ob
antibiotico resistenza

In cosa consiste la resistenza agli antibiotici, e perché rappresenta un problema sanitario così grave? Scopriamolo insieme. Intro. 

Quando si parla di antibiotico-resistenza si fa riferimento alla capacità, da parte dell’agente patogeno, di sviluppare una barriera nei confronti del farmaco, rendendolo così inefficace. 

Questo rappresenta un grave rischio per la salute pubblica, perché le terapie antibiotiche, in molti casi necessarie ed essenziali, potrebbero risultare inutili o, addirittura, dannose. 

L’Italia, purtroppo, insieme alla Grecia, è il Paese europeo con la più alta percentuale di batteri resistenti, a causa principalmente di un uso scorretto e inadeguato degli antibiotici, ma non solo. 

Approfondiamo insieme. 

A cosa serve un antibiotico

Per comprendere appieno il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è opportuno spiegare quale sia il ruolo degli antibiotici nelle terapie farmacologiche. 

Ecco la definizione contenuta all’interno del documento “Linee guida sull’uso prudente degli antimicrobici in medicina umana” redatto dalla Commissione Europea:

Un antibiotico è una <<sostanza prodotta o derivata (ottenuta chimicamente) da un microrganismo che distrugge in modo selettivo altri microrganismi o ne inibisce la crescita. Il termine «antibiotico» è spesso utilizzato per indicare un agente antibatterico >>.

Alla base del suo funzionamento c’è la cosiddetta tossicità selettiva

Cosa vuol dire? 

Che l’antibiotico colpisce i batteri nocivi, che causano l’infezione, risultando tossico solo per essi ma non per le cellule

Ecco perché non è possibile curare un’infezione con un normale disinfettante antibatterico, perché verrebbe a mancare la tossicità selettiva che invece caratterizza gli antibiotici. 

Quindi, sintetizzando, un antibiotico è un farmaco impiegato per arrestare la diffusione dei batteri nel nostro organismo o ucciderli, a seconda della natura stessa del prodotto (azione batteriostatica o battericida).   

È importante ricordare che gli antibiotici non hanno nessun effetto sui virus, ma solo sui batteri. 

Le principali cause dell’antibiotico-resistenza

L’antibiotico-resistenza è un fenomeno multifattoriale, questo vuol dire che le cause sono molteplici.

Un ruolo importante è ricoperto, va detto, dall’utilizzo eccessivo e inappropriato degli antibiotici. 

Purtroppo, molto spesso vengono prescritti antibiotici in assenza di una proliferazione batterica che ne giustifichi l’assunzione. Uno dei casi più diffusi è la somministrazione di antibiotici per il trattamento dei sintomi influenzali, in particolare in età pediatrica. 

Un altro elemento da considerare nella proliferazione dell’antibiotico-resistenza è l’impiego, massiccio, di antibiotici nell’industria della carne e, quindi, nella medicina veterinaria. 

Si stima, infatti, che nel settore veterinario venga consumato oltre il 50% degli antibiotici utilizzati globalmente. 

Si tratta di un palese fattore di rischio per la selezione e diffusione di batteri resistenti. Il trasferimento di batteri resistenti dall’animale all’uomo può avvenire sia per contatto diretto o mediante alimenti di origine animale, che indirettamente, attraverso più complessi cicli di contaminazione ambientale. 

Antibiotico-resistenza: il meccanismo evolutivo naturale

Ma come avviene la trasformazione dell’organismo patogeno, che lo rende resistente al farmaco antibiotico? 

Alcuni ceppi diventano resistenti agli antibiotici attraverso un processo assolutamente naturale, determinato da mutazioni del corredo genetico, in grado di proteggere il batterio dall’azione del farmaco. 

Semplificando, i microbi sviluppano dei meccanismi di difesa da altri patogeni, per evitare di essere uccisi

Essendo gli antibiotici prodotti a partire proprio da un microrganismo capace di contrastare la proliferazione batterica, ne consegue un aumento della cosiddetta pressione selettiva

In poche parole, con il nostro abuso di antibiotici non facciamo altro che favorire il meccanismo di difesa naturale dei microbi che vogliamo contrastare, rendendoli più forti e resistenti al farmaco. 

Questa capacità di mutare esiste da miliardi di anni e rappresenta la sfida principale per l’industria farmaceutica e la ricerca, chiamata a sintetizzare un antibiotico efficace. 

Come si legge nel Piano “Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020”, per ogni nuovo antimicrobico di origine naturale esiste già un meccanismo di resistenza presente in natura.

Impatto dell’antibiotico-resistenza sugli uomini

L’OMS ha indicato l’antibiotico-resistenza come uno dei fenomeni più preoccupanti per la salute umana, invitando i Paesi a sviluppare delle linee guida e dei protocolli di intervento immediati. 

L’impatto dell’antibiotico-resistenza sugli uomini ha due nature: 

  1. impatto epidemiologico: aumento della morbosità e della mortalità associate alle infezioni causate da patogeni resistenti;
  2. impatto economico: riguarda la perdita di vite e di giornate lavorative, e il maggior utilizzo di risorse sanitarie per curare i soggetti affetti da infezioni causate da patogeni resistenti.  

Per questo motivo nel nostro Paese si sono fissati degli obiettivi da raggiungere entro il 2020. Nello specifico, parliamo di una riduzione superiore al 10% in ambito territoriale, del 5% in ambito ospedaliero e un taglio di oltre il 30% nel settore veterinario

Conclusioni

Contrastare gli effetti dell’antibiotico-resistenza rappresenta una priorità per il nostro Paese, l’UE e il mondo intero. 

Secondo i dati raccolti da uno studio britannico del 2014, l’antibiotico-resistenza ha causato circa 50.000 decessi ogni anno solo in Europa e negli Stati Uniti, a cui si aggiungono centinaia di migliaia di morti in altre aree del mondo. 

Le stime contenute in questo documento parlano di potenziali 10 milioni di decessi all’anno entro il 2050 – più di qualunque altra causa – se non si mettono in campo politiche di sorveglianza e di contrasto efficaci. 

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Il genere umano ha bisogno di antibiotici, sono fondamentali, ma devono essere impiegati in modo corretto e adeguato

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