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Sostenere la ricerca sul cancro è un’impresa bellissima

Primo piano di Federica Gargiulo sorridente per l'intervista condotta da Clelia Roggero.

Quando un’eccellenza nella ricerca scientifica oncologica incontra un ente che sceglie di investire in benessere e consapevolezza, non può che nascere qualcosa di buono.

Così, attraverso un progetto rivolto agli stili di vita, alla prevenzione e alla cura del cancro è nata la partnership tra AIRC e Fondo ASIM.

La sfida è ambiziosa: diffondere le ultime scoperte della ricerca scientifica in modo da raggiungere il più alto numero possibile di persone. A raccontarci come è nato e come si concretizza questo sogno è Federica Gargiulo, figura chiave e anima di questo progetto.

Dottoressa gargiulo, ci racconta come è nata la partnership tra il Fondo ASIM e AIRC?

Tutto è iniziato circa cinque anni fa, quando il Fondo ASIM e AIRC hanno scelto di unire le loro forze in un progetto volto a sensibilizzare le lavoratrici e i lavoratori iscritti del Fondo verso prevenzione, salute e consapevolezza.

Il Fondo ASIM è arrivato da noi con le idee chiare: cercava un partner competente e solido nella divulgazione di materiale informativo rivolto ai suoi associati.

La sfida era pionieristica ed è stata trattata, da subito, non come una missione secondaria ma come una reale priorità in azienda. Noi l’abbiamo accolta con l’entusiasmo rivolto ai progetti lungimiranti, perché nel 2019 erano ancora poche le realtà che investivano risorse ed energie nella divulgazione della prevenzione per i propri stakeholder.

Oggi si parla molto di stili di vita anche in azienda, al tempo no.

Parliamo dei vostri primi 60 anni. E della premiazione del Fondo ASIM.

Il convegno di AIRC ci ha regalato momenti unici. Vedere risultati così importanti, l’impatto così forte che hanno avuto 60 anni di concretezza e di progettualità è stato emozionante. Abbiamo cambiato la storia del nostro Paese, sia nella ricerca sia, più in generale, nella salute dei cittadini. Questo mi ha riempita di orgoglio. Chiaramente io mi sento parte di questa famiglia perché sono in AIRC da 16 anni, sono cresciuta qui e sono molto, molto contenta di poter aver potuto festeggiare. In questa occasione abbiamo premiato il Fondo ASIM per il suo sostegno prezioso e costante nel tempo. L’abbiamo scelta come simbolo delle molte realtà che credono, insieme a noi, nella missione di rendere il cancro sempre più curabile.

E insieme al Fondo ASIM abbiamo potuto toccare con mano tutto quello che fanno per noi gli stakeholders, i donatori privati, i 20.000 volontari che scendono in piazza tre volte l’anno e le aziende che in vario modo collaborano alla missione. Ho visto risultati importanti, numeri veri, che noi da soli non potremmo mai fare.

Omaggiarli tutti è stato importante, perché le persone che abbiamo premiato sono fondamentali per AIRC e per la ricerca sul cancro in generale. Se non premiamo loro, chi mai dovremmo premiare?

Tornando al Fondo ASIM, il loro sostegno si è tradotto anche nell’assegnazione di borse di studio.

Sì, il Fondo ASIM è davvero un partner da sempre molto generoso e fedele. Un partner strategico e storico. Basti pensare che siamo già al finanziamento della terza borsa di studio triennale. La fiducia che porta costanza nel sostegno è uno dei doni più grandi e di impatto che un ente può decidere di effettuare. La ricerca è un percorso lungo che necessità sicurezza e proiezione verso il futuro, poter contare su questo tipo di fiducia pone le basi per una ricerca sempre più efficace.

Quindi in questo caso è come se un’azienda “adottasse” un ricercatore…

Esatto.

Sono molte le realtà che sostengono AIRC?

Collaborare con il terzo settore, fare la propria parte è un bisogno sempre più diffuso. Il nostro lavoro dipende dal sostegno generoso di individui e aziende, piccole e grandi, che condividono i nostri valori e la nostra missione. Il programma di corporate fundraising di AIRC offre alle imprese l’opportunità di avere un impatto tangibile sulla comunità, contribuendo a progetti e iniziative che promuovano il bene comune. Ogni anno oltre 9.000 realtà aziendali sostengono il lavoro di migliaia di ricercatori e ricercatrici AIRC. Ma ciò che conta è che ogni forma di sostegno ad AIRC scelta dall’azienda è, in concreto, una primissima forma di prevenzione, proprio come intuì Fondo ASIM al nostro primo incontro. Oggi sono le piccole realtà le nostre migliori alleate nel diffondere una nuova forma di cultura della prevenzione. Divulgando informazioni verso i loro associati e dipendenti, ci consentono di raggiungere grandi numeri con le nostre pillole informative.

Progetti per il futuro?

Ogni progetto nuovo che discutiamo in AIRC ha l’obiettivo di supportare la nostra missione. Lo stimolo quindi è a fare moltissimo, sempre. So per certo che parleremo sempre di più di prevenzione e cercheremo sempre di più di portare avanti progetti che siano effettivamente vicini alle persone.

Cosa direbbe a un’azienda che ancora non sostiene AIRC?

Direi che ogni partner conta moltissimo per noi. E che aiutarci a diffondere cultura della prevenzione in azienda è investire sulla vita e sul futuro. Diffondere cultura della prevenzione può cambiare il mondo.

In meglio.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.
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