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cosa mangiare in dialisi

I soggetti affetti da insufficienza renale cronica, sottoposti a dialisi, devono seguire un regime alimentare corretto. Vediamo insieme cosa possono mangiare. Intro. 

I pazienti in dialisi devono seguire un regime alimentare particolare, che tenga conto sia delle esigenze nutrizionali del soggetto sia dei rischi connessi all’assunzione di determinati alimenti. 

Per questo motivo, è essenziale rivolgersi a un nutrizionista specializzato, per individuare un percorso alimentare, una dieta, cucita sulle reali esigenze e preferenze del paziente. 

L’obiettivo, ricordiamolo, è mantenere uno stato nutrizionale adeguato, correlato allo stato di salute del paziente affetto da insufficienza renale cronica. 

Per raggiungere questo obiettivo, è necessario seguire alcune indicazioni e imparare cosa mangiare in dialisi

Perché è importante seguire un regime alimentare corretto

Le persone affette da insufficienza renale cronica che iniziano la terapia sostitutiva, quindi la dialisi, devono affrontare un cambiamento delle proprie abitudini alimentari repentino, passando da una dieta ipoproteica al cosiddetto “regime alimentare libero”

Purtroppo, l’idea di un regime libero provoca tante incomprensioni e comportamenti inadeguati, convinti di poter mangiare un po’ di tutto. 

In realtà, non si deve confondere un regime alimentare libero con un pass per un’alimentazione incontrollata. 

Capire cosa mangiare in dialisi, al fine di seguire una dieta corretta, è di fondamentale importanza, perché consente di evitare o ridurre 3 rischi molto concreti: 

  1. Malnutrizione per difetto (sottonutrizione), presente nel 10-30% di tutti i pazienti in dialisi, spesso associata a infiammazioni e sviluppo di aterosclerosi, provocando anche il decesso del paziente.
  2. Malnutrizione per eccesso (sovranutrizione e obesità), che potrebbe favorire l’insorgere di una Sindrome Metabolica, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di aumento del rischio di patologie cardio-vascolari.
  3. Prevenire l’iperfosforemia e l’iperpotassiemia

Concentriamoci, un attimo, proprio su quest’ultimo punto.

Cosa mangiare in dialisi: il ruolo del potassio e del fosforo

Il paziente in dialisi deve fare molta attenzione, attraverso l’alimentazione, a due elementi: il potassio e il fosforo

Come abbiamo accennato prima, infatti, seguire un regime alimentare corretto in dialisi ha come obiettivo la prevenzione del rischio di iperfosforemia e iperpotassiemia, ovvero l’eccesso di fosforo e di potassio nel nostro organismo. 

Purtroppo, queste due condizioni rappresentano una delle principali alterazioni metaboliche provocate dalla dialisi, di conseguenza con l’alimentazione si deve ridurre l’apporto di fosforo e potassio, per mantenerli così entro limiti adeguati. 

Le linee guida Europee consigliano una assunzione di circa 800-1000 mg al giorno di fosforo e 1950-2730 mg al giorno di potassio. 

La regolazione dei livelli di fosforo e potassio avviene in parte per via farmacologica, in parte attraverso l’alimentazione. Queste due fasi devono collaborare, onde evitare alterazioni. 

Per approfondire il ruolo del potassio nell’insufficienza renale cronica e nella dialisi, ti invitiamo a consultare questo utile opuscolo realizzato dalla Federazione Italiana del Rene.

Vietare alcuni alimenti può essere controproducente

Abbiamo detto che in fase di dialisi il paziente affetto da insufficienza renale cronica passa da una dieta ipoproteica a un regime alimentare libero, sottolineando i rischi connessi a questa transizione. 

Purtroppo, come spesso accade anche con altre patologie, ad esempio il diabete, vietare categoricamente l’assunzione di determinati cibi può risultare controproducente, spingendo il paziente a farne abusi episodici. 

Ecco perché, seppur in teoria sarebbe più facile vietare completamente il consumo di alcuni cibi ad elevata concentrazione di potassio, si preferisce in genere un approccio di responsabilizzazione, cercando di far capire al paziente cosa può mangiare in dialisi e in che quantità

Ad esempio, tra i cibi ad alto contenuto di potassio figura anche la cioccolata, che prima di essere un cibo è una coccola, una fonte di conforto per ognuno di noi. 

Per questo motivo, si tende a consentirne il consumo – insieme ad altri cibi, come la frutta secca, alcuni frutti freschi, alcuni pesci – ma in dosi molto ridotte e solo saltuariamente. 

In ogni caso, sarà il nutrizionista a dettare le linee guida da seguire. 

Cosa mangiare in dialisi: la piramide alimentare

Ogni volta che si parla di corretta alimentazione si fa menzione alla piramide alimentare, un grafico che mostra quali ingredienti e cibi assumere e in che proporzione. 

Per capire cosa mangiare in dialisi, quindi, non possiamo ignorarla. 

Ecco la piramide alimentare per i pazienti in dialisi, riportata in un opuscolo informativo dalla Federazione Italiana del Rene.

cosa mangiare in dialisi piramide alimentare

Come vedi, si procede dalla base della piramide verso il vertice, che contiene gli alimenti da evitare o da consumare in modo ridotto. 

Quindi, più si sale verso il vertice, minore è il consumo consigliato di quanto indicato nei vari blocchi. 

  • La base della piramide è occupata dall’attività fisica, nei limiti di quanto consentito a un paziente in dialisi. Laddove possibile, è più che sufficiente una passeggiata di circa 15 minuti al giorno. Se, invece, il paziente non è in grado di deambulare in modo autonomo, si può procedere con alcuni esercizi da eseguire con un terapista.
  • Al secondo blocco della piramide si trovano i carboidrati, quindi riso, pasta e cereali, non integrali perché in questi il contenuto in potassio è più elevato. I carboidrati rappresentano la principale fonte calorica e proteica della dieta per dialisi, in quanto si tratta di proteine di medio valore biologico, a differenza delle proteine animali, che hanno invece un alto valore biologico.
  • Le fonti di proteine occupano il livello superiore e sono indispensabili per il mantenimento di una buona massa cellulare e per la prevenzione e la correzione della malnutrizione. Rientrano nelle fonti proteiche anche i legumi, che possono essere abbinati a un carboidrato, creando un piatto unico ad alto valore biologico.
  • Al livello ancora superiore si trovano gli alimenti di origine vegetale, importanti per il loro contenuto in fibra e micronutrienti essenziali. Contenendo potassio, spesso in elevate quantità, devono essere consumati seguendo le indicazioni e le quantità consigliate, e preferendo metodi di cottura che ne riducono la concentrazione. Ad esempio, le verdure bollite perdono circa il 30% di potassio.
  • Salendo troviamo gli alimenti a maggiore densità energetica, quindi condimenti e snack, da consumare in minore quantità.
  • Infine, all’apice della piramide troviamo l’acqua e le bevande da assumere in quantità estremamente controllata (500-600ml più l’equivalente di acqua che si elimina con le urine).

Le dosi e l’apporto calorico devono essere stabiliti dal nutrizionista, analizzando le condizioni in cui versa il paziente, il suo peso, la massa corporea, e così via. 

Il messaggio alla base delle indicazioni su cosa mangiare in dialisi è, in ogni caso, quello di adottare uno stile di vita e un’alimentazione sana e corretta, variando gli alimenti consentiti, per consentire energia e apporto nutritivo adeguato al proprio corpo. 

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