ob

I dati del Quarto Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19

I dati del Quarto Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19

L’AIFA ha pubblicato il consueto rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19, dal quale emergono dati molto positivi. Approfondiamoli insieme.Intro. 

La campagna vaccinale anti COVID-19 procede spedita e tutte le evidenze ne dimostrano l’elevata efficacia nel contrastare diffusione del contagio, ospedalizzazioni e decessi

Nel quarto rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 pubblicato da AIFA, i dati continuano ad essere molto positivi e promettenti, in linea con quanto analizzato nei report precedenti, con un con un tasso di segnalazione di 309 ogni 100.000 dosi somministrate

Vediamo più nel dettaglio cosa emerge dal nuovo rapporto AIFA

Periodo di riferimento e vaccini analizzati

Il quarto rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19 si riferisce al periodo compreso tra il 27/12/2020 (il Vaccine Day) e il 26/04/2021

In questi mesi sono stati impiegati, previa autorizzazione da parte di EMA e AIFA, 4 vaccini, due basati sulla tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA) e due sull’uso di un vettore virale:

  • il vaccino a mRNA Pfizer/BioNTech denominato Comirnaty (autorizzato dal 22/12/2020 e utilizzato dal 27/12/2020);
  • il vaccino a mRNA Moderna denominato COVID-19 Vaccino Moderna (autorizzato dal 07/01/2021 e utilizzato dal 14/01/2021);
  • il vaccino a vettore virale ricombinante di AstraZeneca, ora denominato Vaxzevria (autorizzato dal 29/01/2021 e utilizzato dal 01/02/2021);
  • il vaccino a vettore virale denominato COVID-19 Vaccino Janssen (autorizzato dal 12/03/2021 e utilizzato dal 22/04/2021).

Come è facile intuire, essendo stato utilizzato solo per 4 giorni (nel periodo di riferimento), sull’ultimo vaccino in elenco, ovvero quello prodotto dalla Johnson & Johnson, non ci sono ancora dati significativi

Dosi somministrate e tasso di segnalazione

Nel periodo di riferimento sono state somministrate un totale di 18.148.394 dosi di vaccino, di cui: 

  • Comirnaty per il 70,9%;
  • Vaxzevria per il 22%; 
  • COVID-19 Vaccino Moderna per il 7%; 
  • COVID-19 Vaccino Janssen per lo 0,1%.

Il numero di segnalazioni di sospetta reazione avversa inserite nella RNF alla stessa data è di 56.110 schede, con un tasso di segnalazione di 309 ogni 100.000 dosi somministrate.

In linea con la quantità di dosi somministrare, la maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (75%), seguito dal vaccino Vaxzevria (22%) e dal vaccino Moderna (3%).

Come accennato, al 26/04/2021 non sono presenti segnalazioni relative al vaccino COVID19 Vaccino Janssen, utilizzato solo a partire dal 22 aprile. 

sorveglianza vaccini covid

Effetto Plateau

I dati AIFA mostrano un interessante fenomeno, definito effetto plateau, che consiste, semplificando, nel raggiungimento del picco massimo di segnalazioni (in questo caso specifico), con conseguente successiva curva decrescente

Che cosa vuol dire? 

Che nei primi due mesi di campagna vaccinale (nei quali erano disponibili quasi esclusivamente solo i primi due vaccini a mRNA) il tasso di segnalazione è risultato proporzionale al numero di dosi somministrare, mentre nei successivi due mesi si è registrato un calo evidente

sorveglianza vaccini covid

Come si può evincere dal grafico, infatti, all’aumentare delle dosi somministrare segue, a partire dalla seconda metà di febbraio, una distanza molto netta tra i vaccini erogati e le segnalazioni registrate, in calo

Questo effetto plateau è stato spiegato da AIFA, individuando le seguenti possibili cause: 

  • ritardo di inserimento delle segnalazioni rispetto alla data di insorgenza dell’evento avverso e/o dalla somministrazione del vaccino (per esempio, eventi segnalati in occasione del richiamo);
  • riduzione nel numero di segnalazioni di eventi avversi noti e frequenti, a seguito delle maggiori conoscenze sulla sicurezza dei vaccini;
  • la popolazione dei vaccinati, inizialmente composta prevalentemente da operatori sanitari, più orientati alla segnalazione di eventi avversi, è ora maggiormente rappresentata da cittadini che più raramente effettuano segnalazioni con le diverse modalità disponibili.

Tasso di segnalazione per fascia di età, sesso e tipologia di segnalatore

Come sappiamo, la campagna vaccinale nei primi mesi ha coinvolto in modo prioritario il personale medico sanitario, il personale scolastico, gli anziani over 80 e i residenti delle RSA

L’età media delle persone è 47 anni, con un tasso di segnalazioni distribuito in questo modo.

sorveglianza vaccini covid

Il tasso di segnalazione è maggiore e relativamente costante nelle fasce di età più giovani (fino a 60 anni) – composte, ricordiamolo, in buona parte dal personale medico sanitario, più predisposto alla segnalazione – per poi diminuire nelle fasce d’età più avanzate, in linea con quanto riportato negli studi clinici pre-autorizzativi.

Sul totale delle dosi somministrare si evidenzia un 57% di soggetti di sesso femminile contro il 43% di sesso maschile. 

Il 75% delle segnalazioni riguarda le donne, con un tasso di segnalazione di 404/100.000 dosi somministrate, e il 24% gli uomini (la restante parte non presenta l’indicazione del sesso), con un tasso di segnalazione di 176/100.000 dosi somministrate, indipendentemente dalla dose e dal vaccino somministrati. 

Tale andamento è osservabile anche negli altri Paesi europei.

sorveglianza vaccini covid

“Questa differenza di genere è solo in minima parte attribuibile a una diversa esposizione ai vaccini e necessita di essere ulteriormente approfondita in relazione a eventuali fattori psico-sociali (maggiore predisposizione delle donne alla segnalazione) o biologici (diversa predisposizione alle reazioni avverse), già in parte osservati.”

Per quanto concerne la tipologia di segnalatore, ovvero colui che ha inserito la segnalazione nella rete di sorveglianza, si può notare come circa l’81% proviene da operatori sanitari, prevalentemente medici e farmacisti, mentre circa il 18% da pazienti/cittadini

Il 97% circa di queste segnalazioni sono di tipo spontaneo.

sorveglianza vaccini covid

Tempo di insorgenza e gravità delle segnalazioni

Come già evidenziato nei precedenti rapporti, più dell’80% (circa l’85%) delle segnalazioni di eventi avversi è stato registrato entro 1 giorno dalla somministrazione

sorveglianza vaccini covid

Per quanto riguarda, invece, la gravità degli eventi avversi segnalati e registrati, Il 91% delle segnalazioni inserite al 26/04/2021 sono riferite a eventi non gravi, con un tasso di segnalazione pari a 282/100.000 dosi somministrate.

Le segnalazioni gravi corrispondono all’8,6% del totale, con un tasso di 27 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose somministrata (1a o 2a dose) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. 

I tassi di segnalazione degli eventi gravi dei singoli vaccini sono: 

  • 39 ogni 100.000 dosi somministrate per Vaxzevria; 
  • 24 ogni 100.000 dosi somministrate per Comirnaty;
  • 18 ogni 100.000 dosi somministrate per Moderna.
sorveglianza vaccini covid
  • L’85% delle segnalazioni si riferisce a eventi avversi non gravi con esito “risoluzione completa” (guarigione) o “miglioramento” già al momento della segnalazione
  • Il 63% delle segnalazioni gravi riportano come esito la “risoluzione completa” o il “miglioramento” dell’evento
  • Il 22% risulta non ancora guarito

L’esiguo numero di casi con esito “risoluzione con postumi” si riferisce a soggetti sottoposti a indagini di approfondimento di cui ancora non è noto l’esito.

sorveglianza vaccini covid

Le segnalazioni gravi correlabili con ospedalizzazione o pericolo di vita (16% di tutte le gravi correlabili) riportano una risoluzione completa o un miglioramento dell’evento al momento della segnalazione nell’80% dei casi e riguardano prevalentemente casi di febbre alta con sintomi respiratori e casi di reazione allergica grave fino allo shock anafilattico. 

Nel restante 20% dei casi, l’esito al momento della segnalazione è prevalentemente riportato come “non ancora guarito” o “non disponibile” al momento della segnalazione. 

Eventi avversi per tipologia di vaccino

Dei quattro vaccini utilizzati, come già spiegato, nel periodo di riferimento sono disponibili dati solo relativamente ai primi 3, in quanto il J&J è stato somministrato in modo molto ridotto. 

Per quanto riguarda il tipo di evento avverso segnalato in relazione al vaccino ricevuto dal soggetto, questo è il quadro emerso dalla sorveglianza AIFA. 

Comirnaty

sorveglianza vaccini covid
  • Il 7% delle segnalazioni al vaccino Comirnaty sono state inserite come gravi;
  • Il 74% è relativo a Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione, rappresentata da febbre, dolore in sede di iniezione e astenia/stanchezza, per il 92% dei casi classificati come non gravi;
  • Il 29% rientra nella categoria delle Patologie del sistema nervoso, soprattutto mal di testa, parestesie e capogiro, classificati come non gravi nel 79% dei casi.

Moderna

sorveglianza vaccini covid
  • L’11% delle schede di segnalazione relative al vaccino Moderna riportano eventi avversi considerati gravi. Le reazioni gravi più frequenti corrispondono in parte alla distribuzione di tutte le segnalazioni e si riferiscono prevalentemente ai sintomi di tipo sistemico e a carico dell’apparato muscoloscheletrico (febbre alta, mialgie e artralgie diffuse, ecc.);
  • L’81% delle segnalazioni rientrano nelle Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione, in particolare febbre, brividi, dolore in sede di iniezione e astenia/stanchezza. L’89% di queste segnalazioni sono classificate come non gravi;
  • Il 53% delle segnalazioni è relativo a Patologie del sistema nervoso, soprattutto mal di testa, parestesie e capogiro, classificati come non gravi nell’83% dei casi;
  • Il 49%, infine, si riferisce a Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo, in particolare dolori muscolari e articolari diffusi, classificati come non gravi nel 90% dei casi.

Vaxzevria

sorveglianza vaccini covid
  • Il 12,4% delle segnalazioni di eventi avversi per questo vaccino è riportato come grave e si riferisce prevalentemente a cefalea intensa e febbre alta con eventuali altri sintomi sistemici associati, soprattutto artralgie e mialgie. Altri termini preferiti riportati con frequenza inferiore sono: tremore, vertigine, sincope, sonnolenza e dolore generalizzato.

Casi con esito fatale dopo vaccinazione Covid-19

Al 26 aprile 2021, sono state inserite 223 segnalazioni con esito “decesso”, con un tasso di segnalazione dei casi con esito fatale di 1,23/100.000 dosi per tutti i vaccini. 

  • Il 55,6% dei casi riguarda donne;
  • il 43,4% uomini mentre;
  • lo 0,89% (2 schede) non riporta questo dato;
  • l’età media è di 79,1±15,9 anni (range 26-104 anni);
  • l’evento fatale è stato segnalato dopo la prima dose in 141 casi e dopo la seconda dose in 59 casi (il dato è mancante in 23 segnalazioni);
  • su 223 casi segnalati totali, infatti, 191 segnalazioni sono relative a pazienti fragili con una o più patologie intercorrenti o pregresse e in politerapia, soprattutto malattie cardiovascolari, malattie metaboliche, patologie oncologiche, malattie neurodegenerative (malattia di Alzheimer), malattie respiratorie, patologie renali o epatiche gravi e malattie del sistema emolinfopoietico.
sorveglianza vaccini covid

Questo è il tasso di segnalazione di decessi post vaccino, diviso per i tre vaccini utilizzati nel periodo di riferimento (ricordiamo, ancora una volta, che per il J&J i dati sono assenti). 

Il rapporto AIFA riporta anche un dettaglio della tipologia di popolazione dei vaccinati con i tre vaccini, un dato importante per capire anche i tassi di decesso. 

  • Il vaccino Comirnaty è il vaccino più somministrato, in una popolazione più eterogenea per età rispetto al vaccino Moderna, e, pertanto, ha il peso maggiore nel calcolo del tasso di segnalazioni di decesso dell’intera popolazione dei vaccinati; 
  • il vaccino Moderna è stato somministrato soprattutto a pazienti più anziani o molto fragili, con conseguente maggiore probabilità di eventi fatali coincidenti;
  • il vaccino Vaxzevria è stato usato, nel periodo in esame, mediamente in una popolazione più giovane e meno fragile, con conseguente tasso di segnalazione di decessi più basso. 

I tassi di segnalazione osservati in Italia sono in linea con quelli riportati a livello internazionale. Il numero di casi osservati è ampiamente inferiore rispetto ai decessi attesi nelle varie fasce di età e finestre temporali dopo la vaccinazione.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.