma cosa accade quando il proprio contratto di lavoro non riconosce questo sostegno?

Esistono soluzioni indipendenti, come i fondi di assistenza sanitari integrativi, che in alcuni casi riconoscono anche una indennità giornaliera per ricoveri ospedalieri.

In cosa consiste questa indennità giornaliera?

Se il lavoratore dovesse subire ricoveri ospedalieri per i cosiddetti “grandi interventi chirurgici” – in strutture pubbliche o private non fa differenza – sottoscrivendo un fondo di assistenza sanitaria integrativa potrà richiedere un’indennità pari a € 40,00 per ogni giorno di ricovero, per un massimo di 90 giorni.

Per “grandi interventi chirurgici” si intende tutti quegli interventi che non possono essere effettuati in Day Hospital o in ambulatorio e che vengono, comunque, elencati nei piani sanitari dei fondi. Per questi ultimi, infatti, non è prevista l’indennità giornaliera, ma un rimborso del ticket sanitario.

Naturalmente questo contributo va inteso come informativa di carattere generale. Per la tua specificità ti invitiamo a rivolgerti al tuo datore di lavoro, a un patronato o al tuo rappresentante sindacale.

Fondo ASIM

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.
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