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Voucher baby sitter per mamme lavoratrici autonome

Il voucher baby sitter per mamme lavoratrici autonome è una iniziativa sperimentale, avviata nel 2012. In cosa consiste, chi può richiederlo e come? Scopriamolo insieme. Intro. 

Per le donne italiane conciliare vita familiare e lavorativa è spesso complesso, a causa dell’assenza diffusa di un sostegno pubblico e privato che consenta loro di lavorare e crescere i propri figli senza vivere i due aspetti come contrapposti.

Di fatti, se si esclude il congedo di maternità, le mamme lavoratrici non dispongono di molti strumenti per gestire in modo sereno queste due componenti della loro vita.

Da qualche anno, però, il dibattito pubblico ha messo al centro del tavolo la questione, partorendo proposte varie, senza ottenere grandi risultati concreti.

Meritevole di menzione, tra quelli positivi, è il voucher baby sitter per mamme lavoratrici autonome.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Voucher baby sitter: cos’è?

Il voucher baby sitter per mamme lavoratrici autonome è una iniziativa sperimentale, avviata nel 2012 e prorogata, di anno in anno, fino al 2018.

Questa iniziativa è regolata dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, recante “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”.

L’articolo 4, comma 24, lettera b), introduce il voucher stabilendo quanto segue:

“nei limiti delle risorse di cui al comma 26 e con le modalità di cui al comma 25, e’ disciplinata la possibilità di concedere alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di  maternita’, per gli undici mesi successivi e in alternativa al congedo parentale […], la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di  baby-sitting, ovvero per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, da richiedere al datore di lavoro.”

Voucher baby sitter: chi può richiederlo?

Come puoi leggere nell’articolo riportato poc’anzi, il voucher baby sitter può essere richiesto solo da donne lavoratrici autonome, entro l’undicesimo mese successivo al termine del periodo di congedo di maternità, e in alternativa al congedo parentale.

Nello specifico, le mamme lavoratrici autonome a cui è riconosciuto questo incentivo devono essere iscritte alla Gestione Separata dell’INPS, che, quindi, non versano contributi pensionistici ad altri enti.

Possono richiedere il voucher baby sitter anche le mamme lavoratrici che rientrano in queste categorie:

  • coltivatrici dirette, mezzadre e colone;
  • artigiane ed esercenti attività commerciali;
  • imprenditrici agricole a titolo principale;
  • pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne.

Voucher baby sitter: cosa prevede e quanto dura

Il voucher baby sitter per mamme lavoratrici autonome ha una durata massima di 6 mesi ed un importo di 600 euro mensili.

Il voucher può essere utilizzato per due finalità:

  • Pagamento della retta dell’asilo nido, pubblico o privato, a patto che sia indicato nell’elenco pubblicato sul sito dell’INPS, che trovi qui;
  • Pagamento dei servizi di baby sitting.

Le due finalità presentano, però, procedure di erogazione e di gestione differenti, più complesse nel secondo caso.

Vediamo insieme come si procede.

Voucher per l’asilo nido

Se la mamma lavoratrice autonoma decide di utilizzare il voucher per il pagamento della retta dell’asilo, è necessario, come anticipato, scegliere una struttura accreditata e riconosciuta dall’INPS.

Il contributo all’asilo nido viene erogato direttamente dall’ente previdenziale, senza il tramite della donna assegnataria.

Voucher per servizi di baby sitting

Se, invece, la mamma lavoratrice decide di usufruire di servizi di baby sitting e non di un asilo nido, la procedura risulta più complessa.

Infatti, il voucher non viene erogato in denaro, che poi la donna può utilizzare per pagare la baby sitter, ma tramite il sistema di buoni lavoro, che vengono corrisposti esclusivamente in modalità telematica.

L’obiettivo, come puoi immaginare, è evitare sprechi e nero.

Il sistema di buoni lavoro prevede che la donna assegnataria del voucher operi in qualità di committente, utilizzando la procedura online per i vari adempimenti.

Si tratta, in effetti, di una procedura un po’ più ostica, si consiglia, quindi, di farsi affiancare da un commercialista o da un patronato.

Voucher baby sitter: come richiederlo

Per effettuare la richiesta del voucher baby sitter per mamme lavoratrici autonome esistono tre modalità:

  • Online, attraverso il sito web dell’INPS;
  • Chiamando il numero 803 164 da rete fissa, oppure il numero 06 164 164 da rete mobile;
  • Recandosi presso un patronato.

Nella elaborazione della domanda la donna richiedente deve indicare a quale dei due benefici intende accedere – ovvero voucher per l’asilo nido o per i servizi di baby sitting – il numero di mesi per i quali usufruire del voucher ed il numero di mesi del congedo parentale al quale intende rinunciare.

Per quanto riguarda il voucher per l’asilo nido, è necessario compilare ed inviare all’INPS anche i seguenti documenti aggiuntivi:

  • delegazione liberatoria di pagamento;
  • dichiarazione della madre lavoratrice.

Infine, deve produrre una dichiarazione ISEE valida. Per tutti i dettagli e gli approfondimenti, ti invitiamo a consultare la pagina dedicata sul sito dell’INPS, qui.

Fondo ASIM

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.
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