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ablazione del tartaro

Periodicamente, anche 3-4 volte all’anno, è consigliato sottoporsi ad un trattamento di ablazione del tartaro. Vediamo insieme in cosa consiste. Intro. 

L’igiene dentale è molto importante per la nostra salute, e necessita di cura costante, prevenzione e visite periodiche dal proprio dentista di fiducia.

Una delle attività alla quale si consiglia di sottoporsi regolarmente, con cadenza variabile a seconda delle esigenze specifiche, è l’ablazione del tartaro, comunemente chiamata pulizia dei denti.

A cosa ci riferiamo quando parliamo di ablazione del tartaro, perché è importante effettuarla e in cosa consiste.

Scopriamolo insieme.

Cos’è l’ablazione del tartaro

L’ablazione del tartaro, altrimenti detta detartrasi, consiste nella rimozione meccanica dei depositi di tartaro presenti tra i denti.

Il tartaro rappresenta la mineralizzazione della placca batterica e la calcificazione delle proteine contenute nella saliva. La sua presenza nel cavo orale è deleteria in quanto sulla sua superficie ospita placca batterica vitale.

La pulizia dei denti rientra nelle tecniche di prevenzione della salute dei denti, perché l’accumulo di tartaro può causare problemi anche gravi, come patologie gengivali e parodontali.

Ecco perché è importante effettuare l’ablazione del tartaro periodicamente, anche 3-4 volte all’anno, affidandosi ad un igienista dentale di fiducia.

Come si effettua l’ablazione del tartaro

Se il tuo dentista ti ha consigliato di sottoporti ad una seduta di ablazione del tartaro, è importante che tu sappia a cosa andrai incontro.

Rispetto ad altri trattamenti, come l’applicazione di un apparecchio per i denti, la pulizia dei denti è più rapida, per niente dolorosa (si avverte solo un leggero fastidio gengivale) e molto meno costosa.

Per gli iscritti al Fondo ASIM, inoltre, è possibile sfruttare i vantaggi di una assistenza odontoiatrica integrativa, per effettuare una ablazione del tartaro senza sostenerne i costi.

Questa procedura consiste, come abbiamo visto, nella rimozione del tartaro dai denti, e si effettua tramite l’impiego di uno strumento medico chiamato curette, che può essere elettrico o ad ultrasuoni, che riesce a lavorare non solo sulla superficie del dente, ma anche sulla parte coperta dalle gengive.

Pulire a fondo anche la parte sottogengivale è fondamentale, perché evita il proliferare di batteri in una zona soggetta a parodontite.

Ablazione del tartaro fai da te: non basta

Abbiamo visto come l’ablazione del tartaro sia nota anche come pulizia dei denti, perché in effetti è di questo che si tratta, ma non bisogna compiere la facile ma errata associazione secondo la quale sia sufficiente procedere in autonomia.

L’ablazione del tartaro fai da te non è la soluzione, anche se è possibile ridurre la formazione del tartaro sui denti attraverso una corretta igiene orale, utilizzando uno spazzolino, un dentifricio e un filo interdentale adeguato allo scopo.

In ogni caso, per quanto si possa essere attenti e scrupolosi nella propria igiene dentale, l’unico modo per effettuare una ablazione del tartaro efficace è recandosi presso lo studio di un dentista.

Conclusioni

Una corretta igiene orale può prevenire la formazione di patologie, anche gravi, che ti costringeranno a sottoporti a numerose sedute dal dentista, sostenendo anche costi non proprio ridotti.

Ecco perché ti invitiamo ad effettuare periodicamente una ablazione del tartaro, per avere sempre una bocca pulita e libera da tartaro, placca e batteri.

Fondo ASIM

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.
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