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Ernia femorale: cause, sintomi, trattamenti

Ernia femorale_cause, sintomi, trattamenti

Cosa s’intende per ernia femorale, come si forma, e cosa si può fare per curarla? Scopriamolo insieme. Intro. 

In genere associamo la parola ernia all’ernia del disco, molto frequente soprattutto nell’ambito delle malattie professionali, ma in realtà ne esiste una varietà enorme, anche perché questo termine non fa altro che indicare la fuoriuscita di una parte interna del corpo dalla sua posizione originale, attraverso una debolezza nel muscolo o nella parete del tessuto circostante.

Nell’ambito delle ernie addominali, l’ernia femorale è la più frequente dopo quella inguinale, seppur rara. A differenza di quest’ultima, però, rientra nella categoria delle cosiddette ernie acquisite da debolezza, e non ha una natura congenita

In condizioni normali, infatti, i nostri muscoli sono sufficientemente forti e tesi da mantenere l’intestino e gli organi in posizione, ma in presenza di punti deboli può svilupparsi un’ernia femorale

Vediamo insieme in cosa consiste una ernia femorale, quali sono le cause, i sintomi e i possibili trattamenti

Cos’è un’ernia femorale

Una ernia femorale, altrimenti detta crurale, è un tipo di ernia poco diffusa, con una frequenza molto più elevata nelle donne che negli uomini (70% vs 30%), che consiste nella fuoriuscita di una parte delle viscere dell’addome attraverso punti di debolezza muscolare.

Come abbiamo accennato prima, infatti, l’ernia femorale è un’ernia acquisita da debolezza

Di conseguenza, un’ernia femorale di solito si verifica quando il tessuto adiposo, o una parte dell’intestino, penetra nell’inguine nella parte superiore della parte interna della coscia, proprio a causa della presenza di un punto più debole, che consente la fuoriuscita.

Le ernie femorali si formano nell’inguine, la piccola area situata appena sopra la linea che separa l’addome e le gambe, per questo vengono spesso confuse con le ernie inguinali. Più precisamente, fuoriescono dall’anello crurale (da qui il nome ernia crurale), una zona compresa tra il pube e il femore.

Le ernie femorali appaiono come un nodulo doloroso nella parte superiore interna della coscia o dell’inguine

Quali sono le cause principali

Abbiamo già spiegato che l’ernia femorale è causata da una debolezza muscolare che, a differenza delle ernie inguinali, non ha una natura congenita. 

Infatti, questo tipo di ernie possono comparire all’improvviso a causa di uno sforzo all’altezza della pancia, come ad esempio:

  • sforzarsi sul water se si soffre di stitichezza;
  • trasportare e spingere carichi pesanti.

Altre cause riconosciute sono anche l’obesità, la presenza di una tosse persistente e pesante, l’invecchiamento, alcuni sport, la gravidanza.

Come già accennato, le ernie femorali sono molto più comuni nelle donne, in particolare nelle donne anziane. Ciò è dovuto alla forma più ampia del bacino femminile. Sono rare nei bambini, a differenza di altre forme di natura congenita.

Come si manifesta un’ernia femorale

La manifestazione più evidente dal punto di vista visivo è la formazione di un rigonfiamento in quella zona del corpo, ma le ernie di piccole e medie dimensioni di solito non causano alcun sintomo. In molti casi, potrebbe addirittura non essere visibile il rigonfiamento di una piccola ernia femorale.

Questa assenza di sintomi evidenti la rende particolarmente pericolosa, perché nel momento in cui il dolore diventa insopportabile vuol dire che si è già giunti a una evoluzione grave, che rende necessario un intervento d’urgenza.

Le grandi ernie possono essere più evidenti e possono causare qualche disagio, tra cui:

  • dolore e fastidio all’inguine;
  • bruciore e sensazione di peso o corpo estraneo;
  • dolore esteso ai testicoli, allo scroto e alla gamba;
  • difficoltà a stare in piedi;
  • tumefazione;
  • difficoltà della digestione;
  • dolore gastrico.

L’intensità del rigonfiamento e del dolore variano in base alla situazione nella quale si trova il soggetto. Durante uno sforzo fisico, quando si pratica uno sport, si resta in posizione eretta per molto tempo, si soffre di tosse forte o ci si sforza per evacuare, l’ernia può crescere e fare più male. 

Possibili complicazioni

Abbiamo detto che, spesso, le ernie femorali risultano quasi asintomatiche, fino a quando non peggiorano al punto da diventare una vera e propria emergenza medica

Non è un caso, infatti, che, a differenza di altri tipi di ernia, il trattamento delle ernie femorali sia quasi sempre consigliato immediatamente perché c’è un rischio maggiore di complicazioni.

Ci riferiamo, in particolare, a: 

  • ostruzione (ernia incarcerata): una sezione dell’intestino si blocca nel canale femorale, causando nausea, vomito e mal di stomaco, nonché un nodulo doloroso all’inguine;
  • strangolamento (ernia strozzata): una sezione dell’intestino rimane intrappolata e il suo apporto di sangue viene interrotto; ciò richiede un intervento chirurgico d’urgenza entro poche ore per rilasciare il tessuto intrappolato e ripristinarne l’afflusso di sangue, altrimenti diventa fatale. 

Come si tratta un’ernia femorale

In presenza di una delle due complicazioni summenzionate, l’unica strada percorribile, con urgenza, è l’intervento chirurgico, che può essere eseguito in due modalità: 

  • chirurgia a cielo aperto: viene praticato un taglio per consentire al chirurgo di spingere il nodulo nella pancia e, se lo ritiene opportuno, inserire un materiale per rinforzare quel punto di debolezza da cui è fuoriuscita l’ernia;
  • chirurgia laparoscopica: una tecnica meno invasiva, ma più difficile, in cui vengono eseguiti diversi tagli più piccoli (3 o 4, di solito), consentendo al chirurgo di utilizzare vari strumenti per riparare l’ernia.

Quando il medico individua in tempo utile possibili complicazioni gravi, come appunto l’ostruzione e lo strangolamento, può decidere di intervenire chirurgicamente per ridurre il rischio

In presenza, invece, di ernie di piccole dimensioni, si parla di ernia riducibile. In questi casi, è possibile eseguire una manovra con la quale si spinge nuovamente all’interno l’ernia, nella cavità addominale. 

Sarà il medico a valutare il miglior trattamento possibile, in base alle condizioni del paziente. 

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