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zanzare coronavirus

Le zanzare possono trasmettere il Coronavirus attraverso le punture? I primi studi ci dicono che non è possibile. Approfondiamo insieme.Intro. 

Con l’arrivo dell’estate, è tornata una delle piaghe più odiose alle quali siamo sottoposti: le zanzare. 

Quest’anno, però, al fastidio e alla classica preoccupazione per la salute legata alle zanzare e alle punture di questi insetti, si è aggiunta la paura di essere contagiati dal coronavirus a causa proprio di una di queste punture. 

In effetti, bisogna ammettere che non è una preoccupazione campata in aria del tutto, perché è noto che le zanzare possono diffondere molteplici malattie. 

Quindi, le zanzare trasmettono il Coronavirus? I dati disponibili, ad oggi, ci dicono che non è possibile. 

Approfondiamo insieme. 

Le zanzare e le malattie trasmissibili

Abbiamo fatto menzione, prima, alla capacità delle zanzare (e di altri insetti) di diffondere malattie trasmissibili

Il Ministero della Salute le indica all’interno di un opuscolo informativo (lo trovi qui), dedicato proprio ai rischi per la salute connessi alle punture di zanzare: malaria, febbre gialla, chikungunya, dengue, zika e altre malattie appartenenti all’insieme delle “malattie trasmesse da vettori”

È importante sottolineare, però, che questi rischi sono elevati solo in alcuni Paesi tropicali e Subtropicali, molto meno in occidente o in Italia. 

Ciò nonostante, la preoccupazione manifestata dalla pubblica opinione, ma anche dalla comunità scientifica, ha spinto l’Istituto Superiore di Sanità ad avviare uno studio, i cui risultati preliminari sono stati presentati a fine giugno. 

I risultati preliminari di uno studio dell’ISS

Cosa ci dicono i risultati preliminari di uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie? 

“La ricerca ha mostrato che il virus, una volta penetrato all’interno della zanzara mediante un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi di essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.”

A quanto pare, quindi, anche se la zanzara punge un soggetto positivo al Coronavirus, il virus non riesce a replicarsi, di conseguenza una successiva puntura a un altro soggetto non positivo non è in grado di trasmetterlo. 

Si tratta, è importante sottolinearlo, di conclusioni tratte da studi i cui risultati non sono stati ancora pubblicati. 

Ciò nonostante, sul sito del Ministero della Salute si può leggere quanto segue: 

“La ricerca, condotta da virologi ed entomologi dell’ISS in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha mostrato che il Sars-Cov-2, una volta penetrato all’interno della zanzara attraverso un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi non può essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.”

A supporto di queste conclusioni c’è anche l’analisi delle esperienze passate, in particolare quella della SARS, l’epidemia del 2002. 

Infatti, dai vari studi effettuati all’epoca risulta che il virus – che, ricordiamo, appartiene alla famiglia dei Coronavirus e presenta molte similarità con il SARS-COV-2, ovvero il nuovo coronavirus attualmente in circolazione – è un virus di tipo respiratorio che non si trasmette attraverso il sangue, ma solo per inalazione o contatto con mani, bocca, orecchie e occhi.

Cosa dicono gli studi internazionali 

A chiedersi se le zanzare siano o meno in grado di trasmettere il virus non siamo stati solo noi in Italia, è successo in tutto il mondo. 

L’OMS, ad esempio, ha dedicato un paragrafo alla questione, all’interno di una sezione di FAQ sul coronavirus

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Quanto dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è in linea con i dati preliminari dell’ISS.

Lo scorso 17 luglio, inoltre, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports un paper, a firma di Yan-Jang S. Huang, Dana L. Vanlandingham, Ashley N. Bilyeu, Haelea M. Sharp, Susan M. Hettenbach & Stephen Higgs, dal titolo “SARS-CoV-2 failure to infect or replicate in mosquitoes: an extreme challenge” (in italiano “Mancata infezione o replicazione di SARS-CoV-2 nelle zanzare: una sfida estrema”).

Partendo proprio dalle dichiarazioni dell’OMS, gli scienziati hanno messo in campo un primo esperimento, analizzando il comportamento di 3 delle specie di zanzare più diffuse, dimostrando che

“anche in condizioni estreme, il virus SARS-CoV-2 non è in grado di replicarsi in queste zanzare e quindi non può essere trasmesso alle persone anche nell’improbabile evento in cui una zanzara si sia nutrita di un ospite viremico”. 

Conclusioni

Al momento, stando sia alle ipotesi teoriche iniziali, sia ai risultati dei primi esperimenti effettuati, sembrerebbe che le zanzare non siano in grado di trasmettere il Coronavirus, anche se pungono un soggetto infetto. 

Come sempre accade negli studi scientifici preliminari, è importante accedere a ulteriori dati per avere un livello di sicurezza ancora maggiore, ma, per ora, non c’è motivo di temere la puntura di una zanzara più del solito

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