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incidenza influenza stagionale 2020-2021

Secondo i dati forniti dai sistemi di rilevazione nazionale, quest’anno la stagione influenzale non è esplosa, mantenendosi a livelli molto bassi. Approfondiamo. Intro. 

Ogni settimana viene emesso un bollettino relativo all’incidenza dell’influenza stagionale, tramite il servizio denominato FluNews, che vede la partecipazione dell’Istituto Superiore di Sanità, del Ministero della Salute, dell’OMS, e di altre realtà italiane. 

Si tratta di una rilevazione molto importante, ma che oggi assume un ruolo ancora più centrale. 

Sì, perché una delle grandi preoccupazioni della comunità medica in questi ultimi mesi riguardava la gestione dell’epidemia da SARS-COV-2 – che tanto duramente ha messo alla prova il nostro tessuto sanitario – in concomitanza con il picco di influenza stagionale, che di solito si verifica a partire da fine gennaio e inizio febbraio. 

La buona notizia è che l’incidenza dell’influenza stagionale è diminuita in modo netto, come confermato dal Rapporto della sorveglianza integrata dell’influenza relativo alla seconda settimana di gennaio. 

Approfondiamo insieme. 

Come viene effettuata la rilevazione

Il servizio FluNews-Italia nasce nell’ottobre 2009 quando, in piena pandemia influenzale, si rendeva necessario un resoconto periodico complessivo con il punto della situazione e una lettura integrata dei risultati raccolti.

I punti di raccolta dei dati sono i seguenti: 

  • InfluNet, il sistema di sorveglianza sentinella basato sulle segnalazioni dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta;
  • il monitoraggio dell’andamento delle forme gravi e complicate di influenza, basato sul sistema di sorveglianza speciale attivo dalla stagione 2009/2010;
  • InfluWeb, basato sulla segnalazione spontanea dei cittadini;
  • la sorveglianza sindromica degli accessi ai Pronto Soccorso, basata sul flusso automatico dei dati provenienti dagli stessi.

Ecco una rappresentazione grafica dell’incidenza delle sindromi influenzali nel periodo che intercorre tra il 2004/2005 e il 2018/2019.

Influenza a confronto: il calo del 2021

Nel 2018/2019 il livello di incidenza, al raggiungimento del picco, ovvero dal 28 gennaio al 3 febbraio 2019, è stato pari a 13,8 casi per mille assistiti

I dati relativi alla seconda settimana di gennaio – gli ultimi disponibili mentre scriviamo il presente articolo – indicano invece una incidenza dell’influenza stabilmente sotto la soglia basale, con un valore pari a 1,5 casi per mille assistiti. Nella scorsa stagione, in questa stessa settimana, il livello di incidenza era pari a 8,5 casi per mille assistiti.

incidenza influenza in Italia

Come si può notare dal grafico, anche nelle settimane precedenti l’incidenza è risultata molto bassa, ad indicare un trend che difficilmente vedrà grandi stravolgimenti nel periodo di picco tradizionale, fine gennaio-febbraio. 

Altri dati utili: 

  • InfluWeb: durante la 2a settimana del 2021, circa il 72% dei casi di sindrome simil-influenzale riferisce di non essere stato visitato da un medico del Servizio Sanitario Nazionale ma di aver avuto una sindrome simil-influenzale;
  • InfluNet-Epi: nella 2a settimana del 2021 l’incidenza totale è pari a circa il 1,5 casi per mille assistiti;
  • InfluNet-Vir: durante la decima settimana di sorveglianza virologica (02/2021) per la stagione 2020/2021, nessun campione è risultato positivo all’influenza. Dall’inizio della stagione (settimane 46/2020-02/2021), nessun virus influenzale è stato ancora identificato.

Si tratta di un dato molto positivo, con un calo evidente dei casi di influenza segnalati e registrati, condizione che fa tirare un sospiro di sollievo alle strutture medico-sanitarie del nostro Paese, che si trovano ad affrontare una emergenza in meno, in un momento di grande difficoltà.

Cosa possiamo imparare da questi dati

La bassa incidenza dell’influenza non è affatto casuale, anche considerando i vari limiti del momento. 

In effetti, come segnala l’ISS nel suo rapporto, sono pochi i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta (medici sentinella) ad aver comunicato i dati tramite la piattaforma dedicata, molto probabilmente perché impegnati nella gestione dell’epidemia di Coronavirus sul territorio, ma anche perché difficilmente hanno visitato persone con sintomi influenzali lievi. 

Però, anche volendo fare delle previsioni in eccesso, non si raggiungerebbero mai i picchi registrati negli anni passati, a conferma di un vero calo, non solo statistico. 

Si parla del tasso di incidenza più basso degli ultimi 20 anni, ovvero da quando si raccolgono i dati sul Territorio. 

Come dicevamo, questo calo non è casuale, e non è nemmeno inspiegabile, anzi, era atteso, perché le misure di contenimento del contagio da SARS-COV-2 hanno una elevata efficacia anche contro il virus dell’influenza, che ha modalità di diffusione molto simili (saliva, droplet, mani, luoghi affollati, ecc.). 

Quindi, indossare la mascherina ed evitare assembramenti non ci protegge solo dal nuovo virus, che tanti morti ha provocato e continua a provocare, ma anche dall’influenza stagionale e, ad esempio, dal raffreddore. 

Perché sarebbe bene ricordare che non ci si ammala per il freddo, come spesso si crede, ma a causa di un virus (principalmente il virus A(H1N1)v).

Un insegnamento che dovremmo portare con noi anche in futuro, quando finalmente avremo superato questa terribile epidemia e potremo tornare a preoccuparci, in questo periodo, di non beccarsi il virus dell’influenza. 

Ad esempio, potremmo imparare a indossare la mascherina quando siamo raffreddati e usciamo di casa per motivi di lavoro, studio o altro, evitando così di diffondere il virus.

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