
L’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sta attraversando una fase di trasformazione senza precedenti, segnata dal passaggio da un modello ospedale-centrico a una sanità di prossimità proattiva.
La digitalizzazione non è più un semplice supporto tecnologico, ma la risposta strutturale alla fragilità sistemica emersa durante la Pandemia, elevando la casa come primo luogo di cura.
In questo contesto, la telemedicina si configura come il pilastro di un nuovo paradigma assistenziale, capace di abbattere le barriere geografiche e garantire l’equità nell’accesso alle cure.
Indice dei Contenuti
- Cos’è la telemedicina?
- Classificazione e tipologie dei servizi di telemedicina
- Organizzazione e Infrastruttura
- Ambiti di applicazione e benefici clinici della telemedicina
- Come funziona la prenotazione di una visita con la telemedicina?
- La sfida dell’intelligenza artificiale
- La televista nel Piano Sanitario Straordinario “La prevenzione su misura” del Fondo ASIM
- Conclusioni
- Domande Frequenti (FAQ)
Cos’è la telemedicina?
La definizione fornita dal sito telemedicina.gov è la seguente:
“Con il termine telemedicina si intendono tutte le prestazioni sanitarie che possono essere effettuate a distanza tra il paziente e il professionista sanitario, grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate.”
Quindi, la telemedicina non è una branca medica a sé stante, ma una modalità organizzativa che utilizza tecnologie innovative per fornire assistenza sanitaria a distanza.
Essa consiste nella trasmissione sicura di dati e informazioni mediche necessari per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il monitoraggio dei pazienti, e rappresenta uno strumento fondamentale per facilitare la collaborazione tra professionisti e migliorare il rapporto tra istituzioni e cittadini.
Scenario di riferimento e obiettivi nazionali
Il post-pandemia ha reso indifferibile il potenziamento della rete territoriale. La telemedicina risponde alla necessità di gestire l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle cronicità, spostando il fulcro delle prestazioni verso il domicilio.
L’obiettivo strategico è rendere il sistema più flessibile e resiliente, superando la storica frammentazione tra ospedale e territorio per garantire una continuità assistenziale reale e uniforme su tutto il suolo nazionale.
Il ruolo del PNRR e delle Agenzie Nazionali
La Missione 6 Componente 1 (M6C1) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta il volano finanziario di questa riforma.
Un ruolo centrale è affidato ad AGENAS, che ai sensi del DL 4/2022 ha assunto la funzione di Asd (Agenzia per la sanità digitale).
In questa veste, AGENAS agisce come organo tecnico-scientifico del SSN, coordinando l’attuazione delle politiche di digitalizzazione tra il Ministero della Salute, il Dipartimento per la trasformazione digitale e le Regioni, assicurando omogeneità ed efficienza nell’erogazione dei servizi digitali.
Classificazione e tipologie dei servizi di telemedicina
La classificazione dei servizi di telemedicina in Italia è definita dalle linee di indirizzo nazionali e dai portali istituzionali.
- Televisita: atto sanitario in cui il medico interagisce in tempo reale con il paziente, eventualmente supportato da un caregiver. Pur non permettendo un esame obiettivo completo, consente la valutazione clinica e il rinnovo di piani terapeutici.
- Telemonitoraggio: rilevamento e trasmissione di parametri clinici tramite dispositivi medici certificati. I dati alimentano una centrale operativa che, tramite alert, permette interventi tempestivi.
- Teleconsulto: attività di consulenza tra medici (sincrona o asincrona) che permette di condividere documentazione e pareri specialistici su un caso clinico.
- Teleconsulenza medico-sanitaria: supporto specialistico fornito a distanza tra professionisti sanitari per indirizzare scelte terapeutiche senza la presenza del paziente.
- Teleriabilitazione: prestazione remota finalizzata al recupero funzionale nel proprio ambiente domestico, elemento chiave per la visione della casa come primo luogo di cura promossa dal PNRR.
- Teleassistenza: interazione a distanza tra professionista e paziente/caregiver per attività assistenziali programmabili e ripetibili, facilitando lo svolgimento di cure domiciliari.
Come si legge sul sito di riferimento, non tutti i servizi di telemedicina coinvolgono ogni tipologia di professionisti sanitari e/o il paziente, Ecco una tabella riepilogativa.

Organizzazione e Infrastruttura
Il cuore del sistema è la PNT – Piattaforma Nazionale di Telemedicina, che integra l’INT (Infrastruttura Nazionale), gestita da AGENAS con funzioni di governance e raccolta dati, e le IRT (Infrastrutture Regionali), dedicate all’erogazione dei servizi sul territorio.
Questa struttura è strettamente interconnessa con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) 2.0, assicurando che ogni evento clinico alimenti la storia sanitaria del cittadino in modo sicuro e trasparente.
L’efficacia del modello dipende dalla distinzione dei ruoli:
- Centro Servizi: entità tecnica responsabile della manutenzione della piattaforma, della gestione degli hardware, degli account e dell’help desk. Si occupa della formazione tecnica di pazienti e caregiver sui dispositivi.
- Centro Erogatore: composto da personale sanitario (medici, infermieri) e figure chiave come il Case Manager, responsabile della presa in carico clinica, e il Data Manager, incaricato della gestione dei flussi informativi sanitari.
Il sistema richiede connessioni sicure, interfacce utente (app o portali) certificate e dispositivi medici in grado di trasmettere dati in modo automatico o manuale. L’obiettivo è minimizzare l’errore umano e garantire che l’informazione arrivi ai sistemi di monitoraggio senza alterazioni.
Ambiti di applicazione e benefici clinici della telemedicina
La telemedicina può avere diverse applicazioni nella pratica medica e assistenziale, con evidenti benefici clinici.
Nel dettaglio:
- gestione delle patologie croniche: il telemonitoraggio è vitale per circa un quinto della popolazione italiana affetta da diabete, scompenso cardiaco e insufficienza respiratoria. Questi strumenti consentono di stabilizzare i pazienti a domicilio, riducendo le ospedalizzazioni improprie e migliorando gli outcome clinici tramite la gestione razionale degli alert;
- applicazioni in oncologia e neurologia: in ambito neurologico, le patologie neurodegenerative sono la prima causa di DALYs (Disability-Adjusted Life-Years). La telemedicina ricuce la frattura tra ospedale e territorio, abbattendo i costi indiretti per i caregiver. In oncologia, è fondamentale per il monitoraggio delle terapie orali a domicilio e l’uso di farmaci biologici o anticorpi monoclonali, che richiedono controlli frequenti degli effetti avversi non sempre garantibili in presenza;
- emergenza-urgenza e aree remote: la telemedicina garantisce equità nelle zone isolate, dove non sono presenti ospedali, ambulatori o strutture mediche per l’erogazione di prestazioni cliniche o diagnostiche.
Come funziona la prenotazione di una visita con la telemedicina?
Le prestazioni (es. televisita) sono equiparate a quelle in presenza, seguono i tariffari nazionali/regionali e prevedono il pagamento del ticket se dovuto.
Il cittadino accede ai servizi tramite ricetta dematerializzata emessa dal medico specialista. La prenotazione è integrata nei flussi amministrativi tradizionali attraverso i sistemi regionali (ReCUP/CUP), garantendo la piena tracciabilità del percorso di cura.
Quando si parla di erogazione di servizi di telemedicina, però, è fondamentale sottolineare che l’integrazione nel SSN richiede non solo regole tecniche ed economiche, ma anche un robusto quadro etico e legale. In particolare, il trattamento dei dati sanitari deve avvenire nel pieno rispetto del GDPR, garantendo la cifratura dei canali di comunicazione e la riservatezza delle informazioni.
Il consenso informato è il presupposto per l’attivazione: il paziente deve essere consapevole dei vantaggi, dei limiti tecnologici e delle modalità di trattamento dei dati. Nonostante la mediazione tecnologica, il medico mantiene la piena responsabilità professionale. Egli ha il dovere di convertire la prestazione a distanza in visita in presenza qualora le condizioni cliniche del paziente o limitazioni tecniche impediscano una valutazione accurata e sicura.
La sfida dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale, attraverso il machine learning (apprendimento automatico da dati) e il deep learning (reti neurali complesse), permette di analizzare volumi massivi di dati per predire rischi e personalizzare le terapie.
Tuttavia, in ambito cronico e geriatrico, occorre estrema cautela: l’uso di algoritmi basati su una logica puramente “deterministica” può indurre in errore se applicato a pazienti con quadri clinici multi-patologici complessi. L’implementazione richiede regole condivise e la costante supervisione umana per evitare questi errori.
La televista nel Piano Sanitario Straordinario “La prevenzione su misura” del Fondo ASIM
Il Fondo ASIM ha dato vita al Piano Sanitario Straordinario “La prevenzione su misura”, un modello assistenziale che prevede lo strumento della televisita.
Il percorso ha inizio con la somministrazione di un questionario anamnestico, i cui dati vengono messi a disposizione di un medico di medicina generale che accompagna personalmente il paziente fino alla conclusione del ciclo.
La prima televisita avviene in tempo reale dopo una prenotazione tramite portale web o canale voce; durante l’incontro, il medico può prescrivere prestazioni e indagini diagnostiche senza i vincoli del Piano sanitario ordinario, basandosi esclusivamente sulle condizioni cliniche e sulla storia personale dell’assistito.
Le prescrizioni vengono trasmesse al Portale LEO per la prenotazione presso strutture convenzionate e, una volta effettuati gli esami, l’iscritto o l’iscritta procede all’upload degli esiti in un portale dedicato.
Il ciclo si conclude con una seconda televisita di valutazione degli esiti e il rilascio di una relazione medica, salvo la necessità di ulteriori approfondimenti che possono portare a una terza visita conclusiva.
Conclusioni
La sfida finale è culturale. È necessario un programma di formazione continua per medici e infermieri finalizzato non solo all’uso tecnico dei dispositivi, ma alla capacità di umanizzare la relazione di cura mediata dallo schermo.
La telemedicina non deve essere un limite al contatto umano, ma un moltiplicatore di presenza e precisione, capace di trasformare il dato tecnologico in un atto di cura profondo e vicino al cittadino.
Domande Frequenti (FAQ)
È una modalità di erogazione di servizi sanitari tramite tecnologie innovative (ICT) in situazioni dove professionista e paziente non sono nella stessa località. Serve a migliorare l’accessibilità alle cure, supportare la gestione delle cronicità e garantire equità di accesso anche in aree remote.
I servizi si dividono in: televisita (interazione medico-paziente in tempo reale), teleconsulto (collaborazione a distanza tra medici), telemonitoraggio (rilevamento automatizzato di parametri vitali), teleassistenza (supporto di infermieri o altri professionisti) e teleriabilitazione.
L’accesso è solitamente indicato dal medico che ha già formulato una diagnosi in presenza. La richiesta avviene tramite ricetta dematerializzata e la prenotazione è gestita dai sistemi CUP regionali, che considerano la telemedicina come una qualunque sede di erogazione.
Sì, i trattamenti dei dati sanitari devono avvenire nel rispetto del GDPR e delle misure di sicurezza del D.Lgs. 196/2003. Le piattaforme utilizzate devono essere certificate per garantire confidenzialità, integrità e disponibilità delle informazioni.
La tariffazione delle prestazioni erogate in telemedicina è equivalente a quella delle analoghe prestazioni fornite in presenza. Se dovuto, il paziente è tenuto al pagamento del ticket secondo la normativa nazionale e regionale vigente.
Sì, prima dell’attivazione il paziente deve ricevere un’informativa dettagliata su modalità, vantaggi e rischi della prestazione a distanza. L’adesione al servizio deve essere preventiva, consapevole e informata.
Il medico ha la responsabilità di valutare la qualità della connessione; se i limiti tecnici impediscono un atto sanitario sicuro e completo, il sanitario ha l’obbligo di riprogrammare la prestazione in presenza.
L’idoneità viene stabilita dal medico caso per caso. È generalmente sconsigliata per patologie acute o riacutizzazioni in atto e per situazioni di fragilità che rendono imprudente la permanenza al domicilio senza supervisione fisica diretta.
