ob
I dati del terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19

Il terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 conferma il trend già indicato nel primo, con l’aggiunta di un focus sugli eventi trombotici che hanno interessato l’ex AstraZeneca (ora Vaxzevria). Intro. 

Lo scorso 15 aprile 2021 l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il Terzo Rapporto AIFA sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19

Nei precedenti due, che abbiamo sintetizzato qui e qui, i dati relativi all’impiego del vaccino ex AstraZeneca, ora Vaxzevria, erano ancora molto scarni e non si erano manifestati gli eventi trombotici che hanno portato a una temporanea sospensione dell’impiego del vaccino per ulteriori accertamenti. 

Nel terzo rapporto, invece, è presente un capitolo dedicato proprio a questo aspetto, che andremo a illustrare più avanti nel corso dell’articolo. 

Vediamo, quindi, come procede la campagna vaccinale nel nostro Paese e quali sono i numeri delle dosi somministrate, degli eventi avversi registrati e del tasso di segnalazione

Vaccini utilizzati e periodo di riferimento

Iniziamo col dire che il terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 si riferisce al periodo compreso tra il 27/12/2020 e il 26/03/2021, ovvero dall’inizio della campagna vaccinale fino alla fine del mese di marzo. 

In questo periodo sono stati autorizzati e impiegati nel nostro Paese 3 vaccini

  • il vaccino a mRNA Pfizer/BioNTech denominato Comirnaty;
  • il vaccino a mRNA Moderna denominato COVID-19 Vaccino Moderna;
  • il vaccino a vettore virale ricombinante di AstraZeneca, ora denominato Vaxzevria

A questi tre si è aggiunto un quarto vaccino, il vaccino a vettore adenovirale denominato COVID-19 Vaccino Janssen, altrimenti noto come Vaccino Johnson & Johnson, autorizzato dal 12/03/2021 ma, al 26 marzo 2021, ancora non utilizzato sul nostro territorio

La tabella riepilogativa ci restituisce una utile panoramica su quanto registrato nel periodo di riferimento del rapporto

terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 - highlight

Quante segnalazioni si sono registrate

Nel periodo di riferimento, quindi nei tre mesi dall’inizio della campagna vaccinale e fino al 26 marzo 2021, sono state somministrate 9.068.349 dosi per tutti i vaccini, con un totale di 46.237 segnalazioni, pari a un tasso di segnalazione di 510 ogni 100.000 dosi

  • L’81% delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (Pfizer/BioNTech), che resta quello più utilizzato finora nel nostro Paese (77% delle dosi somministrate);
  • si è registrato un aumento delle segnalazioni per il vaccino Vaxzevria, ex AstraZeneca, (pari al 17% del totale), frutto soprattutto dell’incremento dell’uso di questo vaccino (18% delle dosi somministrate);
  • le segnalazioni relative al vaccino Moderna rappresentano il 2% del totale e sono proporzionali al numero limitato di dosi somministrate (5%).
terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 - segnalazioni totali

Rapporto tra dosi somministrate e segnalazioni

Un dato molto interessante che emerge dal rapporto è la relazione tra l’andamento delle dosi somministrate, che è aumentato in modo considerevole a partire soprattutto dalla seconda metà del mese di febbraio, e quello delle segnalazioni registrate.

terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 - segnalazioni distribuzione

Infatti, come si può notare dal grafico qui sopra, fino a metà febbraio si evidenzia una corrispondenza tra l’andamento delle vaccinazioni e quello delle segnalazioni.

Successivamente si assiste a un aumento del numero di somministrazioni che non corrisponde a un concomitante incremento delle segnalazioni

Come mai? 

Secondo l’AIFA, questo andamento differente potrebbe essere attribuibile in parte a un inserimento delle segnalazioni anche a distanza di tempo dall’insorgenza dell’evento avverso e/o dalla somministrazione del vaccino (per esempio, reazioni alla 1a dose comunicate e segnalate in occasione del richiamo), in parte alle maggiori conoscenze sulla sicurezza dei vaccini.

Inoltre, bisogna aggiungere che nella prima parte della campagna vaccinale ci si è concentrati sul personale sanitario, quindi su persone mediamente più giovani, in fasce di età nelle quali si nota una distribuzione maggiore delle segnalazioni rispetto, ad esempio, agli over 80, che si è iniziato a vaccinare in un secondo momento. 

“Come già osservato negli studi clinici pre-autorizzativi, la popolazione più anziana presenta una minore predisposizione all’insorgenza di eventi avversi”.

terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 - distribuzione fascia eta

Tempo di insorgenza degli eventi avversi

In continuità con quanto analizzato nei due precedenti rapporti, si conferma la tendenza a sviluppare i sintomi in tempi rapidi

In circa l’87% dei casi, infatti, si manifestano entro 24 ore dalla data di somministrazione del vaccino

terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 - tempo insorgenza sintomi

Solo più raramente l’evento si è verificato oltre le 48 ore successive. 

Gravità ed esito delle segnalazioni

Le segnalazioni relative al periodo analizzato in questo terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini sono in larghissima maggioranza riferite a eventi non gravi, per un totale del 92,7%, con un tasso di segnalazione pari a 473/100.000 dosi somministrate.

Nel dettaglio, i tassi di segnalazione di eventi non gravi divisi per tipologia di vaccino somministrato sono i seguenti

  • 500/100.000 (Comirnaty); 
  • 426/100.000 (Vaxzevria);
  • 204/100.000 (Moderna).

Per quanto riguarda, invece, le segnalazioni di eventi gravi il dato è pari al 7,1% del totale, con un tasso di 36/100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose somministrata e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. 

I tassi di segnalazione degli eventi gravi dei singoli vaccini sono:

  • 50/100.000 (Vaxzevria)
  • 33/100.000 (Comirnaty); 
  • 22/100.000 (Moderna).
terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 - gravita

Come si può notare dal grafico, sul totale di 7,1% di eventi gravi registrati solo lo 0,21% è relativo ai decessi

  • La maggior parte delle segnalazioni inserite si riferisce a eventi avversi non gravi con esito “risoluzione completa” (guarigione) o “miglioramento” già al momento della segnalazione; 
  • l’esiguo numero di casi con esito “risoluzione con postumi” si riferisce a soggetti sottoposti a indagini di approfondimento di cui ancora non è noto l’esito. 
terzo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 - esito

Quali sono gli eventi avversi più diffusi?

Come nei precedenti due rapporti, a occupare la sezione più consistente tra le tipologie di eventi avversi segnalati troviamo quelli inseriti nella categoria “Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione”

Si tratta, essenzialmente, di sintomi lievi, come febbre, dolore in sede di iniezione, astenia/stanchezza e brividi.

I tre vaccini impiegati nel nostro Paese nel periodo di riferimento registrano dati molto simili, quasi sovrapponibili, da questo punto di vista. 

eventi aversi vaccino Pfizer
eventi aversi vaccino Moderna
eventi aversi vaccino AstraZeneca

Casi con esito fatale dopo vaccinazione

Al 26 marzo risultano 100 i casi con esito fatale dopo la vaccinazione, così distribuiti per vaccino.

Casi con esito fatale dopo vaccinazione

Il tasso di segnalazione di casi con esito fatale è di 1,1/100.000 in totale, più alto nel vaccino meno utilizzato, ovvero Moderna, con un tasso di 2,8/100.000. 

  • Il 53,9% dei casi riguarda soggetti di sesso femminile;
  • il 42,2% soggetti di sesso maschile;
  • l’informazione sul sesso non è presente nel 3,9% dei casi;
  • l’età media è di 81,4 anni (in un range compreso tra 32 e 104 anni);
  • l’80% dei casi si è verificato in persone di età superiore ai 75 anni;
  • Il tempo intercorrente tra la somministrazione del vaccino e il decesso varia da due ore fino a un massimo di 28 giorni, con una media di 4 giorni (mediana un giorno). 

L’analisi del nesso di causalità è complessa e richiede spesso un po’ di tempo per verificare tutti i dati, ma al momento 

le valutazioni dei casi corredati di informazioni dettagliate e complete suggeriscono l’assenza di responsabilità del vaccino nella maggior parte dei decessi registrati”.

In effetti, si tratta quasi sempre di pazienti affetti da patologie pregresse che avrebbero potuto avere un esito fatale a prescindere dalla vaccinazione

Al momento l’OMS ha analizzato 64 casi su 100, e ha individuato solo 1 caso con un nesso di causalità correlabile con la vaccinazione

Si tratta di un uomo di 79 anni, in condizioni di salute alquanto precarie, con ipertensione, triplo bypass, un pacemaker e una insufficienza cardiaca abbastanza grave. 

Da quello che si è potuto evincere analizzando i dati disponibili, l’uomo ha avuto reazione avversa al medicinale, che ne ha causato il decesso a distanza di tre giorni dalla prima dose di vaccino a mRNA. La febbre alta segnalata risulta correlabile alla vaccinazione e ha innescato altri eventi che hanno provocato l’esito infausto, in un paziente già estremamente compromesso.

Eventi tromboembolici e vaccino Vaxzevria (ex AstraZeneca)

Come accennato nella parte introduttiva dell’articolo, il terzo rapporto AIFA contiene un capitolo dedicato alla delicata questione degli eventi tromboembolici connessi al vaccino Vaxzevria, ex AstraZeneca

Com’è noto, in seguito alla segnalazione al Comitato per la Valutazione del Rischio in Farmacovigilanza (PRAC) dell’EMA di due casi gravi (uno a esito fatale) di eventi tromboembolici dopo somministrazione di Vaxzevria registrati in Austria, si è disposto la sospensione dell’utilizzo di un lotto, il ABV5300, non distribuito in Italia. 

Da quel momento, ecco cosa è successo, in sintesi: 

  • è stata avviata, nei vari Paesi UE, una raccolta dei dati sulle reazioni avverse segnalate sia per lo specifico lotto del vaccino, sia per tutti gli eventi di tipo tromboembolico;
  • AIFA, su richiesta della Procura di Siracusa, ha disposto un divieto di utilizzo del lotto ABV2856 per procedere a controlli mirati, affidati all’Istituto Superiore di Sanità, che è il laboratorio ufficiale per il controllo dei medicinali (OMCL) per l’Italia;
  • la maggior parte delle nazioni europee, Italia compresa, ha nel frattempo precauzionalmente sospeso la vaccinazione con il vaccino Vaxzevria;
  • il PRAC – Il Comitato per la Valutazione del Rischio in Farmacovigilanza (Pharmacovigilance Risk Assessment Committee – PRAC) – ha iniziato la valutazione scientifica dei casi segnalati, confermando un possibile segnale di sicurezza relativo a eventi tromboembolici;
  • sono state analizzati 269 casi (258 dei quali classificati come gravi), di cui 224 dal Regno Unito, 30 dai paesi dell’UE/EEA (1 dall’Italia) e 15 da paesi non europei.

Dopo aver analizzato i casi segnalati, il PRAC ha osservato che il tasso di eventi tromboembolici riconducibili alla vaccinazione erano comunque inferiori a quelli che ci si sarebbe atteso di registrare senza la campagna vaccinale

In poche parole, se non ci fosse stato il vaccino, si sarebbero registrati statisticamente più casi tromboembolici

L’AIFA spiega in modo molto chiaro il tipo di analisi eseguita, denominata osservato/atteso

Cosa vuol dire? 

Per stabilire se un farmaco causa un determinato evento avverso, si analizzano i casi registrati e si calcola se il numero è maggiore, uguale o inferiore a quelli segnalati in assenza del farmaco stesso. 

Se i casi aumentano in seguito alla somministrazione del farmaco, allora è plausibile la correlazione

Se, invece, come accaduto con i casi tromboembolici nello specifico, questo aumento non è statisticamente rilevante o è inferiore all’incidenza in condizioni normali, allora la correlazione è improbabile e verosimilmente incidentale.

Si tratta, però, di una analisi di tipo statistico, a cui fa seguito poi uno studio clinico più approfondito, che richiede molto tempo. 

Inoltre, l’EMA ha confermato che il vaccino comporta più benefici che rischi, disponendo lo sblocco delle somministrazioni, ma andando ad aggiornare il foglietto illustrativo, inserendo l’eventualità di episodi tromboembolici comunque molto rari, e fornendo linee guida specifiche agli operatori sanitari

I singoli Paesi hanno, poi, disposto una serie di indicazioni per l’impiego del vaccino. In Italia, ad esempio, l’AIFA ha indicato un uso preferenziale nei soggetti over 60

Nel rapporto sono presenti molti altri dati, che consigliamo di leggere e consultare per una panoramica più ampia e dettagliata

Avatar