ordini professionali

Cosa sono gli ordini professionali, a cosa servono e quali funzioni svolgono? Scopriamolo insieme. Intro. 

In Italia lo svolgimento di alcune professioni è subordinato all’iscrizione ad un ordine professionale dedicato, al fine di garantire il possesso di determinati requisiti essenziali.

Stiamo parlando di più di due milioni di persone, iscritti ad uno dei circa 30 ordini professionali attualmente esistenti nel nostro Paese.

Gli ordini professionali ricoprono, di fatto, un ruolo di controllo e di gestione del settore sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia.

Chi esercita professioni regolamentate da un ordine professionale può iscriversi ad esso, ma solo adempiendo agli oneri previsti e seguendo un percorso preciso, oltre al possesso di determinati titoli di studio (a seconda dell’Ordine in questione).

Bada bene, che la parola chiave in questo caso è “regolamentate”.

Cerchiamo di approfondire insieme l’argomento, per fare chiarezza sulla natura e il ruolo degli ordini professionali.

Quando nascono gli ordini professionali

Gli ordini professionali hanno radici abbastanza antiche, addirittura risalenti all’epoca medioevale, quando, nel XII secolo, nacquero le cosiddette Corporazioni delle arti e mestieri.

In Italia gli ordini professionali così come li conosciamo oggi nascono con l’emanazione del Decreto Legislativo Luogotenenziale 23 novembre 1944, n.382, risalente, quindi, all’epoca fascista e pre-repubblicana.

Come puoi immaginare, da allora sono stati molteplici gli interventi legislativi atti ad aggiornare e/o modificare quanto previsto dal testo originale, con l’obiettivo di uniformarci (o quanto meno avvicinarci) a quanto avviene nei Paesi dell’Unione Europea.

Sì, perché l’Italia in questo senso rappresenta un po’ un’anomalia, con più di 30 ordini professionali relativi alle più disparate professioni, mentre nel resto d’Europa la situazione è molto più snella.

Nei Paesi anglosassoni, ad esempio, esistono ordini professionali per i medici e gli avvocati, ma non per così tante professioni come accade da noi.

Ordini professionali: informazioni basilari

Abbiamo detto che nel nostro Paese per esercitare determinate professioni, come ad esempio quella del medico o dell’avvocato, è necessario iscriversi al proprio ordine professionale.

Si tratta di un obbligo, in violazione del quale si va incontro a sanzioni penali ai sensi dell’articolo 348 c.p., ossia esercizio abusivo di una professione.

Insomma, per chiarire, un medico non può esercitare senza essere iscritto all’ordine dei medici e al relativo albo professionale, ovvero senza essere in possesso di determinati requisiti.

In alcuni casi, è sufficiente il possesso di un titolo di studio specifico, ad esempio la laurea. In altri, invece, è richiesto il superamento di un esame di stato, oppure un periodo di praticantato.

Sia chiaro, l’esistenza di un ordine professionale e del relativo obbligo d’iscrizione non ha nessun effetto sul libero accesso alla professione stessa, garantito dalla costituzione con l’articolo 33.

Infatti, non può essere stabilito un numero massimo di professionisti esercitanti una determinata professione regolamentata.

Come avrai potuto notare, abbiamo più volte sottolineato il concetto di “professione regolamentata” quando si parla di ordini professionali.

Vediamo insieme cosa vuol dire.

Professione regolamentata e non regolamentata

La definizione di “professione regolamentata” è riportata all’interno del Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137:

per «professione  regolamentata» si intende l’attività, o l’insieme delle attività, riservate per espressa disposizione di legge o non riservate, il cui esercizio è consentito solo a seguito d’iscrizione in ordini o collegi subordinatamente al possesso di qualifiche professionali o all’accertamento delle specifiche
professionalità.

In poche parole, con il termine professione regolamentata” si intendono solo quelle attività esercitabili da persone in possesso di determinati requisiti e iscritte ad un ordine professionale.

Nelle professioni non regolamentate rientrano, invece, quelli comunemente chiamati “professionisti senza albo”.

Quali sono queste professioni?

Tutte le professioni non organizzate in ordini o collegi, definite come attività economiche volte alla prestazione di servizi o di opere, esercitabili mediante lavoro intellettuale, che tuttavia non risultano riservate per legge a soggetti iscritti in albi o ordini.

In pratica, tutte quelle figure professionali che non hanno l’obbligo di iscrizione all’albo per operare liberamente, come i fotografi o i designer ad esempio.

Le professioni non regolamentate sono disciplinate dalla Legge n. 4 del 14.01.2013, pubblicata sulla G.U. del 26 gennaio 2013, con la quale si è dato attuazione al Trattato di Lisbona.

Coloro che esercitano professioni non regolamentate hanno il diritto di costituire associazioni, senza però obbligo di iscrizione, al fine di rappresentare la categoria, difenderla e valorizzarla.

Ordini professionali: quali ruoli svolgono

Gli ordini professionali hanno, prima di tutto, il compito di salvaguardare il cittadino da eventuali esercitazioni illegittime di determinate professioni regolamentate, come ad esempio quella del medico o dell’avvocato.

L’iscrizione ad un ordine, controllato dal Ministero della Giustizia, presuppone il possesso, da parte del professionista, di determinati requisiti, che non riguardano solo il titolo di studio.

In effetti, un laureato in giurisprudenza non può esercitare la professione di avvocato, magistrato, notaio, senza aver svolto un adeguato periodo di tirocinio, aver superato un esame di stato ed essere in possesso di una fedina penale immacolata.

Ma i compiti degli ordini professionali non finiscono certo qui:

  • Per garantire la qualità della prestazione, ogni professionista ha l’obbligo di curare il continuo aggiornamento della propria competenza professionale, seguendo corsi formazione continua e acquisendo dei crediti formativi su indicazione dell’ordine di appartenenza;
  • Il professionista è tenuto a sottoscrivere una assicurazione per i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale;
  • Ogni ordine professionale si dota di un codice deontologico, al quale è necessario attenersi onde evitare sanzioni, sospensioni o, in casi gravi, la radiazione dall’albo;
  • Tutela della professione;
  • Tenuta, gestione, aggiornamento e revisione degli Albi Professionali.

Come vedi, gli ordini professionali hanno una serie di funzioni a cui assolvere.

Conclusioni

Da anni c’è un continuo dibattito intorno agli ordini professionali, con due schieramenti contrapposti: da un lato, coloro che intendono preservarli e rinforzarli, e dall’altro chi li ritiene un freno al libero regime di concorrenza che caratterizza il mercato del lavoro e delle professioni.

Non è compito nostro districare questa immensa matassa, ma speriamo di averti fornito alcune indicazioni utili per capire meglio di cosa si parla quando si fa riferimento agli ordini professionali.

Fondo Asim

Il Fondo, costituito dalle parti sociali nel 2013, nasce in attuazione di quanto contenuto nel rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. L’Ente ha la natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue fini di lucro. Il Fondo, operativo da ottobre 2014, ha lo scopo di garantire, ai lavoratori iscritti, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale.