
Quando si parla di peso, spesso si pensa subito alla linea o all’estetica. Ma per la tua salute, e soprattutto per chi svolge un lavoro fisicamente attivo, il peso corporeo è uno dei dati che possono aiutare a valutare come stai.
Il peso corporeo non è solo un numero sulla bilancia: è uno degli elementi che possono influenzare il funzionamento dell’organismo. Quando l’eccesso di tessuto adiposo (grasso corporeo) diventa significativo, può aumentare il carico su alcune articolazioni e modificare diversi processi metabolici e cardiovascolari.
Un eccesso di peso, infatti, può aumentare il lavoro richiesto a cuore, articolazioni e altri organi. Per questo motivo viene considerato un importante fattore di rischio modificabile.
La prevenzione primaria consiste proprio nell’agire sui fattori di rischio prima che compaiano le malattie. Il peso corporeo è uno di questi fattori e mantenere nel tempo un peso compatibile con la propria salute aiuta a ridurre il rischio di sviluppare nel tempo disturbi articolari, cardiovascolari e metabolici.
In questo articolo scopriremo cosa succede nel tuo corpo quando il peso aumenta e perché anche una riduzione moderata del peso può migliorare alcuni parametri metabolici e, in presenza ad esempio di patologie come l’artrosi, contribuire a ridurre dolore e limitazioni.
Il carico sulle articolazioni: una questione di fisica
Dal punto di vista del carico sulle articolazioni, una parte dell’effetto dell’eccesso di peso può essere immaginata come portare uno zaino con te continuamente. Ti stancheresti molto prima, e a fine giornata la tua schiena e le tue gambe sarebbero a pezzi. Per il tuo corpo, l’eccesso di peso è esattamente come quello zaino: un carico costante che non viene mai rimosso.
Le articolazioni sono progettate per sopportare carichi, ma un carico maggiore e ripetuto può aumentare lo stress soprattutto sulle articolazioni portanti. Durante il cammino, sulle ginocchia possono agire forze pari a diverse volte il peso corporeo. Per questo anche una variazione relativamente piccola del peso può tradursi in una variazione maggiore delle forze che agiscono sulle ginocchia durante il cammino.
Questo stress continuo causa:
- l’usura della cartilagine: il peso può aumentare lo stress sulle articolazioni portanti e contribuire, insieme ad altri fattori, allo sviluppo o alla progressione del danno alla cartilagine, i “cuscinetti” che proteggono le ossa e acuire patologie preesistenti come l’artrosi;
- l’infiammazione cronica: il tessuto adiposo non è soltanto una riserva di energia. Produce infatti sostanze che partecipano ai processi infiammatori dell’organismo. Quando il tessuto adiposo aumenta eccessivamente, queste sostanze possono contribuire a mantenere uno stato di infiammazione cronica di basso grado, che nel tempo aumenta il rischio di diverse malattie.
Il cuore e il peso: quando il lavoro della pompa aumenta
Il peso in eccesso non grava solo sulle ossa, ma costringe anche il tuo sistema circolatorio a un lavoro straordinario.
Quando aumenta il tessuto adiposo, l’organismo deve irrorare una quantità maggiore di tessuti e di conseguenza il cuore deve lavorare di più per garantire l’arrivo di sangue e ossigeno in tutto il corpo.
Per il tuo cuore, questo significa che:
- in alcune persone può aumentare la quantità di sangue che il cuore deve pompare ogni minuto;
- la pressione sale: l’eccesso di adiposità aumenta il rischio di ipertensione attraverso diversi meccanismi metabolici, ormonali e cardiovascolari;
- maggiore fatica: in presenza di un importante eccesso di peso, lo stesso movimento può richiedere più energia; inoltre una minore forma cardiorespiratoria o eventuali patologie associate possono rendere più facile avvertire affanno e stanchezza.
Il peso non riguarda solo articolazioni e cuore: il ruolo del metabolismo
Quando si parla di peso corporeo, non bisogna pensare solo al carico che grava su ginocchia, schiena e cuore. L’eccesso di tessuto adiposo può influenzare anche il metabolismo, cioè l’insieme dei processi con cui il nostro organismo trasforma il cibo in energia e regola molte funzioni essenziali.
Il tessuto adiposo, infatti, non è semplicemente una riserva di grasso. È un tessuto attivo che produce sostanze in grado di influenzare il funzionamento dell’organismo. Quando è presente in quantità eccessive può favorire uno stato di infiammazione cronica di basso grado, alterare il modo in cui il corpo utilizza gli zuccheri e aumentare il rischio di sviluppare condizioni come il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa e alcune malattie cardiovascolari.
Per questo motivo mantenere un peso adeguato significa contribuire al buon funzionamento di tutto l’organismo e ridurre uno dei principali fattori di rischio modificabili per molte malattie croniche.
Come si valuta il peso corporeo?
Molte persone pensano che basti salire sulla bilancia per capire se il proprio peso è adeguato, ma in realtà il numero dei chili, da solo, racconta solo una parte della storia.
Per valutare il peso corporeo, i professionisti sanitari utilizzano anche altri strumenti. Uno dei più conosciuti è l’Indice di Massa Corporea (BMI), che mette in relazione peso e altezza e aiuta a stimare se il peso rientra in un intervallo generalmente considerato adeguato. Specifichiamo però che può essere meno accurato, per esempio, nelle persone con molta massa muscolare e non descrive dove il grasso è distribuito.
Un altro parametro importante è la circonferenza della vita, che permette di valutare la quantità di grasso accumulato nella zona addominale.
Il grasso addominale merita particolare attenzione perché è quello maggiormente associato all’aumento del rischio di diabete, malattie cardiovascolari e altri disturbi metabolici. Per questo motivo il medico considera sempre l’insieme di più elementi – peso, altezza, distribuzione del grasso corporeo, età, stile di vita e stato di salute generale – prima di valutare il rischio per la salute.
La prevenzione primaria: perché agire ora?
Un aspetto importante è che il peso è un fattore di rischio modificabile. Attenzione però, modificabile non significa semplice da modificare: il peso dipende da molti fattori ad esempio biologici (come la predisposizione genetica o gli squilibri ormonali della fame), ambientali (come ad esempio la continua disponibilità di cibi ultra-processati) e sociali (come lo stress economico o la mancanza di spazi per fare sport).
Non serve raggiungere un ideale di perfezione: la medicina ci dice che, nelle persone con sovrappeso od obesità, una riduzione anche modesta del peso corporeo può portare benefici misurabili per pressione arteriosa, glicemia e salute cardiovascolare.
Ridurre il peso significa:
- togliere pressione alla schiena: riducendo il carico sulle articolazioni portanti e contribuendo, potenzialmente, a migliorare dolore e mobilità.
- migliorare la salute cardiovascolare: contribuendo a tenere sotto controllo fattori di rischio come la pressione arteriosa;
- rendere alcuni movimenti meno faticosi: soprattutto se la riduzione del peso è accompagnata da attività fisica regolare.
Il movimento non serve solo a modificare il peso: l’attività fisica regolare migliora la salute cardiovascolare, metabolica e muscolare anche quando la bilancia cambia poco.
Rinforzare i muscoli aiuta a sostenere le articolazioni e a migliorare la funzione, indipendentemente dal numero sulla bilancia.
Conclusioni
Gestire il peso corporeo è una componente importante della prevenzione primaria. Significa prendersi cura della propria salute con obiettivi realistici e sostenibili.
Sovrappeso e obesità non dipendono semplicemente dalla volontà: sono condizioni influenzate da fattori biologici, ambientali, sociali e comportamentali.
Mantenere un peso adeguato, inoltre, può contribuire a migliorare mobilità e alcuni fattori di rischio cardiovascolare, soprattutto quando fa parte di un percorso che comprende alimentazione equilibrata e attività fisica, facendoti guadagnare in salute e benessere!