Benessere sul lavoro

Il tema del benessere sul lavoro viene spesso confuso, o assorbito, da quello, ugualmente importante, della sicurezza sul luogo di lavoro, ma questa associazione non è del tutto corretta.

Mentre la sicurezza si occupa di rendere l’ambiente di lavoro privo di rischi, o comunque strutturato in modo da ridurli al minimo seguendo le normative ed utilizzando i prescritti dispositivi, il benessere sul lavoro abbraccia ambiti più ampi.

Retribuzione, possibilità di carriera, stabilità dell’azienda, relazioni umane con i colleghi, con i clienti, con i fornitori, qualità dell’organizzazione e dei luoghi del lavoro, gestione dello stress, welfare aziendale, sono tutti elementi centrali per un lavoratore, che influenzano in modo netto il benessere psico-fisico, e di conseguenza la produttività all’interno dell’azienda.

Non basta, quindi, avere un buon stipendio, se le condizioni di lavoro non favoriscono un livello di benessere sufficiente per vivere con serenità le ore trascorse in azienda, che rappresentano una quota importante della vita di un lavoratore.

Approfondiamo il tema, cercando di capire come valutare un ambiente di lavoro e, di conseguenza, crearne uno sereno, nel quale il livello di benessere sul posto di lavoro possa essere adeguato alle esigenze dei lavoratori.

Benessere sul lavoro: cos’è un ambiente di lavoro eccellente

Lo scorso 2 marzo 2018 è stata pubblicata la classifica Great Place to Work®, che premia le Migliori Aziende per cui lavorare in Italia nel 2018.

Sono state premiate 50 aziende tra le 127 organizzazioni che hanno preso parte all’indagine sull’analisi del clima organizzativo, e che rappresentano l’eccellenza dei migliori luoghi di lavoro in Italia.

Great Place to Work® Institute è un’azienda globale di ricerca, consulenza e formazione, che da qualche anno si occupa di analizzare gli ambienti di lavoro con il livello di benessere più alto in tutto il Mondo, Italia compresa.

Secondo l’Istituto, un ambiente di lavoro eccellente si basa essenzialmente su due punti di vista, quello del collaboratore e quello del manager.

Per il primo, conta soprattutto la Fiducia che pone nei confronti dell’azienda e dei colleghi, mentre per il secondo contano i risultati, il loro raggiungimento grazie al lavoro di una squadra affiatata, simile ad una grande famiglia allargata.

benessere su lavoro

Non si tratta, quindi, solo di salari e benefit – che pure sono importanti, come vedremo più avanti – ciò che aumenta il livello di benessere sul lavoro è la capacità dell’azienda di creare un ambiente in cui i vari attori coinvolti riescono a fare squadra per raggiungere obiettivi che fanno crescere tutti.

Questi aspetti assumono maggior valore ed importanza nel settore Pulizie/multiservizi come in tutti quelli con alta decentralizzazione dei luoghi di lavoro, dove i team diventano molto spesso variabili nelle loro composizioni così come lo sono i luoghi fisici dove si costituiscono ed operano.

Benessere sul lavoro e qualità della vita

Secondo il Barometro Edenred IPSOS 2016, la crescita dell’occupazione non si è tradotta in un aumento della fiducia e del benessere sul lavoro.

Dal rapporto è emerso come la

“qualità della vita sul lavoro sia composta da una combinazione variabile di ambiente lavorativo, apprezzamento ed emozioni”.

Nella sua rilevazione, IPSOS ha identificato 10 componenti della qualità della vita sul lavoro, suddivisi in tre gruppi:

  1. Ambiente: luogo di lavoro, equilibrio tra vita personale e lavorativa, consapevolezza delle proprie mansioni;
  2. Apprezzamento: rapporto con il management e con la gestione delle competenze. Un manager distante dal proprio personale non favorisce il benessere sul lavoro.
  3. Emozioni: considerare il luogo di lavoro ed il proprio ruolo in azienda come stimolante favorisce i rapporti tra dipendenti e migliora l’ambiente.

Ancora una volta vediamo come i rapporti interpersonali, gli stati d’animo e l’organizzazione del lavoro, siano fondamentali per la creazione di un ambiente sereno.

Benessere sul lavoro: la situazione italiana

Purtroppo, i dati del rapporto indicano che in Italia questo aspetto, legato quindi alla sfera emotiva, ci pone come fanalino di coda tra i Paesi coinvolti.

Solo 1 lavoratore su 6 si reca sul luogo di lavoro felice, con piacere, meno del 50% dei dipendenti italiani ritiene di lavorare in un ambiente stimolante, soltanto il 51% ha fiducia nel proprio futuro personale.

Volendo semplificare, potremmo dire che quasi la metà della forza lavoro italiana non vive una condizione di benessere sul lavoro degna di nota.

Benessere sul lavoro: il ruolo del welfare e dei benefit

A favorire un giudizio positivo sulla qualità della vita sul luogo di lavoro contribuisce sensibilmente la presenza, in azienda, di benefit e di piani di welfare ben strutturati.

Rientrano nella casella dei benefit più apprezzati in Italia i buoni pasto (ticket restaurant), i voucher per asilo nido e baby sitter ed altri servizi personali, familiari e per la casa, ai quali va affiancato anche un miglior equilibrio tra vita lavorativa e vita personale.

Sono ritenuti importanti anche benefit destinati alla crescita professionale, come la formazione aziendale, e piani di welfare aziendale, in particolare dal punto di vista sanitario.

Rientrano in questa categoria i Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa, che offrono prestazioni sanitarie ai lavoratori nelle modalità previste dal Piano Sanitario.

Ad esempio, i lavoratori assunti con Contratto multiservizi hanno diritto ad usufruire delle prestazioni offerte dal Fondo Asim, ma ne esistono numerosi, dedicati a varie categorie professionali.

Lavorare in una azienda che offre benefit ed un programma di welfare aziendale ben strutturato, aumenta sensibilmente la percezione della qualità della vita e del benessere sul lavoro.

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.