allattamento al seno

Il latte materno rappresenta il miglior nutrimento in assoluto per il bambino. Vediamo insieme perché è così importante promuovere e praticare l’allattamento al seno. Intro. 

Allattare al seno è molto importante per la salute e il benessere del bambino, ma anche della neo mamma, come vedremo più avanti nel nostro articolo.

L’allattamento al seno è, dal punto di vista biologico e fisiologico, l’atto più naturale che possa essere compiuto da una mamma e da un neonato, ecco perché si consiglia e promuove la nutrizione con latte materno nei primi 6 mesi di vita del bambino.

Tutte le mamme producono latte, come si può leggere sui vari opuscoli informativi – ma può capitare che non sia sufficiente a nutrire il piccolo o, in casi particolari, sia del tutto assente, rendendo necessario l’utilizzo di latte artificiale, come aggiunta o sostituto.

La dicotomia latte materno/latte artificiale genera, da sempre, discussioni anche molto accese tra le mamme, discussioni dalle quali ci teniamo volutamente alla larga.

Siamo convinti, in effetti, che le scelte o le necessità delle neo mamme siano le uniche che contano e sempre meritevoli di rispetto.

Il nostro unico obiettivo, con questo contenuto, è fornire alcune informazioni utili sull’allattamento al seno, basandoci sulle linee guide e le indicazioni della comunità medica e del Ministero della Salute.

I 10 passi per il successo dell’allattamento al seno

Risale al 1989 la Dichiarazione congiunta OMS/UNICEF “L’allattamento al seno: protezione, incoraggiamento e sostegno. L’importanza del ruolo dei servizi per la maternità”, al cui interno sono contenuti i “10 passi per il successo dell’allattamento al seno”.

Secondo il documento, ogni punto nascita e di assistenza al neonato dovrebbe:

  1. definire un protocollo scritto per la promozione dell’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario;
  2. addestrare il personale sanitario affinché possa mettere in pratica tale protocollo;
  3. informare le donne già durante la gravidanza sui vantaggi e sulla conduzione dell’allattamento al seno;
  4. aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno entro mezz’ora dal parto;
  5. mostrare alle madri come allattare e come mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato;
  6. non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, salvo indicazioni mediche;
  7. praticare il rooming-in, permettere cioè alla madre e al bambino di restare insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale;
  8. incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta;
  9. non dare tettarelle artificiali o succhiotti durante il periodo dell’allattamento;
  10. favorire lo stabilirsi di gruppi di sostegno all’allattamento al seno ai quali le madri possano rivolgersi dopo la dimissione dall’ospedale o dalla clinica.

Latte materno: composizione e nutrimenti

Il latte materno contiene numerosi nutrienti essenziali, i quali comportano vantaggi sia al bambino che alla madre.

Oltre all’aspetto nutritivo, però, il latte materno contiene anche tantissimi fattori bioattivi, fondamentali per lo sviluppo del bambino, in particolare per la crescita tessutale e il sistema immunologico.

Com’è noto, infatti, il rischio di infezioni del lattante è elevato a causa di un sistema immunitario poco sviluppato. Tramite l’assunzione di latte materno, il bambino lo integra e potenzia, grazie agli anticorpi in esso contenuti.

Allattamento al seno: creare un legame con il bambino

Oltre all’innegabile apporto nutritivo, allattare al seno è importante anche per la mamma, che può in questo modo creare un legame indissolubile con il bambino destinato a durare per tutta la vita.

Ecco perché si consiglia di iniziare l’allattamento il prima possibile, anche per evitare eventuali difficoltà da parte del bambino ad attaccarsi al seno per la suzione.

Riuscire ad allattare il bambino in modo corretto, adeguato e sufficiente nelle dosi, è sempre motivo di gioia e soddisfazione per la madre; in un certo senso, è come se ricevesse una conferma concreta del ruolo fondamentale che ricopre per la vita e lo sviluppo del proprio figlio.

Difficoltà iniziali nell’allattamento al seno

Per quanto sia un gesto naturale, allattare al seno presenta alcune difficoltà che molte donne devono affrontare, soprattutto nei primi giorni.

Il personale sanitario può e deve affiancare la mamma nei giorni di ricovero post parto, consigliandola e assistendola nei primi tentativi con l’allattamento.

Quali sono le principali difficoltà che una donna può incontrare nell’allattare al seno?

  • difficoltà da parte del bambino ad attaccarsi al seno correttamente;
  • individuazione della giusta posizione da assumere per favorire la suzione;
  • sopportare il dolore e il fastidio, in particolare in caso di ragadi al seno e, in casi più complessi, mastite.

Si tratta di difficoltà assolutamente normali, che si affrontano e risolvono facendo attenzione e seguendo i consigli del personale medico e del pediatra.

Nell’immediato post parto la produzione del latte tende ad aumentare progressivamente, anche grazie alla suzione da parte del bambino. Se quest’ultimo dovesse avere difficoltà, è consigliabile spremere il latte manualmente o con una tiralatte, raccogliendolo per poi darlo al neonato.

In questo modo, si stimola l’aumento del flusso di latte materno, superando la fase del cosiddetto colostro.

Cos’è il colostro

Il colostro, altrimenti chiamato “primo latte”, consiste in un liquido giallognolo, composto da acqua, proteine, grassi e carboidrati, che la donna produce già durante la fase conclusiva della gravidanza e nei primi 3-5 giorni dopo il parto.  

Dal valore nutritivo ridotto, il colostro trasmette al neonato le difese immunitarie della madre, che lo proteggeranno nei primi mesi di vita, e favorisce lo sviluppo dell’intestino e dell’apparato digerente.

Con il passare dei giorni, e il conseguente aumento del flusso, il latte materno passa dall’essere colostro al latte di transizione, fino al latte maturo, a partire dai 20 giorni dopo il parto.

Vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino e la mamma

Il latte materno rappresenta il miglior nutrimento si possa offrire al proprio figlio, grazie a numerosi vantaggi per la sua salute ma anche per la mamma e la famiglia.

I bambini non allattati al seno hanno maggiori probabilità di:

  • soffrire di diarrea, vomito e infezioni delle vie urinarie, otiti, stitichezza;
  • rifiutare nuovi cibi e sapori;
  • avere problemi di sovrappeso e obesità.

Come anticipato, l’allattamento al seno genera vantaggi enormi anche per le mamme e per la famiglia:

  • protegge la mamma dal tumore al seno, alle ovaie e dall’osteoporosi in età avanzata;
  • facilita la perdita del peso accumulato in gravidanza;
  • rappresenta un indubbio risparmio economico, perché il latte artificiale non ha un costo basso.

Anche se è da preferire sempre il latte al seno, ci teniamo a ricordare che, laddove non si riuscisse ad allattare al seno il bambino, è possibile ripiegare su un latte artificiale senza compromettere la salute del piccolo.

Cosa mangiare durante l’allattamento

In un precedente articolo abbiamo fornito alcune indicazioni sull’alimentazione da seguire in gravidanza, evidenziando cosa evitare e cosa, invece, favorire.

In fase di allattamento, in realtà, non è necessario seguire una dieta speciale, si può tranquillamente riprendere un’alimentazione abituale, facendo però attenzione a consumare abbondante frutta e verdura e bere molti liquidi (soprattutto acqua).

Si consiglia, però, di evitare cibi potenzialmente allergizzanti, piccanti o molto speziati e gli alcolici.

Allattamento al seno: posizione da assumere

Tra le difficoltà iniziali elencate prima abbiamo indicato anche l’assunzione della corretta posizione durante l’allattamento.

In effetti, una corretta posizione del bambino favorisce l’attaccamento e la suzione, riducendo tutti quei rischi di colichette, ragadi e scarsa sazietà che creano non pochi disagi e preoccupazioni.

Ecco i consigli del Ministero della Salute in merito alla posizione da assumere quando si allatta al seno:

  • la testa del bambino e il resto del corpo devono essere allineati;
  • il bambino deve essere ben sostenuto, in particolare schiena, spalle e collo, lasciando la testa libera di muoversi per attaccarsi;
  • il naso del bambino deve trovarsi di fronte al capezzolo;
  • il bambino non deve attaccarsi solo al capezzolo, ma devi assicurarti che anche buona parte dell’areola entri nella bocca;
  • assicurati che abbia il naso libero durante la suzione, per respirare agevolmente.

Se il bambino non dovesse essere posizionato in modo corretto, potrebbe non attaccarsi bene. Te ne accorgerai, perché sentirai dolore, e vedrai il piccolo agitarsi e staccarsi continuamente dal seno.

Allattamento al seno: perché e quando raccogliere il latte

Raccogliere il latte può essere molto utile e le ragioni possono essere diverse. Magari il bambino ha difficoltà ad attaccarsi, non si sazia a sufficienza, la mamma deve allontanarsi dal piccolo per qualche ora, la produzione di latte è superiore alle esigenze del bambino e il seno si gonfia.

Qualunque sia la motivazione, raccoglierlo consentirà di nutrire il neonato con il latte materno anche con il biberon.

Per raccogliere il latte si può procedere manualmente – è un po’ complicato – oppure acquistare una tiralatte manuale o elettrico, facendosi consigliare dal pediatra.

Il latte raccolto deve essere conservato in contenitori ermetici in frigorifero e consumato entro massimo 5 giorni, oppure surgelato in freezer e utilizzato entro massimo 6 mesi.

Ovviamente, prima di dare il latte al bambino devi riscaldarlo a 37 °C.

Conclusioni

Speriamo di averti fornito informazioni utili e concrete per l’allattamento al seno.

Per approfondire, ti invitiamo a leggere La Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini, elaborata congiuntamente dall’OMS e dall’UNICEF.

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.