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Impianto dentale: cosa sapere sull’implantologia

Impianto dentale cosa sapere sull'implantologia

Cosa s’intende per impianto dentale, quanti tipi di impianti esistono, come vengono posizionati e quali sono i vantaggi che ne derivano? Scopriamo di più. Intro. 

Il sorriso è un elemento essenziale della nostra espressione e identità, e la perdita di denti può avere un impatto significativo sulla nostra autostima e sulla qualità della vita. Un impianto dentale rappresenta una soluzione innovativa e duratura per ripristinare non solo la bellezza del sorriso, ma anche la funzionalità completa della bocca

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Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cos’è un impianto dentale, com’è composto, come viene eseguito, e cosa fare o non fare dopo l’intervento

Cos’è un impianto dentale

Un impianto dentale è una procedura odontoiatrica utilizzata per sostituire un dente mancante o danneggiato. Si tratta di un’opzione di trattamento che mira a ripristinare la funzione masticatoria e l’estetica del sorriso

Possono essere utilizzati per sostituire uno (impianto singolo) o più denti mancanti (impianto multiplo), a seconda delle esigenze specifiche del paziente.

Gli impianti dentali sono costituiti da tre componenti principali:

  • l’impianto: una vite di titanio o lega simile che viene inserita nell’osso mascellare o mandibolare per sostituire la radice del dente mancante;
  • il pilastro (o abutment): è una struttura che viene fissata sopra l’impianto e funge da collegamento tra l’impianto stesso e la corona o la protesi;
  • la corona o protesi: questa è la parte visibile dell’impianto, progettata per assomigliare a un dente naturale. Può essere realizzata in ceramica o altri materiali dentali.

Come vedremo più nel dettaglio nel corso dell’articolo, il processo di posizionamento di un impianto dentale può richiedere diversi passaggi e durare varie settimane o mesi. 

Quanti tipi di impianti dentali ci sono?

Esistono diversi tipi di impianti dentali, progettati per adattarsi alle esigenze specifiche dei pazienti. 

Tuttavia, i due tipi principali sono i seguenti:

  • impianti endossei: questo è il tipo più comune di impianto dentale, ed è inserito direttamente nell’osso mascellare o mandibolare. Gli impianti endossei possono essere a vite, cilindrici o a lama, a seconda della forma e del design. Sono realizzati principalmente in titanio, che è biocompatibile e favorisce l’osteointegrazione, il processo attraverso il quale l’osso circostante si lega saldamente all’impianto;
  • impianti subperiostali: questo tipo di impianto è posizionato sopra l’osso, ma al di sotto della gengiva. Un telaio in metallo viene posizionato sopra l’osso, e una protesi viene ancorata a questo telaio. Sono meno comuni rispetto agli impianti endossei e vengono utilizzati quando c’è insufficiente massa ossea o problemi con l’osteointegrazione.

Inoltre, ci sono variazioni e sviluppi nelle tecniche e nei materiali utilizzati negli impianti dentali: 

  • impianti zigomatici: utilizzati quando c’è una quantità insufficiente di osso mascellare, questi impianti vengono ancorati all’osso dello zigomo;
  • impianti miniaturizzati: sono versioni più piccole degli impianti tradizionali, e possono essere utilizzati in casi in cui lo spazio o la quantità di osso sono limitati;
  • impianti a carico immediato: consentono l’installazione della protesi dentale poco dopo l’inserimento dell’impianto, riducendo il tempo di attesa tra l’intervento e il completamento del trattamento.

La scelta del tipo di impianto dipende dalle condizioni specifiche del paziente, dalla quantità e qualità dell’osso disponibile, e dalle preferenze del dentista. 

Un esame completo e una consulenza con un professionista dell’odontoiatria sono essenziali per determinare il trattamento migliore per ogni singolo caso.

Come viene posizionato un impianto dentale?

Come anticipato, il posizionamento di un impianto dentale è un processo che coinvolge varie fasi, e può richiedere diversi mesi. 

Vediamo come si procede.

  • Valutazione e pianificazione: prima di iniziare il trattamento, il dentista esegue una valutazione approfondita della bocca del paziente, che può includere radiografie e scansioni. Questa fase è importante per determinare la quantità di osso disponibile e pianificare la posizione precisa dell’impianto.
  • Chirurgia di posizionamento dell’impianto: durante un intervento chirurgico, il dentista praticherà un’incisione nella gengiva per esporre l’osso mascellare o mandibolare. Successivamente, verrà creato un piccolo foro nell’osso in cui verrà inserito l’impianto dentale. L’impianto è solitamente costituito da una vite di titanio;
  • Osteointegrazione: dopo l’inserimento dell’impianto, inizia il processo di osteointegrazione, durante il quale l’osso circostante cresce e si lega saldamente all’impianto. Questo processo può richiedere diverse settimane o mesi.
  • Collocazione del pilastro (abutment): una volta completata l’osteointegrazione, si procede con l’apertura della gengiva per esporre l’impianto. Successivamente, viene fissato un pilastro (abutment) all’impianto, che funge da collegamento tra l’impianto e la corona o la protesi successivamente posizionata.
  • Creazione e posizionamento della corona o della protesi: infine, viene presa l’impronta dentale del paziente per creare la corona o la protesi personalizzata. Una volta pronta, questa parte visibile dell’impianto viene fissata al pilastro.
  • Controllo e adattamento: dopo il posizionamento della corona o della protesi, il dentista effettuerà controlli regolari per assicurarsi che l’impianto funzioni correttamente e si integri bene con i denti circostanti.

È importante segnalare che il processo può variare in base alle condizioni specifiche del paziente e alle tecniche utilizzate dal dentista. Inoltre, alcuni pazienti possono richiedere procedure aggiuntive, come innesti ossei, per aumentare la quantità di tessuto osseo disponibile prima di poter procedere con l’inserimento dell’impianto dentale.

Quali sono i vantaggi di un impianto dentale?

Gli impianti dentali offrono diversi vantaggi significativi rispetto ad altre opzioni di trattamento per la sostituzione dei denti mancanti (ponte, dentiera o protesi rimovibile, corone singole, apparecchio odontoiatrico, ecc…), tra cui i seguenti:

  • stabilità e funzionalità: forniscono una stabilità eccezionale, perché sono inseriti direttamente nell’osso mascellare o mandibolare, fungendo da radici artificiali. Ciò consente un ancoraggio solido per corone, ponti o protesi, offrendo una funzionalità masticatoria simile a quella dei denti naturali;
  • preservazione dell’osso: a differenza di altre opzioni di trattamento, gli impianti dentali contribuiscono a preservare l’osso mascellare. La stimolazione dell’osso durante il processo di masticazione aiuta a mantenere la densità ossea e previene il suo riassorbimento, che può verificarsi quando i denti vengono persi;
  • estetica naturale: le corone o protesi dentali ancorate agli impianti sono progettate per assomigliare ai denti naturali sia in termini di forma che di colore. Ciò consente una soluzione estetica che si integra armoniosamente con il resto dei denti e del sorriso;
  • comfort: a differenza di alcune protesi rimovibili, gli impianti dentali evitano fastidiosi movimenti o scivolamenti durante la masticazione o la parola, offrendo maggiore comfort e sicurezza;
  • migliore salute orale generale: gli impianti dentali non richiedono il sacrificio di denti adiacenti, come avviene spesso nei ponti tradizionali. Ciò significa che i denti sani circostanti rimangono intatti, contribuendo a una migliore salute orale generale;
  • durata e longevità: quando mantenuti con una corretta igiene orale e regolari controlli dentali, gli impianti dentali possono durare a lungo nel tempo. Sono noti per la loro resistenza e durata nel tempo rispetto ad alcune alternative;
  • recupero funzionale e psicologico: la sostituzione dei denti mancanti con impianti può migliorare significativamente la capacità di masticare e parlare, contribuendo al benessere psicologico e alla fiducia del paziente;
  • facilità di manutenzione: gli impianti dentali possono essere puliti con la stessa cura di cui beneficiano i denti naturali, mediante spazzolatura quotidiana, uso del filo interdentale e visite regolari dal dentista.

La scelta di procedere con impianto dentale è di competenza del dentista, che valuterà le condizioni del paziente e la possibilità di eseguire questo tipo di intervento. 

Quando non si possono fare gli impianti dentali?

Ci sono alcune situazioni in cui l’esecuzione di un impianto dentale potrebbe non essere raccomandata o essere posticipata, come le seguenti: 

  • mancanza di quantità o qualità di osso: gli impianti dentali richiedono una quantità e una qualità di osso sufficienti per garantire l’osteointegrazione. Se c’è una carenza significativa di osso, potrebbe essere necessario eseguire un innesto prima di poter inserire un impianto;
  • problemi di salute generale: alcune condizioni mediche, come malattie cardiache non controllate, diabete non gestito, disturbi emorragici o immunodeficienze, possono aumentare il rischio di complicanze durante l’intervento chirurgico e il processo di guarigione. In alcuni casi, il dentista può consigliare di trattare o stabilizzare queste condizioni prima di procedere con gli impianti dentali;
  • fumo e alcolismo: il fumo e l’abuso di alcol possono influire negativamente sulla guarigione e sull’osteointegrazione. I fumatori sono spesso esposti a un rischio maggiore di complicanze e possono essere incoraggiati a smettere o ridurre il consumo di tabacco prima dell’intervento;
  • gravidanza: in genere, l’installazione di impianti dentali durante la gravidanza è evitata, se possibile. Se un intervento è necessario, è importante discuterne con il dentista e, se del caso, con il medico ostetrico. A tal proposito, invitiamo a leggere l’articolo Salute orale in gravidanza: cosa fare in età perinatale;
  • disturbo d’ansia e stress: alcuni pazienti possono sperimentare ansia o stress psicologico significativo riguardo all’intervento chirurgico. In tali casi, potrebbe essere necessario affrontare questi problemi prima di procedere con gli impianti dentali o valutare l’utilizzo di opzioni di sedazione;
  • giovane età: gli impianti dentali non sono generalmente raccomandati in pazienti in età pediatrica o in pazienti il cui sviluppo scheletrico non è ancora completo.

È importante sottolineare che ogni caso è unico, e le considerazioni possono variare in base alla situazione specifica del paziente. Una valutazione approfondita da parte del dentista, inclusa una storia medica completa e esami radiografici, è essenziale per determinare l’idoneità del paziente per gli impianti dentali. In molti casi, anche se ci sono sfide iniziali, possono essere adottate soluzioni per affrontare le condizioni preesistenti e consentire il successo degli impianti dentali.

Chi ha un impianto dentale può fare la risonanza magnetica?

Una preoccupazione molto diffusa nei soggetti ai quali è stato applicato un impianto dentale riguarda la possibilità o meno di sottoporsi ad esami diagnostici specifici, come ad esempio la risonanza magnetica

La risposta è sì! In generale, le persone con impianti dentali possono sottoporsi a una risonanza magnetica

Gli impianti dentali, in particolare quelli realizzati in titanio, sono considerati generalmente sicuri durante le procedure di RM.

Tuttavia, è importante comunicare al personale medico e ai tecnici che si hanno degli impianti prima dell’esame, questo perché i campi magnetici intensi e le radiofrequenze utilizzate durante la procedura possono potenzialmente causare piccoli movimenti o risonanze nell’impianto o nell’abutment (pilastro), seppur molto raramente.

Il personale medico può quindi valutare se sono necessarie precauzioni particolari o se è possibile procedere con la risonanza magnetica senza problemi. In alcuni casi, potrebbe essere consigliabile ottenere informazioni specifiche sull’impianto dentale, come la marca e il modello, per garantire la massima sicurezza durante l’esame.

Inoltre, dobbiamo ricordare che le precauzioni possono variare a seconda del tipo di risonanza magnetica, della potenza del campo magnetico utilizzato e delle specifiche dell’impianto dentale. Pertanto, la comunicazione aperta e tempestiva con il personale medico è essenziale per garantire una procedura sicura ed efficace.

È doloroso mettere un impianto?

La percezione del dolore durante la procedura di inserimento di un impianto dentale può variare da persona a persona e dipende da diversi fattori, tra cui la sensibilità individuale al dolore, la complessità dell’intervento, e l’uso di anestesia o sedazione.

In generale, molti pazienti sperimentano solo un disagio lieve o moderato durante la fase di inserimento dell’impianto. Di solito, il dentista o il chirurgo implantare utilizzano un’anestesia locale per intorpidire l’area in cui verrà eseguita la procedura. Questo significa che, durante l’intervento chirurgico, il paziente dovrebbe provare solo una leggera pressione o movimento senza dolore.

Dopo l’intervento, è comune sperimentare gonfiore, lievi sanguinamenti e sensazioni di fastidio. Tuttavia, il dolore post-operatorio è spesso gestibile con farmaci antidolorifici prescritti dal dentista.

Per coloro che sono particolarmente ansiosi o preoccupati per il dolore, è possibile discutere con il dentista l’opzione di utilizzare la sedazione o l’anestesia generale per rendere l’esperienza più confortevole. La sedazione può aiutare a rilassare il paziente e ridurre l’ansia durante la procedura.

In ogni caso, è importante comunicare apertamente con il dentista riguardo alle preoccupazioni individuali e lavorare insieme per sviluppare un piano di gestione del dolore adatto alle esigenze del paziente.

Cosa fare dopo l’intervento?

Dopo un intervento di posizionamento di un impianto dentale, è fondamentale seguire attentamente le istruzioni fornite dal dentista al fine di garantire un corretto processo di guarigione. 

Ecco alcune linee guida generali su cosa fare dopo l’intervento:

  • rispettare il periodo di riposo: dopo l’intervento, è consigliabile evitare di praticare attività fisica intensa e assicurarsi di dedicare il giusto tempo al riposo nei primi giorni;
  • applicare il ghiaccio: nelle fasi iniziali post-intervento, l’applicazione di ghiaccio sulla zona trattata può contribuire a ridurre il gonfiore e alleviare il dolore. Il ghiaccio dovrebbe essere avvolto in un panno sottile e applicato sulla guancia a intervalli regolari;
  • seguire la terapia farmacologica prescritta: è importante aderire alle indicazioni del dentista riguardo all’assunzione di farmaci, tra cui antidolorifici o antibiotici, prescritti per gestire il dolore e prevenire eventuali infezioni;
  • evitare di masticare sulla zona trattata: nelle prime fasi del recupero, è consigliabile evitare di masticare cibi nell’area dell’impianto. Le istruzioni del dentista in merito alla dieta, che potrebbe includere cibi morbidi e freddi o a temperatura ambiente, dovrebbero essere seguite attentamente;
  • mantenere una buona igiene orale: continuare a praticare una corretta igiene orale è essenziale, evitando però di disturbare l’area dell’impianto durante la pulizia;
  • seguire le indicazioni dietetiche: rispettare le indicazioni del dentista riguardo a cosa mangiare e cosa evitare nei primi giorni successivi all’intervento. Una dieta sana e bilanciata può favorire una pronta guarigione;
  • partecipare agli appuntamenti di controllo: assicurarsi di partecipare agli appuntamenti di controllo programmato con il dentista. Questi incontri sono fondamentali per monitorare la progressione della guarigione e apportare eventuali regolazioni necessarie.

In caso di sintomi come gonfiore e dolore eccessivo, sanguinamento persistente o altri problemi inusuali, è consigliabile contattare tempestivamente il dentista per ricevere consulenza e assistenza supplementare. 

Cosa non fare dopo aver messo un impianto dentale?

Abbiamo visto cosa fare dopo aver messo un impianto dentale, vediamo ora invece cosa non fare. Ecco alcune cose che generalmente si raccomanda di evitare dopo aver messo un impianto dentale:

  • non disturbare l’area chirurgica: evitare di toccare o disturbare l’area intorno all’impianto con le dita o la lingua. È importante lasciare che l’area guarisca senza interferenze;
  • evitare di masticare su quell’area: nel periodo immediatamente successivo all’intervento, evitare di masticare cibi duri o appoggiare fortemente la mascella sull’area dell’impianto. Questo può aiutare a prevenire eventuali movimenti indesiderati o pressioni sulla zona di guarigione;
  • evitare cibi e bevande caldi: nei primi giorni dopo l’intervento, evitare cibi e bevande molto caldi, poiché possono aumentare il gonfiore o causare disagio;
  • evitare cibi e bevande irritanti: evitare cibi o bevande piccanti, acidi o troppo calde, in quanto potrebbero irritare l’area dell’intervento;
  • non fumare: il fumo può interferire con il processo di guarigione. Se possibile, cercare di evitare di fumare durante il periodo di recupero (o smettere del tutto);
  • evitare di sciacquare la bocca con forza: potrebbe disturbare l’area chirurgica e ostacolare la guarigione. È fondamentale seguire le istruzioni del dentista riguardo alle modalità di pulizia della bocca;
  • evitare l’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti: l’alcol e alcune sostanze possono interferire con i farmaci prescritti e influire sulla guarigione.

Queste sono indicazioni generali, che possono variare a seconda del caso specifico e delle istruzioni fornite dal dentista. In ogni caso, è essenziale seguire attentamente tutte le raccomandazioni post-operatorie per garantire una guarigione ottimale e il successo del trattamento.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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