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Indagine sierologica sul Coronavirus-cover

Come funziona l’indagine sierologica avviata dal Ministero della Salute per tracciare una stima dei contagiati dal virus SARS-COV-2 nel nostro Paese? Scopriamolo insieme.Intro. 

Lo scorso 25 maggio il Ministero della Salute, in collaborazione con Istat e Croce Rossa Italiana, ha avviato un’indagine sierologica relativa all’infezione da SARS-CoV-2. 

L’obiettivo è capire quante persone nel nostro Paese hanno contratto la malattia e sviluppato gli anticorpi.

Come abbiamo spiegato in un precedente articolo dedicato ai dati ISTAT sulla mortalità del primo trimestre 2020, il problema principale dell’analisi della diffusione dell’epidemia nel nostro Paese è rappresentato dalla scarsità di dati sui contagiati. 

Quanti sono davvero i contagiati da coronavirus in Italia? 

Rispondere a questa domanda è di fondamentale importanza, sia per capire quali sono stati i reali effetti del virus sulla salute dei cittadini, sia per acquisire dati e informazioni utili per prepararsi a un eventuale ritorno dell’epidemia. 

Purtroppo, ad oggi sono stati considerati contagiati solo i soggetti sottoposti al famoso tampone, ovvero i pazienti ospedalizzati, quelli in regime di isolamento domiciliare e quelli considerati a rischio, ad esempio il personale sanitario, escludendo i casi asintomatici e paucisintomatici.

Questi ultimi, in effetti, si stima possano essere davvero tantissimi. Basandosi sui dati raccolti in Cina, ad esempio, pare che i soggetti asintomatici rappresentino circa l’85% dei contagiati totali

Per capire davvero quante persone hanno contratto il virus durante la diffusione dell’epidemia è necessario un test sierologico. 

L’indagine interessa 150 mila persone

Per fortuna, non è necessario sottoporre al test tutta la popolazione italiana, è sufficiente una piccola percentuale di essa, il cosiddetto “campione statistico”, in possesso di determinate caratteristiche. 

La campagna del Ministero prevede, infatti, un test su un campione di 150 mila persone residenti in 2mila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età.

Questi individui appartengono a classi statisticamente rilevanti, che consentono di fare una stima alquanto attendibile sull’intera popolazione del nostro Paese. 

Il campione è predeterminato, questo vuol dire che non è possibile offrirsi volontari. 

Come funziona l’indagine sierologica

Come spiegato prima, l’indagine sierologica interessa solo un campione predeterminato della popolazione. 

I cittadini selezionati verranno contattati telefonicamente dagli operatori della Croce Rossa Italiana (dal numero 06.5510 e solo da questo numero), sarà somministrato loro un breve questionario (puoi consultarlo qui) e sarà concordato un appuntamento per i test sierologici, ovvero per il prelievo di sangue

Se ti stai chiedendo perché si parla di prelievo di sangue e non di tampone, la risposta è molto semplice

Il tampone serve per individuare l’infezione in atto, mentre il prelievo di sangue consente di verificare se il soggetto ha contratto il virus, magari senza sviluppare i sintomi, e se ha sviluppato una risposta immunitaria allo stesso. 

I prelievi vengono effettuati presso punti di prelievo individuati da Regioni e Province Autonome o presso punti di prelievo della CRI.

I dati verranno raccolti con il solo scopo di verificare due cose: 

  • quante persone hanno contratto il virus;
  • quante persone hanno sviluppato gli anticorpi. 

Sì, perché non è detto che l’aver contratto il virus renda il soggetto immune al virus. 

Obbligo di partecipazione e rispetto della privacy

Una delle polemiche alimentate in seguito all’annuncio da parte del Ministero di condurre l’indagine sierologica ha riguardato il presunto obbligo a sottoporsi al prelievo di sangue e l’impiego dei dati raccolti

Come si può leggere in modo chiaro e netto sia nelle FAQ sia nel documento dedicato proprio al trattamento dei dati personali, i soggetti appartenenti al campione statistico predeterminato non sono obbligati a sottoporsi al test. 

Quando ricevono la telefonata da parte degli operatori della Croce Rossa possono, senza nessuna difficoltà, rifiutare di partecipare all’indagine sierologica, oppure di interrompere la partecipazione in qualunque momento anche se hanno manifestato la propria disponibilità iniziale. 

Il trattamento dei campioni e dei relativi dati è effettuato per esclusive finalità di ricerca scientifica sul SARS-CoV-2 individuate dal protocollo.

Conclusioni

Purtroppo, nel momento in cui scriviamo questo contenuto l’indagine sierologica ha registrato numeri poco soddisfacenti, con soli 30 mila soggetti che hanno aderito all’iniziativa. 

La disinformazione dietro questa iniziativa, così come il timore di risultare positivi e doversi sottoporre all’isolamento domiciliare per 14 giorni hanno, con ogni probabilità, contribuito al fallimento dell’indagine, almeno fino a questo momento. 

Resta, in ogni caso, la necessità di acquisire dati per comprendere meglio la natura di questa epidemia e prepararsi a contrastarla in futuro. 

A tal proposito, il Fondo ASIM ha deciso di fare la sua parte, sostenendo ancora una volta i lavoratori iscritti, introducendo la prestazione “Test sierologico quantitativo IGG – IGM”

Grazie a essa tutti i lavoratori potranno usufruire, in modo completamente gratuito, dello screening sierologico al fine di verificare l’eventuale avvenuto contatto con il virus. Nel caso di esito positivo del test, l’iscritto potrà inoltre richiedere il tampone naso faringeo per la ricerca di RNA virale.

In questo caso si può accedere alla prestazione “Diaria per COVID-19”.

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