Controllo e prevenzione dell'influenza

Controllo e prevenzione dell’influenza: raccomandazioni del Ministero della Salute

Con l’arrivo della stagione invernale inizia a diffondersi il virus dell’influenza, colpendo una percentuale molto ampia della popolazione, dai bambini agli anziani.

Questo comporta costi sociali molto elevati, con ricadute sul Servizio Sanitario Nazionale da non sottovalutare, come precisato nella premessa del documento “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019” pubblicato dal Ministero della Salute:

“L’influenza rappresenta un serio problema di Sanità Pubblica e una rilevante fonte di costi diretti e indiretti per la gestione dei casi e delle complicanze della malattia e l’attuazione delle misure di controllo ed è tra le poche malattie infettive che di fatto ogni uomo sperimenta più volte nel corso della propria esistenza indipendentemente dallo stile di vita, dall’età e dal luogo in cui vive.”

Il documento riporta numerose informazioni e dati molto utili a comprendere la portata dell’influenza, che erroneamente saremmo portati a considerare come un disagio blando e di facile gestione.

Purtroppo, non è così.

Approfondiamo insieme.

Influenza: dati e informazioni utili

In tutto il mondo, le epidemie annuali provocano circa un miliardo di casi di influenza, da circa tre a cinque milioni di casi di malattia grave e da circa 250.000 a 500.000 decessi.

Secondo le stime del Centro Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) ogni anno, nella sola Europa, si verificano dai 4 ai 50 milioni di casi di influenza.

A destare qualche sorpresa è il dato relativo alla mortalità per influenza, una complicanza che si pensava ormai derubricata a retaggio del passato.

Invece, sono circa 15.000/70.000 i cittadini europei che muoiono ogni anno per complicanze legate all’influenza, con una incidenza importante  (il 90%) in soggetti di età superiore ai 65 anni, specialmente se già in condizioni critiche.

In Italia i sintomi dell’influenza colpiscono una percentuale compresa tra il 4 e il 12% della popolazione, parliamo, quindi, di milioni di persone che – lo ricordiamo per completezza d’informazione – possono essere colpite dal virus dell’influenza più volte nel corso dell’anno.

Come prevenire l’influenza: le raccomandazioni del Ministero

Trattandosi di un virus, l’influenza può essere trasmessa in modo molto semplice, sia per via aerea – ad esempio tramite la saliva espulsa dai soggetti influenzati durante un colpo di tosse o uno starnuto – sia tramite contatto.

Le nostre mani, in effetti, sono forse il vettore di trasmissione più frequente.

Oltre all’assunzione di farmaci, ovviamente dietro indicazioni del proprio medico curante, il Ministero suggerisce alcune misure di protezione e prevenzione.

Le elenchiamo di seguito:

  • lavare regolarmente le mani, con acqua e sapone e per almeno 40-60 secondi, e asciugarle correttamente. Si consiglia l’utilizzo di prodotti disinfettanti per le mani a base alcolica, in quanto riducono la quantità di virus influenzale dalle mani contaminate;
  • coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce;
  • laddove possibile, isolare in casa le persone affette da malattie respiratorie febbrili, specie in fase iniziale;
  • evitare il contatto stretto con persone ammalate. Quando non è possibile mantenere la distanza, ridurre il tempo di contatto stretto con persone malate;
  • evitare di toccarsi occhi, naso o bocca. I virus possono diffondersi quando una persona tocca qualsiasi superficie contaminata da virus e poi si tocca occhi, naso o bocca;
  • le mascherine chirurgiche indossate da persone con sintomatologia influenzale possono ridurre le infezioni tra i contatti stretti.

La forma di prevenzione più sicura, in ogni caso, consiste nella vaccinazione.

Vaccinazione anti influenzale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 riportano, tra gli obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale, il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio, che sono i principali destinatari di questa pratica di prevenzione.

Ogni anno si produce il vaccino, sulla base delle caratteristiche dei ceppi virali influenzali che hanno circolato nell’ultima stagione influenzale.

La decisione sui ceppi virali da includere nel vaccino viene presa dall’OMS, generalmente nel mese di febbraio, per consentire alle aziende di produrre la quantità di vaccino richiesta.

Il vaccino antinfluenzale è raccomandato per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino.

Solitamente, la somministrazione avviene dalla metà di ottobre fino a fine dicembre.

Come abbiamo accennato prima, esistono categorie di persone per le quali è fortemente raccomandata la somministrazione del vaccino antinfluenzale.

Rientrano in questa categoria gli over 65, chi soffre di malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, malattie cardiache, diabete e altre patologie metaboliche, tumori, malattie congenite.

Devono vaccinarsi anche le persone che svolgono una professione per la quale sono in contatto con soggetti a rischio, come il personale sanitario, i familiari, le forze di polizia, i vigili del fuoco, maestre presso scuole dell’infanzia e primaria, allevatori, macellatori, veterinari.

Per approfondire l’argomento, ti invitiamo a leggere con attenzione il documento redatto dall’Ufficio 5 Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale, che trovi qui.

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.