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validazione DPI in deroga Inail

A partire dal 13 maggio è attivo, sul sito INAIL, il servizio di validazione straordinaria e in deroga dei DPI. Vediamo insieme come funziona.Intro. 

Il mercato del lavoro ha subito notevoli cambiamenti in seguito all’esplosione dell’emergenza coronavirus, e anche solo riorganizzare la ripresa delle attività economiche bloccate nella cosiddetta Fase 1 non è affatto semplice

Oltre ai normali standard di sicurezza sul luogo di lavoro, già presenti e richiesti alle imprese, si sono aggiunte altre esigenze, in particolare dal punto di vista della sanificazione dei locali, del controllo dei dipendenti e dei DPI da fornire loro.  

Questi standard aggiuntivi coinvolgono, in modo particolare, le imprese multiservizi iscritte al Fondo ASIM, che erogano servizi di pulizia e sanificazione dei luoghi di lavoro, pubblici e privati

I nuovi DPI da fornire ai lavoratori

Con l’acronimo DPI si indicano i Dispositivi di Protezione Individuali, ovvero quegli strumenti messi a disposizione dei lavoratori per operare in piena sicurezza. 

Un esempio banale sono gli elmetti e gli occhiali protettivi sui cantieri edili. 

La lista dei DPI durante l’epidemia si è allargata, in particolare con l’introduzione dell’obbligo, da parte dei datori di lavoro, di fornire al personale i dispositivi di protezione per occhi, mucose, vie respiratorie, corpo e mani, tutti necessari per evitare il contagio nei luoghi di lavoro (e non solo)

Dpi Inail elenco

Purtroppo, com’è noto, in Italia abbiamo sperimentato una carenza di questi tipi di dispositivi – in particolare guanti e mascherine – cosa che ha spinto moltissime aziende a riconvertire la produzione e colmare questa assenza/carenza. 

Questi DPI, però, non possono essere prodotti e messi in commercio senza essere validati

Il Governo ha affidato all’INAIL la validazione dei DPI

Il Decreto Legge n.18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia), precisamente all’articolo 15, recita quanto segue:

“I produttori, gli importatori dei dispositivi di protezione individuale di cui al comma 1 e coloro che li immettono in commercio, i quali intendono  avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’INAIL una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa.”

L’INAIL, quindi, è stata incaricata di occuparsi della validazione dei DPI, con l’obbligo di pronunciarsi circa “la rispondenza dei dispositivi di protezione individuale alle norme vigenti”, entro 3 giorni dalla ricezione.

Per i dispositivi medici, invece, è responsabile l’Istituto Superiore di Sanità. 

Trattandosi di una situazione di emergenza, si procede in deroga alle normali procedure pre-crisi, ecco perché l’INAIL ha introdotto una procedura più rapida di Validazione Online dei DPI

Terminato il periodo di emergenza, sarà ripreso il percorso ordinario e i DPI, validati in attuazione della disposizione richiamata, per continuare a essere prodotti, importati o commercializzati, dovranno ottenere la marcatura CE seguendo la procedura standard.

L’INAIL lancia il servizio “Art. 15 Validazione DPI”

A partire dal 13 maggio 2020 è attivo, sul sito INAIL, il nuovo servizio online “Art. 15 Validazione DPI” per le richieste di validazione straordinaria e in deroga dei dpi.

Produttori e importatori devono, quindi, registrarsi o accedere se già registrati, al portale INAIL e utilizzare il servizio online per presentare la domanda per la validazione straordinaria dei DPI

La trasmissione, quindi, può avvenire solo ed esclusivamente tramite questa procedura; infatti, come si legge in una nota sul sito INAIL, è stata disattivata anche la pec dedicata dpiart15@postacert.inail.it creata proprio per la ricezione di queste pratiche. 

Precisiamo che il nuovo servizio, e la relativa procedura di validazione straordinaria dei DPI, si riferisce solo ed esclusivamente ai dispositivi funzionali a mitigare i rischi connessi all’emergenza sanitaria in corso, mentre per tutti gli altri si seguono gli iter tradizionali. 

La procedura per la Validazione in deroga dei DPI

Trattandosi di una procedura straordinaria, in deroga a quelle tradizionali, produttori e importatori devono limitarsi a compilare un modulo, alquanto scarno, scaricabile dal sito INAIL qui

In questo modulo devono dichiarare quanto segue: 

  1. di assumersi le responsabilità connesse alla produzione/importazione/messa in commercio di dispositivi di protezione individuale e della rispondenza dei prodotti ai requisiti essenziali di salute e sicurezza applicabili richiesti dalla norma europea (Regolamento 2016/425) e dal d.lgs 81/08 e s.m.i.; 
  2. che le prove tecniche e sperimentali comprovanti tali requisiti sono state condotte secondo le indicazioni delle norme tecniche vigenti; 
  3. che le procedure utilizzate per realizzare i dispositivi sono adeguate al dispositivo in esame, secondo le norme tecniche a esso relative; 
  4. che in fase di progettazione e produzione tutte le caratteristiche pertinenti, comprese quelle riguardanti la sicurezza, le prestazioni del dispositivo e gli effetti sul portatore sono state considerate; 
  5. che le caratteristiche tecniche dei dispositivi tengono conto dello stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecniche; 
  6. che la produzione dei dispositivi è stata condotta secondo i requisiti previsti da norme tecniche e disposizioni vigenti e che i dispositivi prodotti e/o importati sono conformi a proteggere la salute e la sicurezza del lavoratore.

L’INAIL ha precisato che non effettua verifica in laboratorio su questi DPI, ecco perché unita all’autodichiarazione viene richiesto anche l’invio di un allegato, contenente: 

  • Una relazione descrittiva completa del DPI e dell’uso cui è destinato, corredata da fotografie, disegni e schemi di progettazione e fabbricazione del DPI, che comprenda: 
    • una valutazione dei rischi da cui il DPI è destinato a proteggere;
    • un elenco dei requisiti essenziali di salute e di sicurezza applicabili al DPI; 
    • i riferimenti delle norme che sono state applicate per la progettazione e la fabbricazione del DPI specificando le parti che sono state applicate.
  • Relazioni e relativi rapporti di prova sulle prove effettuate per verificare la conformità del DPI ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza applicabili e, se del caso, per stabilire la relativa classe di protezione.
  • Una copia delle istruzioni e delle informazioni per il datore di lavoro. Per i prodotti importati, tali istruzioni devono essere in lingua italiana e/o inglese.

Quali e quanti sono i DPI validati in deroga dall’INAIL?

Per conoscere i DPI validati secondo questa procedura straordinaria è sufficiente consultare i documenti disponibili sul sito INAIL (qui e qui). 

In questo modo, le aziende, in particolare quelle di nostro interesse (imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi) potranno individuare possibili fornitori e/o assicurarsi del rispetto delle norme europee dei prodotti da acquistare

I dati disponibili pubblicati dall’INAIL risalgono, purtroppo, solo al 4 maggio, quindi prima del lancio del servizio online, ma in ogni caso non sono confortevoli. 

In effetti, il 95% delle pratiche esaminate ha avuto esito negativo

Il 75% delle volte perché non conformi alle normative, il 15% perché non rientrano nella fattispecie dei DPI, e il 12% perché si tratta di mascherine chirurgiche, quindi di competenza dell’ISS.

esito validazione DPI Inail

Si spera che si possa tornare il prima possibile a un regime ordinario e superare questo fase così delicata.

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