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Cosa prevede il PNRR sulla sanità in Italia

Cosa prevede il PNRR sulla sanità in Italia

Il PNRR prevede risorse pari a 15,63 miliardi di euro da destinare al Servizio Sanitario Nazionale. Vediamo insieme come s’intende utilizzarle. Intro. 

La pandemia ha sottolineato l’importantissimo ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, che ha retto molto bene all’onda d’urto di un evento di proporzioni enormi, ma ne ha anche evidenziato i limiti e le vulnerabilità

Per questo motivo, il PNRR elaborato dal Governo ha predisposto l’investimento di 15,63 miliardi di euro nel settore sanità, indicati nella Missione 6, dove si legge quanto segue: 

“la pandemia ha reso ancora più evidenti alcuni aspetti critici di natura  strutturale, che in prospettiva potrebbero essere aggravati dall’accresciuta domanda di cure derivante dalle tendenze demografiche, epidemiologiche e sociali in atto.”

Vediamo insieme cosa prevede il PNRR sulla sanità in Italia e come si intende sfruttare le risorse messe a disposizione. 

Le criticità del SSN

Come accennato nell’introduzione, la pandemia ha messo in evidenza i limiti e le criticità del SSN, sottolineate anche all’interno del documento del PNRR.

In particolare, si segnalano le seguenti difficoltà sulle quali intervenire:

  • sono presenti significative disparità territoriali nell’erogazione dei  servizi, in particolare in termini di prevenzione e assistenza sul territorio;
  • un’inadeguata integrazione tra servizi ospedalieri, servizi territoriali e servizi sociali;
  • tempi di attesa elevati per l’erogazione di alcune prestazioni;
  • una scarsa capacità di conseguire sinergie nella definizione delle strategie di risposta ai rischi ambientali, climatici e sanitari.

A tutto questo si aggiunge l’importanza, emersa in modo ancora più netto in questi lunghi e complessi mesi di pandemia, di un adeguato sfruttamento delle tecnologie più avanzate, elevate competenze digitali, professionali e manageriali, nuovi processi per l’erogazione delle prestazioni e delle cure e un più efficace collegamento fra la ricerca, l’analisi dei dati, le cure e la loro programmazione a livello di sistema. 

Le due componenti della Missione Salute del PNRR

Tenuto conto delle criticità appena elencate, il Governo ha strutturato la Missione 6 del PNRR dedicata, come visto, alla Salute, su due aspetti considerati prioritari: 

  • reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale;
  • innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale.

Vediamo più nel dettaglio cosa prevede il PNRR in relazione a queste due componenti da valorizzare e potenziare. 

Reti di prossimità

La missione M6C1 è dedicata interamente alle Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale

Gli obiettivi indicati nel PNRR sono i seguenti: 

  • potenziare il SSN, allineando i servizi ai bisogni delle comunità e dei pazienti, anche alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza pandemica;
  • rafforzare le strutture e i servizi sanitari di prossimità e i servizi domiciliari;
  • sviluppare la telemedicina e superare la frammentazione e la mancanza di omogeneità dei servizi sanitari offerti sul territorio;
  • sviluppare soluzioni di telemedicina avanzate a sostegno dell’assistenza domiciliare.

All’interno di questa missione si fa riferimento ad alcuni investimenti che si intende realizzare, che elenchiamo di seguito: 

  • Case della Comunità e presa in carico della persona: si tratta di una struttura fisica in cui opererà un team multidisciplinare di  medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute,  e potrà ospitare anche assistenti sociali;
  • casa come primo luogo di cura e telemedicina, l’investimento più corposo nell’ambito della Salute nel PNRR;
  • rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità): questi ultimi sono strutture sanitarie della rete territoriale a ricovero breve, destinate a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata;

Per realizzare questi obiettivi sono stati previsti 7 miliardi di euro, così ripartiti.

sanità pnrr

Innovazione

La missione M6C2 è dedicata a innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, e persegue i seguenti obiettivi generali: 

  • sviluppare una sanità pubblica che valorizzi gli investimenti nel sistema salute in termini di risorse umane, digitali, strutturali, strumentali e tecnologici;
  • rafforzare la ricerca scientifica in ambito biomedico e sanitario
  • potenziare e innovare la struttura tecnologica e digitale del SSN a livello Centrale e Regionale, al fine di garantire un’evoluzione significativa delle modalità di assistenza sanitaria, migliorando la qualità e la tempestività delle cure, valorizzando il ruolo del paziente come parte attiva del processo clinico-assistenziale e garantendo una maggiore capacità di governance e programmazione sanitaria guidata dall’analisi dei dati, nel pieno rispetto della sicurezza e della tutela dei dati e delle informazioni.

Gli investimenti previsti da questa sezione si dividono in due blocchi: 

  1. Aggiornamento tecnologico e digitale: 
    1. Riorganizzare la rete degli IRCCS, gli Istituti di Ricovero e  Cura a Carattere Scientifico.
    2. Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero.
    3. Verso un ospedale sicuro e sostenibile, ovvero un  miglioramento strutturale nel campo della sicurezza degli edifici ospedalieri, adeguandoli alle vigenti norme in materia di costruzioni in area sismica.
    4. Rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli  strumenti per la raccolta, l’elaborazione, l’analisi dei dati e la simulazione, attraverso il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e il rafforzamento del Nuovo  Sistema Informativo Sanitario (NSIS), ovvero dell’infrastruttura e degli strumenti di analisi del Ministero della salute per il monitoraggio dei LEA e la programmazione  di servizi di assistenza sanitaria alla popolazione che siano  in linea con i bisogni, l’evoluzione della struttura demografica della popolazione, i trend e il quadro epidemiologico.
  2. Formazione, ricerca scientifica e trasferimento tecnologico:
    1. Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN.
    2. Sviluppo delle competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario.

Per la realizzazione di questi obiettivi è prevista l’erogazione di 8,63 miliardi di euro, così ripartiti. 

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Il ruolo dei Fondi di assistenza sanitaria

Come abbiamo visto, il PNRR prevede uno stanziamento totale di 15,6 miliardi di euro di risorse aggiuntive da destinare al SSN

Si tratta di una cifra, in assoluto, importante, ma che arriva dopo oltre un decennio nel quale il rapporto tra stanziamenti per il SSN e popolazione e/o PIL è rimasto stabile quando non è diminuito

15,6 miliardi come finanziamento “una tantum” rappresentano il 10% della spesa annuale per il Servizio Sanitario Nazionale, pari a 151 miliardi di spesa corrente; a questa cifra si sommano altri 45 miliardi di spesa privata dei cittadini (out of pocket)

Insomma, l’innegabile importante investimento del PNRR verso la sanità pubblica può apparire inadeguato se inserito all’interno di un quadro più ampio

I fondi sanitari integrativi come il Fondo ASIM, dal canto loro, possono contribuire agli obiettivi posti al SSN dal PNRR, in particolare per quello che riguarda il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) ed adeguando anche i propri canali di erogazione a quelli che sono stati, ad oggi, rilevati come determinati: la medicina di prossimità e la telemedicina

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.
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